Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14562/2025 del 14/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza d'appello che aveva: 1) dichiarato estinta per prescrizione la contestazione del capo E) e confermato le condanne per i capi A), B) e C) relativi a bancarotta fraudolenta distrattiva in qualità di amministratore di fatto della Millennium s.r.l.; il ricorrente contestava (i) la sussistenza del reato sia sul piano oggettivo che soggettivo (mancata prevedibilità dello stato di insolvenza e assenza di dolo specifico), (ii) l'addebito di una distrazione di modesto importo imputata solo in quanto coniuge di una socia, (iii) la qualificazione come amministratore di fatto e l'applicazione dell'art. 2639 c.c., e (iv) il mancato riconoscimento delle circostanze generiche (art. 62-bis c.p.) per lo stato di incensuratezza e l'assenza di responsabilità causale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il motivo relativo alla qualifica di amministratore di fatto, confermando la valutazione della Corte territoriale che aveva considerato convergenti elementi probatori (gestione effettiva, trattative con le banche, stipula di transazioni, attività direzionale, variante urbanistica intervenuta quando il ricorrente ricopriva incarichi pubblici) che integrano la figura dell'amministratore di fatto ai sensi dell'art. 2639 c.c. Ha affermato la corretta applicazione del principio secondo cui il dolo del reato di bancarotta fraudolenta per distrazione è dolus generis e non richiede la consapevolezza dello stato di insolvenza né lo scopo specifico di danneggiare i creditori: è sufficiente la volontà consapevole di destinare il patrimonio sociale diversamente da quanto necessario a garantire le obbligazioni sociali. La Corte ha inoltre ritenuto adeguata la motivazione dei giudici di merito circa la prevedibilità concreta del dissesto societario (società sottocapitalizzata, dipendenza da vendite future e crediti bancari, esposizione verso l'istituto di credito e interruzione/riavvio lavori). Il motivo sulle circostanze generiche è stato ritenuto inammissibile per la motivata valutazione dei giudici di merito circa la gravità e reiterazione delle condotte fraudolente. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese (e oneri) come disposto dalla Corte.

Norme richiamate

  • art. 2639 cod. civ.

    Definisce la figura dell'amministratore di fatto: occorre esercizio continuativo e significativo dei poteri tipici della carica; la Corte ha interpretato che elementi sintomatici di gestione e inserimento organico nella vita societaria possono dimostrare tale qualità.

  • art. 40, secondo comma, cod. pen.

    Richiamato come possibile argomento ad abundantiam; la Corte ha ritenuto superfluo fondarsi su questa norma dato che gli elementi probatori già dimostravano la responsabilità.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato nelle censure sul vizio di motivazione; la Corte ha ritenuto la motivazione dei giudici di merito congrua e logica, rigettando le doglianze.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma sulle circostanze attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto corretta la valutazione di merito che ha escluso il riconoscimento delle circostanze per la gravità, la reiterazione e l'entità del danno ai creditori.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti di ammissibilità del ricorso in Cassazione: il ricorso è stato esaminato nei limiti consentiti dalla norma.

  • Sez. U., n. 22474 del 31/03/2016 (giurisprudenza)

    Principio giurisprudenziale richiamato: per la bancarotta fraudolenta per distrazione il dolo richiesto è il dolo generico; non è necessaria la consapevolezza dello stato di insolvenza né lo scopo di recare danno ai creditori, ma la consapevole volontà di destinare il patrimonio sociale a fini diversi da quelli di garanzia delle obbligazioni.

Massime di principio

  • La qualifica di amministratore di fatto si accerta complessivamente: non è determinante la sola formale carica ma una serie di elementi sintomatici (gestione operativa, trattative con banche, firma di transazioni, ruolo direttivo nei rapporti con fornitori e clienti, inserimento organico nell'organizzazione aziendale).
  • Per la bancarotta fraudolenta per distrazione è sufficiente il dolo generico: non serve provare la consapevolezza dello stato di insolvenza né l'intento specifico di danneggiare i creditori; è rilevante la prevedibilità concreta del dissesto e la volontà di destinare indebitamente il patrimonio sociale.
  • La sottocapitalizzazione e la dipendenza da ricavi futuri o da finanziamenti rendono più agevole dimostrare la prevedibilità del dissesto: giudici di merito possono valutare questi elementi per ritenere il dolo prevedibile.
  • La valutazione degli elementi indiziari e la loro ricostruzione è apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito e sindacabile in Cassazione solo se la motivazione è manifestamente illogica o carente; censure meramente alternative o congetturali rischiano l'inammissibilità.
  • Il riconoscimento di circostanze generiche può essere escluso quando le condotte siano gravi, ripetute e abbiano causato significativo danno ai creditori; la qualità di incensurato non è di per sé sufficiente a imporsi.
  • Piccoli importi o legami familiari (es. essere coniuge di una socia) non escludono automaticamente la responsabilità se la ricostruzione probatoria dimostra la partecipazione o la disponibilità di risorse per operazioni distrattive.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.