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Ordinanza

Ordinanza n. 167/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia – Sede di Palermo n. 1138/2026 del 22/04/2026, che ha accolto l’azione di ottemperanza della sentenza n. 89/2014 resa dal T.a.r. Sicilia, terza sezione e per l’effetto ha ordinato all’intimata amministrazione di provvedere nel termine di sessanta giorni al rilascio dell’autorizzazione all’assunzione del sig. Carrubba, con i provvedimenti conseguenti dal punto di vista di appostamento delle somme a bilancio, prevedendo nell’ipotesi di inutile decorso di tale termine, su sollecitazione della parte interessata, la nomina di un commissario ad acta, oltre al l pagamento della penalità di mora di cui all’articolo 114, comma 4, lett. e), c.p.a., in misura pari a euro 50,00 (cinquanta/00) per ogni giorno di ulteriore inerzia come meglio specificato in sentenza.

Giustizia amministrativa202600409

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
CGARSOrdinanza cautelareGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Sentenza del TAR Sicilia – Palermo n. 1138/2026, che aveva accolto l'azione di ottemperanza e ordinato il rilascio dell'autorizzazione all'assunzione, con appostamento delle somme a bilancio, nomina eventuale del commissario ad acta e penalità di mora

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (amministrazione appellante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica della Regione Siciliana ha proposto appello, chiedendo in via incidentale la sospensione dell'efficacia della sentenza del TAR Sicilia – Palermo n. 1138/2026. Dal testo dell'ordinanza non risultano specificati i motivi di appello né le censure rivolte alla sentenza di primo grado. Il giudizio cautelare concerneva quindi la sospensione della pronuncia resa in sede di ottemperanza alla sentenza del TAR Sicilia n. 89/2014.

La decisione

Il CGARS, nella sommaria delibazione propria della fase cautelare, ha ritenuto che tanto le esigenze cautelari prospettate dall'amministrazione appellante quanto la tutela del Comune appellato potessero essere adeguatamente garantite mediante la sollecita fissazione dell'udienza per la trattazione del merito. Ha pertanto accolto l'istanza cautelare esclusivamente ai fini dell'art. 55, comma 10, c.p.a., fissando l'udienza camerale del 15 ottobre 2026 per la trattazione nel merito. Non è stata resa una decisione definitiva sull'appello né sulla legittimità della sentenza di primo grado. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale base processuale della domanda cautelare proposta in appello.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    L'istanza cautelare è stata accolta ai soli fini della sollecita fissazione dell'udienza di merito, senza definire la controversia cautelata con una sospensione sostanziale dell'atto impugnato.

  • art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

    Richiamato nella descrizione della sentenza di ottemperanza di primo grado quale fondamento della penalità di mora di 50 euro per ogni giorno di ulteriore inerzia.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare d'appello, quando le esigenze cautelari dell'appellante e la tutela dell'amministrazione appellata possono essere adeguatamente salvaguardate dalla sollecita trattazione della causa, il giudice può accogliere l'istanza ai soli fini dell'art. 55, comma 10, c.p.a., fissando a breve l'udienza di merito senza pronunciarsi definitivamente sull'appello.
  • L'accoglimento dell'istanza cautelare ai soli fini dell'art. 55, comma 10, c.p.a. non equivale, di per sé, all'accoglimento dell'appello nel merito né comporta necessariamente la sospensione sostanziale degli effetti della sentenza impugnata.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelareAppello
RamiProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

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