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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15077/2024 del 11/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di L'Aquila sostenendo: 1) vizi procedurali per la celebrazione errata dell'udienza preliminare nonostante il reato procedibile a citazione diretta e la presunta tardività della richiesta del rito abbreviato; 2) errata qualificazione del fatto come favoreggiamento personale (art. 378 c.p.) invece che come false informazioni al pubblico ministero (art. 371-bis c.p.), con conseguente necessità di sospensione del procedimento; 3) omissione di applicazione della clausola di salvamento (art. 384 c.p.) per timore di ritorsioni; 4) carenze probatorie sull'identificazione della vittima e sulla falsità delle dichiarazioni; 5) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.).

La decisione

La Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che: la richiesta di giudizio abbreviato, pur intervenuta dopo l'errore nella fissazione dell'udienza preliminare, sia stata proposta tempestivamente e sia stata sanata; le dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria anche in costanza di delega rientrano, secondo costante giurisprudenza, nella fattispecie di favoreggiamento personale ex art. 378 c.p.; la clausola di salvamento ex art. 384 c.p. non opera per il mero timore di ritorsioni privo di oggettive circostanze attuali; il dolo del favoreggiamento è generico e può essere anche eventuale; le censure sul merito probatorio sono inammissibili in Cassazione salvo specifici vizi motivazionali. Conseguentemente sono confermate le statuizioni di merito: condanna per favoreggiamento personale, pena rideterminata in sede d'appello a sei mesi di reclusione per Paolo Di Paolo e quattro mesi per Angelo Natarelli, con condanna al pagamento delle spese e versamenti alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 378 cod. pen.

    La Corte conferma che il reato di favoreggiamento personale può configurarsi anche quando le false informazioni sono rese alla polizia giudiziaria agendo su delega del pubblico ministero; si tratta di dolo generico che può essere anche in forma eventuale.

  • art. 371-bis cod. pen.

    La Corte richiama la distinzione tra false informazioni al pubblico ministero e favoreggiamento, ma aderisce all'orientamento che esclude l'applicabilità dell'art. 371-bis quando le false dichiarazioni sono rese alla polizia giudiziaria anche se questa opera su delega, riconducendo la fattispecie nell'ambito dell'art. 378 c.p.

  • art. 384 cod. pen.

    La clausola di salvamento non è applicabile per il mero timore di ritorsioni; occorrono circostanze obiettive e attuali che rendano 'estremamente probabile' il danno ai beni della libertà o dell'onore collegato alla deposizione.

  • art. 54 cod. pen.

    Richiamato come distinto dalla clausola di salvamento: lo stato di necessità richiede attualità del pericolo; nel caso la sussistenza di tale requisito è stata esclusa.

  • art. 62-bis cod. pen.

    La valutazione sulla concessione delle circostanze attenuanti generiche è rimessa al giudice di merito; la Cassazione la sindaca solo se la motivazione è contraddittoria o carente, cosa che non si è verificata.

  • art. 550 cod. proc. pen.

    Richiamato perché il favoreggiamento personale è procedibile a citazione diretta; la celebrazione per errore dell'udienza preliminare non ha invalidato la richiesta di abbreviato proposta tempestivamente.

  • art. 438, comma 2, cod. proc. pen.

    Riferito nelle censure processuali relative al rito abbreviato; la Corte ha ritenuto le doglianze infondate perché la scelta del rito è stata esercitata dalla parte e le eventuali nullità relative sono state saneate.

  • artt. 182 e 183 cod. proc. pen.

    Richiamati con riferimento alla sanatoria delle nullità: se la parte ha tratto vantaggio dall'atto viziato, la nullità può considerarsi sanata.

Massime di principio

  • La celebrazione per errore di un'udienza preliminare non invalida automaticamente una richiesta di giudizio abbreviato tempestivamente proposta in udienza dibattimentale; la nullità relativa può essere sanata se la parte si è avvalsa della facoltà.
  • Le false dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria anche in presenza di una delega del pubblico ministero possono configurare il reato di favoreggiamento personale (art. 378 c.p.); non sempre si applica l'art. 371-bis c.p.
  • La clausola di salvamento (art. 384 c.p.) richiede il timore di un danno collegabile in modo immediato e attuale ai beni della libertà o dell'onore; il mero timore di ritorsioni non è sufficiente.
  • Il dolo nel reato di favoreggiamento personale è generico e può manifestarsi in forma eventuale: non è necessario che l'agente abbia avuto l'intento esclusivo di aiutare l'autore del reato, è sufficiente che si sia rappresentato di intralciare le indagini.
  • Le questioni di fatto e la valutazione probatoria (identificazione della vittima, valutazione delle prove) sono sostanzialmente insindacabili in Cassazione salvo vizi specifici di motivazione.
  • La decisione di non concedere le circostanze attenuanti generiche è un giudizio di fatto del giudice di merito che la Cassazione verifica solo per carenza o contraddittorietà della motivazione.

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