Ordinanza n. 2017/2026 - Napoli, Sezione 8
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: a) della nota del Comune di Ercolano prot.8832 del 4 febbraio 2025, notificata in data 11 febbraio 2025, con la quale è stato comunicato che, con delibera della Giunta Comunale n.154 del 12 dicembre 2024, è stato disposto di approvare il progetto definitivo, di dichiarare la pubblica utilità, di sottoscrivere il contratto di appalto e di avviare l’esproprio in relazione ai beni immobili di proprietà dei ricorrenti per la realizzazione, con il metodo della finanza di progetto, di un parcheggio interrato multipiano – zona tra Piazza Trieste – Via IV Novembre e Corso Resina per quanto riguarda i motivi aggiunti: per l’annullamento: a) del silenzio rifiuto formatosi sull’istanza di accesso agli atti ed ai documenti trasmessa al Comune di Ercolano in data 19.2.2025 e per l’accertamento del diritto ad ottenere copia della documentazione richiesta con la predetta istanza; b) nonché per l’emanazione dell’ordine di esibizione e di rilascio dei documenti richiesti ai sensi dell’art. 116, comma 4, CPA e perché venga affermato ogni conseguente dovere dell’Ente intimato; Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da Daniel S.r.l. il 6/7/2026: per l’annullamento del Decreto Dirigenziale del Comune di Ercolano Prt.G. 0032583/2026 - I del 18.05.2026, notificato a mezzo PEC in data 03.06.2026 (prot. 35184), con il quale è stata pronunciata l’espropriazione in favore del Comune di Ercolano degli immobili di proprietà dei ricorrenti, siti nel Comune di Ercolano e distinti in Catasto Terreni al foglio 11, p.lla 1299, per una superficie di mq 363,00
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: atto di comunicazione relativo all'approvazione del progetto definitivo, alla dichiarazione di pubblica utilità e all'avvio dell'esproprio per la realizzazione di un parcheggio interrato multipiano; silenzio-rifiuto sull'istanza di accesso; decreto di esproprio degli immobili
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l'atto comunale con cui è stata comunicata l'approvazione del progetto definitivo, la dichiarazione di pubblica utilità, la sottoscrizione del contratto di appalto e l'avvio del procedimento espropriativo relativo a immobili di loro proprietà, destinati alla realizzazione, mediante finanza di progetto, di un parcheggio interrato multipiano. Con motivi aggiunti hanno contestato il silenzio-rifiuto formatosi sull'istanza di accesso agli atti e chiesto l'accertamento del diritto all'ostensione e l'ordine di esibizione dei documenti. Con ulteriori motivi aggiunti la società ricorrente e gli altri proprietari hanno impugnato il decreto dirigenziale con cui il Comune ha pronunciato l'espropriazione degli immobili. Le censure dell'atto introduttivo riguardavano, in particolare, la partecipazione ai procedimenti di apposizione del vincolo preordinato all'esproprio e di dichiarazione di pubblica utilità, nonché la localizzazione dell'opera pubblica. È stata contestata anche la legittimità del decreto di esproprio, in relazione alla natura legittima o illegittima delle opere edilizie interessate da un'ordinanza di demolizione ancora sub iudice.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare per assenza di un fumus boni iuris sufficientemente consistente. Quanto alle censure relative all'atto introduttivo, ha ritenuto che la partecipazione ai procedimenti di apposizione del vincolo preordinato all'esproprio e di dichiarazione di pubblica utilità sia garantita, in ragione della connessione tra disciplina urbanistica ed espropriativa, mediante le forme di pubblicità proprie degli strumenti di governo del territorio. Nel caso concreto, il Comune aveva inoltre comunicato agli interessati, il 14 febbraio 2019, l'avvenuta adozione dell'atto di apposizione del vincolo preordinato all'esproprio. Il giudice ha escluso, inoltre, profili di macroscopica irragionevolezza nella scelta localizzativa dell'opera, scelta caratterizzata da ampia discrezionalità e valutata anche in rapporto alle dimensioni dell'area espropriata rispetto alla superficie complessiva dell'attività commerciale. Quanto alle censure contro il decreto di esproprio, ha ritenuto irrilevante, ai fini della legittimità dell'atto conclusivo del procedimento espropriativo, la natura legittima o illegittima delle opere edilizie oggetto dell'ordinanza di demolizione, ancora sub iudice; tale qualificazione rileva esclusivamente per la determinazione dell'indennizzo, eventualmente rideterminabile all'esito del relativo giudizio. Le spese della fase cautelare sono state poste a carico dei ricorrenti nei confronti del Comune, liquidate in euro 1.500 oltre accessori di legge, mentre sono state compensate nei confronti della controinteressata.
Norme richiamate
art. 8 d.P.R. 327/2001
stretta connessione tra disciplina urbanistica ed espropriativa
La partecipazione ai procedimenti di apposizione del vincolo preordinato all'esproprio e di dichiarazione di pubblica utilità è assicurata dalle forme di pubblicità previste per gli strumenti di governo del territorio.
art. 55 c.p.a.
La domanda cautelare è stata valutata alla luce della necessità di verificare, in via sommaria, la sussistenza di profili di fondatezza delle censure e di una ragionevole previsione favorevole dell'esito del ricorso.
Massime di principio
- In ragione della connessione tra disciplina urbanistica ed espropriativa, la partecipazione ai procedimenti di apposizione del vincolo preordinato all'esproprio e di dichiarazione di pubblica utilità può essere garantita mediante le forme di pubblicità proprie degli strumenti di governo del territorio, purché gli interessati siano posti in condizione di partecipare nelle forme previste dalla legge.
- La scelta di localizzazione di un'opera pubblica costituisce espressione di ampia discrezionalità amministrativa ed è sindacabile dal giudice amministrativo soltanto in presenza di vizi macroscopici, quali l'irragionevolezza manifesta; non è sufficiente una diversa preferenza localizzativa del privato.
- La legittimità del decreto di esproprio non dipende dalla qualificazione come legittime o illegittime delle opere edilizie oggetto di un distinto procedimento demolitorio ancora pendente, quando tale qualificazione rileva esclusivamente ai fini della determinazione dell'indennizzo, suscettibile di rideterminazione all'esito del giudizio relativo alle opere.
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