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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21283/2025 del 06/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza del Tribunale di Prato che aveva assolto l'imputato per la particolare tenuità del fatto (reato contestato ex artt. 110 c.p. e 44 lett. a) DPR 380/01). Il motivo di impugnazione deduceva manifesta illogicità della motivazione e travisamento degli atti con riferimento all'epoca di realizzazione dell'immobile: secondo il ricorrente non risultava che agli strumenti urbanistici vigenti all'epoca fosse imposto il vincolo di pertinenzialità (destinazione abitativa esclusiva per il custode di una sottostante impresa), vincolo che sarebbe stato introdotto solo da un successivo piano urbanistico e quindi non opererebbe retroattivamente. A sostegno, testimonianza del teste Martini sulla sopravvenuta introduzione del vincolo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato che il giudice di merito, pur affermando che il vincolo era stato introdotto successivamente alla realizzazione dell'immobile, non ha spiegato le ragioni per cui tale vincolo avrebbe dovuto avere efficacia retroattiva. Ne consegue che non appare adeguatamente motivato il presupposto della decisione di proscioglimento ex art. 131-bis c.p. La Corte ha quindi annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Prato in diversa composizione fisica. (Si segnala che il Sost. Procuratore Generale aveva chiesto l'annullamento senza rinvio, ma la Corte ha disposto l'annullamento con rinvio.)

Norme richiamate

  • codice penale, art. 110

    Usato in combinazione con la norma urbanistica contestata per definire la fattispecie penale (concorso di norme). La Corte non discute il tenore della norma ma valuta la motivazione sulla sua applicabilità nel tempo.

  • DPR 380/2001, art. 44 lett. a

    Norma urbanistica relativa alle destinazioni d'uso degli immobili (contestazione relativa alla destinazione abitativa vincolata al custode). La questione centrale è se il vincolo contestato fosse vigente al momento della realizzazione dell'immobile.

  • codice penale, art. 131-bis

    Norma sul proscioglimento per particolare tenuità del fatto. La Corte richiede adeguata motivazione del giudice di merito circa la sussistenza dei presupposti; in particolare se la sussistenza del reato è incerta per ragioni di efficacia temporale di una normativa sopravvenuta, il proscioglimento ex art. 131-bis non può essere adottato senza spiegazioni convincenti.

  • principi generali sull'efficacia temporale delle norme

    La Corte richiama il principio che le disposizioni sopravvenute non operano retroattivamente salvo espressa previsione; il giudice di merito deve motivare l'applicazione di una norma sopravvenuta a fatti anteriori.

Massime di principio

  • Valutare sempre quale normativa fosse vigente al momento della commissione del fatto: vincoli urbanistici introdotti successivamente non si applicano retroattivamente salvo espressa previsione.
  • Per disporre un proscioglimento ex art. 131-bis c.p. il giudice deve motivare adeguatamente i presupposti di fatto e di diritto che fondano la decisione; se l'accertamento dipende dall'efficacia temporale di una norma sopravvenuta, la motivazione deve chiarire perché essa troverebbe comunque applicazione.
  • La testimonianza che riferisce l'introduzione di un vincolo da un piano urbanistico sopravvenuto va valutata in relazione a documenti ufficiali (strumenti urbanistici) e alla data di efficacia degli stessi; affermazioni di sopraggiunta previsione non sostituiscono una motivazione giuridica sul tema della retroattività.
  • In presenza di dubbio sulla interpretazione o sulla efficacia temporale delle norme rilevanti, la via corretta è il rinvio per nuovo giudizio (o ulteriori accertamenti), non un proscioglimento motivato in modo generico.
  • Il giudice di merito deve esplicitare il nesso tra fatti accertati e normativa applicata: l'omessa spiegazione circa la retroattività di una norma sopravvenuta può rendere la decisione di proscioglimento viziosa.

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