Cassazione Penale, Sentenza n. 23167/2025 del 20/06/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Venezia che, confermando in parte la sentenza di primo grado, ha ritenuto Bruno Baroni responsabile di bancarotta fraudolenta documentale per avere tenuto i libri e le scritture contabili in modo da non consentire la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari (omessa tenuta del libro giornale e del libro degli inventari per plurime annate; contabilità su supporto informatico non resa disponibile). Il ricorrente deduce tre motivi: (1) violazione dell'art. 603 c.p.p. per il rigetto della richiesta di rinnovazione istruttoria (escussione di testimoni ritenuti utili a provare l'estraneità); (2) insussistenza del fatto per mancata ricerca/reperimento della documentazione da parte della curatrice e mancata considerazione del ruolo dell'organo di vigilanza; (3) mancata riqualificazione del fatto ai sensi dell'art. 217 L.F. (si prospetta responsabilità colposa, non dolosa), evidenziando omissioni della curatrice (mancato inventario dei documenti trovati; mancato rinnovo del contratto del software da cui estrarre la contabilità).
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i tre motivi: (1) la rinnovazione istruttoria in appello è rimessa al giudice di merito e può essere negata se dagli atti risultano elementi sufficienti; la sentenza di appello ha motivato compiutamente l'irrilevanza delle prove richieste, osservando che l'obbligo di mettere la contabilità a disposizione della curatela incombe sull'imprenditore e non può essere sanato con dichiarazioni testimoniali tardive; (2) le critiche all'operato della curatrice non esonerano l'amministratore dalle sue specifiche obbligazioni di tenuta e consegna delle scritture (richiamati gli obblighi previsti dalla legge fallimentare), e la tardiva esibizione della contabilità non neutralizza, ma può rafforzare, l'indice di fraudolenza; (3) la richiesta di riqualificazione ex art. 217 L.F. è generica e contraddittoria rispetto alla difesa che al contempo sostiene la corretta tenuta delle scritture; i giudici hanno ritenuto sussistenti indici di dolo. Conseguentemente il rigetto del ricorso e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali; la sentenza di merito aveva riconosciuto circostanze attenuanti generiche equivalenti alla recidiva e rideterminato la pena principale e le pene accessorie fallimentari.
Norme richiamate
art. 603 cod. proc. pen.
Regola la rinnovazione dell'istruttoria in appello: l'ammissione è subordinata alla sussistenza di lacune o incertezze tali da non permettere la decisione allo stato degli atti; la valutazione è rimessa al giudice di merito e, se correttamente motivata, è incensurabile in Cassazione.
art. 15 comma 4 Legge Fallimentare (L.F.)
Impone all'imprenditore, nella fase prefallimentare, l'obbligo di depositare una relazione aggiornata e i bilanci degli ultimi tre esercizi in sede di convocazione prefallimentare, a fini di corretta rappresentazione della situazione aziendale.
art. 16 comma 1 n. 3 Legge Fallimentare (L.F.)
Prevede l'obbligo, dopo l'apertura della procedura concorsuale, di depositare i bilanci e le scritture contabili e fiscali obbligatorie entro tre giorni dalla comunicazione della sentenza dichiarativa di fallimento.
art. 49 Legge Fallimentare (L.F.)
Imprime all'imprenditore l'obbligo di tempestiva e costante disponibilità all'interlocuzione con il curatore fallimentare e, di conseguenza, di esibire la documentazione contabile richiesta.
art. 217 Legge Fallimentare (L.F.)
Disciplina la bancarotta documentale semplice (colposa). La Corte ha ritenuto che la presenza di indici di fraudolenza giustifichi la qualificazione come bancarotta fraudolenta documentale e non consenta la riqualificazione automatica in colposa senza specifica motivazione e prova dell'assenza di dolo.
Massime di principio
- L'amministratore di una società fallita ha l'obbligo primario di tenere e aggiornare le scritture contabili e di metterle tempestivamente a disposizione del curatore; la tenuta informatica non esonera dall'obbligo di esibizione.
- La tardiva esibizione della contabilità in sede dibattimentale non sostituisce gli obblighi di deposito e consegna gravanti sull'amministratore e può costituire elemento sintomatico di fraudolenza.
- In appello, la richiesta di rinnovazione istruttoria può essere respinta se il giudice di merito, con motivazione anche implicita derivabile dalla struttura della sentenza, ritiene gli atti sufficienti; la Cassazione sindaca solo la correttezza della motivazione del merito e la presenza di eventuali lacune manifeste.
- La responsabilità del collegio sindacale o di altri organi di vigilanza non solleva l'amministratore dai propri obblighi diretti di conservazione e consegna delle scritture contabili.
- Per ottenere la riqualificazione del fatto da doloso a colposo occorre una motivazione specifica e prove che scalfiscano gli indici di dolo: l'allegazione generica non è sufficiente.
- Nel contenzioso fallimentare, la difesa basata su contestazioni all'operato del curatore deve comunque considerare l'onere primario dell'amministratore: la giurisprudenza privilegia l'obbligo di diligenza dell'imprenditore nella conservazione e nella consegna dei documenti.
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