L.R. Umbria 7/2009
Sistema Formativo Integrato Regionale
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina il Sistema Formativo Integrato Regionale dell’Umbria, definendone principi, governance, programmazione triennale e annuale, interventi su istruzione, formazione, lavoro e apprendimento permanente, oltre a crediti, certificazioni, orientamento, accreditamento e sistemi informativi. È ancora formalmente vigente, ma molte misure risultano di interesse soprattutto programmatorio/organizzativo e di fatto datate.
Sistema formativo integrato regionale dell’Umbria
Sistema Formativo Integrato Regionale dell’Umbria
La legge istituisce e disciplina il Sistema Formativo Integrato Regionale (SFIR) della Regione Umbria, con l’obiettivo di coordinare istruzione, formazione, lavoro e apprendimento permanente. Il provvedimento definisce principi, strumenti di programmazione, organismi di concertazione e interventi integrati per favorire successo formativo, inclusione, occupabilità e riconoscimento delle competenze.
Principi, finalità e impostazione generale
Il sistema è impostato sulla centralità della persona, sul diritto di accesso in condizioni di pari opportunità e sull’innalzamento dei livelli di istruzione e formazione. La Regione persegue il successo scolastico e formativo, l’inserimento nel lavoro, il contrasto alla dispersione, l’orientamento nelle scelte di studio e professionali, il sostegno alle famiglie, l’inclusione delle persone con disabilità o in disagio e il recupero di competenze chiave per la cittadinanza e la cultura del lavoro.
Il sistema si fonda sull’integrazione tra educazione formale, non formale e informale, anche attraverso crediti e certificazioni utili a valorizzare le competenze acquisite e a favorire passaggi tra percorsi diversi.
Soggetti del sistema e processo di integrazione
La Regione promuove il processo di integrazione valorizzando la pari dignità e l’autonomia di istituzioni scolastiche, università, organismi di formazione professionale accreditati, enti locali e organismi territoriali. Partecipano anche imprese, associazioni datoriali, organizzazioni sindacali, associazioni sociali, culturali, assistenziali e di volontariato.
Le istituzioni scolastiche sono chiamate a sviluppare l’offerta formativa nel quadro della propria autonomia, coordinandosi con le iniziative degli enti locali. Tutti i soggetti coinvolti devono rispettare gli standard operativi e organizzativi previsti dalle normative di settore e dal Piano triennale.
Ambiti territoriali e pari opportunità di accesso
La Giunta regionale individua ambiti territoriali funzionali al miglioramento dell’offerta di istruzione e formazione, come strumenti operativi per la programmazione integrata. Tali ambiti devono essere definiti secondo criteri di unitarietà e omogeneità, senza sacrificare il radicamento locale.
I soggetti del sistema devono perseguire le pari opportunità di accesso, con particolare attenzione alle fasce deboli, cooperando con istituzioni scolastiche, centri per l’impiego, agenzie per il lavoro accreditate e rete comunale dei servizi sociali.
Programmazione: Piano triennale e programma annuale
La programmazione avviene tramite un Piano triennale di attuazione e coordinamento, adottato dalla Giunta regionale con concertazione e partenariato sociale e tenendo conto delle indicazioni della Conferenza del Sistema Formativo Integrato. Il Piano si raccorda con la programmazione regionale del lavoro e contiene obiettivi, modalità di raccordo tra orientamento e percorsi di istruzione/formazione/lavoro, strumenti per la formazione continua, crediti riconosciuti tra soggetti del sistema, scambio di buone prassi, coinvolgimento delle famiglie, standard di qualità e risorse finanziarie.
Il Piano ha efficacia fino all’approvazione del successivo ed è approvato dal Consiglio regionale. L’attuazione avviene mediante programmi annuali della Giunta, che definiscono obiettivi, interventi, risorse, modalità di assegnazione delle provvidenze e investimenti per l’anno di riferimento.
