Sentenza del 05/12/2017 n. 1098 - Comm. Trib. Reg. per l'Abruzzo
Accertamento - Società a ristretta base societaria - Presunzione di distribuzione degli utili extracontabili nelle società di capitali a ristretta base sociale
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La contribuente contestava la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci di una società di capitali, la proporzione degli utili attribuiti, il periodo d'imposta di imputazione e chiedeva la sospensione del giudizio in attesa della definizione della controversia relativa alla società. La Commissione Provinciale aveva invece accolto il ricorso rilevando d'ufficio la tardività dell'accertamento, questione non dedotta dalla contribuente. L'Ufficio ha impugnato tale decisione per violazione dell'art. 112 c.p.c. e per omessa pronuncia sulle questioni effettivamente controverse.
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale ha accolto l'appello dell'Ufficio, ritenendo che il giudice di primo grado avesse pronunciato ultra petita su una decadenza non eccepita dalla contribuente. Ha quindi esaminato le questioni originarie e ritenuto legittima la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili, considerando la società composta da soli tre soci e la contribuente socia di maggioranza e amministratrice. La distribuzione è stata ritenuta proporzionale alla quota di partecipazione e riferibile allo stesso periodo d'imposta in cui gli utili erano stati conseguiti. È stata inoltre negata la sospensione del giudizio, poiché la contribuente non aveva dimostrato la pendenza e il rapporto di dipendenza della controversia societaria. Le spese di lite sono state compensate.
Norme richiamate
Art. 112 c.p.c.
Il giudice deve pronunciare su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa; non può pronunciare d'ufficio su eccezioni che possono essere proposte soltanto dalle parti.
Il giudice tributario deve rispettare il petitum e la causa petendi e non può rilevare d'ufficio una decadenza dell'Amministrazione che il contribuente non abbia eccepito.
Art. 295 c.p.c.
Nelle controversie riguardanti il socio e la società di capitali può essere disposta la sospensione necessaria quando esista una controversia pregiudiziale effettivamente pendente e sia dimostrato il rapporto di dipendenza tra i due giudizi.
Principio giurisprudenziale sulla ristretta base sociale
Anche nelle società di capitali, pur non esistendo una presunzione legale automatica come nelle società di persone, la ristretta base sociale o i rapporti familiari possono fondare una presunzione semplice di distribuzione ai soci degli utili extracontabili, salva la prova contraria.
Massime di principio
- In una società di capitali con pochi soci, soprattutto se alcuni sono amministratori o legati da rapporti familiari, l'Amministrazione può presumere la distribuzione ai soci degli utili extracontabili accertati in capo alla società.
- La presunzione è semplice e può essere superata dal contribuente mediante elementi concreti che dimostrino, ad esempio, la mancata percezione degli utili, l'estraneità alla gestione o l'impossibilità di disporre delle somme.
- In assenza di prova contraria, gli utili occulti sono normalmente attribuiti al socio in proporzione alla quota di partecipazione e nello stesso periodo d'imposta in cui sono stati conseguiti dalla società.
- Il giudice non può annullare l'accertamento per una decadenza dell'Amministrazione se tale eccezione non è stata tempestivamente proposta dal contribuente.
- La sospensione del giudizio relativo al socio non è automatica: occorre indicare e dimostrare la pendenza della controversia sulla società e il nesso concreto di pregiudizialità tra i due giudizi.
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