Cassazione Civile, Sentenza n. 36875/2022 del 15/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per revocazione avverso l'ordinanza n. 12448/21 della Corte di Cassazione (che aveva rigettato il ricorso proposto da Mediocredito Italiano S.p.a. contro la sentenza n. 1610/2/2019 della Commissione tributaria regionale Lombardia). La ricorrente deduceva un errore di fatto ai sensi degli artt. 391-bis e 395 n. 4 c.p.c., lamentando che la Corte non aveva considerato l'eccezione di giudicato esterno sollevata in memoria (con riferimento alla sentenza n. 5199/2019 della stessa Commissione regionale) e che ciò avrebbe determinato un conflitto con altra ordinanza della Corte (n. 9223/21) che, invece, aveva riconosciuto il giudicato esterno per il periodo di imposta 2014. In sostanza la questione centrale riguarda la rilevabilità e gli effetti del cosiddetto giudicato esterno in materia di IMU/TASI nei contratti di leasing/locazione finanziaria.
La decisione
La Corte ha revocato la propria precedente ordinanza decisoria n. 12448/21 e ha comunque rigettato il ricorso per revocazione proposto da Intesa SanPaolo S.p.a., confermando la sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia che aveva accolto l'appello del Comune. La Corte ha ritenuto ammissibile il motivo di revocazione ma infondato il richiamo al giudicato esterno: la pronuncia evocata come giudicato esterno aveva svolto una interpretazione giuridica della norma tributaria (ultrattività della soggettività passiva in leasing fino alla effettiva riconsegna) e non aveva operato un accertamento sul singolo elemento di fatto idoneo a estendere automaticamente l'efficacia esterna del giudicato. Pertanto la diversa interpretazione non costituisce limite all'esegesi di altro giudice né può costituire giudicato esterno con efficacia vincolante. La ricorrente è stata condannata alle spese di giudizio e al versamento di un eventuale ulteriore contributo unificato previsto dall'art. 13 c.1-quater del DPR n.115/2002.
Norme richiamate
artt. 391-bis e 395 n. 4 c.p.c.
Consentono la revocazione per errore di fatto della decisione di cassazione; il vizio deve riguardare atti interni al giudizio di legittimità (omessa considerazione di memorie/questioni rilevabili d'ufficio) e può essere esaminato direttamente dalla Corte
d.lgs. n. 23 del 2011, art. 9
Rilevato in relazione alla disciplina tributaria su locazioni/leasing: la questione interpretativa riguarda quando sussiste la soggettività passiva dell'utilizzatore (fino alla effettiva riconsegna del bene secondo un orientamento), ma la Corte ha osservato che tale interpretazione normativa, se non tradotta in specifico accertamento di fatto, non può costituire giudicato esterno
legge n. 147 del 2013, art. 1, comma 672
Norma richiamata quale dato regolativo relativo alla TASI e alla cd. ultrattività del rapporto: la Corte ha considerato che la valorizzazione di tale norma è una interpretazione giuridica che non produce automaticamente efficacia esterna del giudicato se non concerne un accertamento fattuale specifico
d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater
Prevede l'eventuale ulteriore contributo unificato da versare in caso di soccombenza nel rito di revocazione; la Corte ha rilevato l'esistenza dei presupposti processuali per il versamento di tale importo da parte della ricorrente
orientamento giurisprudenziale richiamato (Sezioni Unite e altre sentenze)
La Corte richiama consolidati principi giurisprudenziali: il giudicato esterno è rilevabile d'ufficio nel giudizio di legittimità; l'omessa considerazione di una memoria può integrare talora motivo di revocazione se incide su un dato fattuale decisivo; tuttavia l'interpretazione della norma tributaria compiuta da un altro giudice non equivale a giudicato esterno vincolante se è mera argomentazione giuridica
Massime di principio
- Il giudicato esterno può essere rilevato anche d'ufficio in Cassazione, ma per avere efficacia esterna vincolante deve riguardare un accertamento specifico di fatto (un elemento della fattispecie impositiva) e non una mera interpretazione normativa astratta
- L'omesso esame di memorie o di eccezioni rilevabili d'ufficio (come il giudicato esterno) può legittimare la revocazione se ha determinato il difetto di percezione di un fatto decisivo nel giudizio di legittimità
- Se il giudicato esterno si è formato durante il grado di appello, l'eccezione doveva essere tempestivamente dedotta in quell'atto; in mancanza, l'eccezione può risultare preclusa e il motivo di ricorso inammissibile
- Differenze di interpretazione tra giudici sulla normativa tributaria (es. su quando si consolida la soggettività passiva nel leasing) non costituiscono di per sé conflitto di giudicati idoneo a paralizzare altri giudizi: solo le decisioni che accertano fatti concreti producono effetti erga omnes su questioni identiche solo nei limiti del giudicato
- In controversie IMU/TASI su beni in leasing, occorre distinguere chiaramente gli elementi di fatto (p.es. data di effettiva riconsegna del bene, esito di procedimenti concorsuali) dalle questioni di interpretazione normativa; le prime possono fondare giudicato esterno, le seconde no
- Chi propone revocazione rischia l'obbligo di pagare le spese e l'eventuale ulteriore contributo unificato se soccombe; valutare quindi attentamente la fondatezza dell'errore di fatto dedotto prima di proporre il rimedio
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