Conferenza del Sistema Formativo Integrato
È istituita la Conferenza del Sistema Formativo Integrato, con funzioni di indirizzo per Piano triennale e programma annuale e per il mutuo riconoscimento dei crediti. Vi partecipano rappresentanti della Regione, delle Province di Perugia e Terni, delle università perugine, dell’Ufficio scolastico regionale, del sistema delle autonomie locali, delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali, delle camere di commercio, degli organismi di formazione accreditati, delle istituzioni scolastiche, del Forum regionale dei genitori, della Consigliera di parità e del Centro per le Pari Opportunità.
La Conferenza è costituita con decreto del Presidente della Giunta regionale, dura cinque anni e si dota di un regolamento interno; la partecipazione è gratuita. Per la prima Conferenza, la durata è limitata alla scadenza della legislatura.
Interventi integrati in istruzione, formazione e lavoro
La legge copre l’intero arco del percorso formativo.
Infanzia e obbligo di istruzione
Per la prima infanzia, la Regione favorisce l’integrazione di bambine e bambini con disabilità o in difficoltà sociali e culturali, in coerenza con la normativa regionale sui servizi socio-educativi.
Per l’obbligo di istruzione e il diritto-dovere di istruzione e formazione, la Regione promuove percorsi e progetti finalizzati a:
- prevenire abbandono e insuccesso scolastico;
- sperimentare percorsi integrati tra scuole e formazione professionale;
- realizzare misure di accompagnamento nei passaggi tra i sistemi;
- favorire esperienze professionalizzanti per la transizione al lavoro.
I percorsi possono assumere anche forma di percorsi integrati triennali sperimentali e di percorsi/progetti triennali flessibili e personalizzati. Al termine deve essere conseguibile una qualifica valida sul territorio nazionale, con riconoscimento di crediti per eventuali passaggi tra sistemi e apprendistato.
Istruzione e formazione superiore
Nei percorsi successivi al secondo ciclo è favorito lo sviluppo di competenze culturali, professionali, scientifiche-tecnologiche e strategiche-gestionali. Gli interventi integrati tra scuola, università, formazione professionale e lavoro comprendono:
- percorsi tecnico-specialistici post diploma e post laurea;
- ITS;
- IFTS;
- moduli professionalizzanti universitari;
- master post laurea triennale e specialistica.
Alternanza istruzione-formazione-lavoro e apprendistato
La Regione promuove l’alternanza come esperienza integrata tra apprendimenti formali e non formali, per sviluppare competenze professionali mediante l’integrazione di conoscenze teoriche e abilità pratiche. Le forme di attuazione comprendono stage, tirocini, progetti di lavoro, laboratori, simulazione d’impresa, visite aziendali e partecipazione a progetti di ricerca e sperimentazione.
Per l’apprendistato, la Regione promuove l’offerta formativa in coerenza con la disciplina regionale specifica e favorisce l’implementazione degli standard del repertorio, la certificazione delle esperienze, la qualità dell’offerta e la formazione congiunta dei docenti-formatori.
Formazione continua e apprendimento permanente
La formazione continua è rivolta ad adulti occupati, dipendenti e imprenditori, con l’obiettivo di rafforzare l’adattabilità della forza lavoro, mantenere l’occupazione e sostenere lo sviluppo professionale in rapporto all’innovazione tecnologica e organizzativa.
La Regione coordina i dispositivi dei diversi soggetti, monitorando e valutando le attività e valorizzando le buone pratiche per evitare sovrapposizioni e ottimizzare le fonti di finanziamento.
L’apprendimento permanente è programmato dalla Regione e comprende qualsiasi attività di apprendimento in ogni fase della vita. Gli interventi di educazione degli adulti mirano al recupero di conoscenze di base, al completamento di titoli o qualifiche e allo sviluppo della personalità, con coinvolgimento di soggetti pubblici e privati, adeguamento alle realtà locali e partecipazione degli interessati in tutte le fasi della programmazione e del controllo.
Innovazione, qualità, crediti e certificazione
La legge rafforza l’innovazione e la qualità del sistema attraverso il riconoscimento dei crediti formativi e la certificazione delle competenze.
La Regione promuove un sistema regionale di riconoscimento degli apprendimenti formali, non formali e informali come crediti formativi, coordinato con il sistema di certificazione. Parallelamente, realizza un sistema regionale di standard professionali, attestazione e certificazione delle competenze, coerente con i principi nazionali ed europei e integrato con il riconoscimento dei crediti, anche per il mutuo riconoscimento di titoli, qualifiche e abilitazioni.
È previsto il libretto formativo del cittadino, nel quale, su richiesta dell’interessato, sono trascritte esperienze formative e di apprendimento non formale e informale, nonché titoli, qualifiche, certificazioni, crediti e attestazioni di frequenza o partecipazione.
Orientamento e qualificazione delle risorse umane
La Regione garantisce il diritto all’orientamento lungo tutto l’arco della vita, per aiutare la persona a progettare e monitorare le proprie scelte di istruzione, formazione e lavoro. Le attività di orientamento devono essere coordinate e integrate tra i diversi contesti, anche mediante aggiornamento degli operatori, banche dati, monitoraggio e valutazione.
La Regione promuove inoltre la formazione dei docenti e dei formatori e progetti di ricerca e innovazione didattica, con particolare attenzione a:
- progettazione di interventi di orientamento e sensibilizzazione;
- tutoraggio e accompagnamento al lavoro;
- progettazione di percorsi integrati;
- trasparenza degli apprendimenti ai fini del riconoscimento di crediti;
- metodologie per unità capitalizzabili e unità formative.
Accreditamento, ricerca, sistema informativo e anagrafe studenti
L’accreditamento è qualificato come strumento strategico per il miglioramento continuo dell’offerta formativa. La Regione punta a un sistema più ampio e flessibile, alla diffusione della qualità globale, a standard minimi sostenibili e a un impianto di monitoraggio funzionale alle scelte strategiche.
La ricerca e l’innovazione didattica e tecnologica sono promosse anche attraverso università e centri di ricerca regionali, nazionali e internazionali.
È inoltre previsto un Sistema informativo regionale per gestire archivi, flussi e procedure, supportare programmazione e decisioni, comunicare l’offerta formativa e monitorare le attività. Il sistema si raccorda con il sistema informativo del lavoro e con altri sistemi pubblici e camerali.
È istituita l’anagrafe regionale degli studenti, presso la struttura regionale competente in materia di istruzione, per supportare il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione, la programmazione della rete scolastica, l’educazione degli adulti, l’orientamento, le pari opportunità, la continuità verticale e orizzontale, gli interventi perequativi e la prevenzione della dispersione. L’anagrafe contiene dati sui percorsi scolastici, formativi e in apprendistato degli studenti a partire dal primo anno della scuola primaria, nel rispetto della normativa sulla privacy.
La Regione può stipulare accordi e intese con Province, istituzioni scolastiche, università, enti formativi e altre Regioni per la gestione dei dati e per interventi mirati contro disagio, devianza, dispersione e insuccesso formativo.
Programmazione territoriale e ruolo degli enti locali
Nel rispetto della legislazione statale e dei livelli essenziali delle prestazioni, la Regione esercita la propria competenza concorrente in materia di istruzione salvaguardando l’unitarietà del sistema nazionale. Gli enti locali concorrono alla realizzazione e al funzionamento del sistema, promuovendo cooperazione tra soggetti pubblici e privati e ottimizzando la rete scolastica, anche mediante la costituzione di Poli formativi per l’organizzazione dell’offerta locale.
Regime transitorio e finanziamento
La prima Conferenza del Sistema Formativo Integrato resta in carica fino alla scadenza della legislatura. Il finanziamento degli interventi è assicurato con le risorse trasferite dallo Stato e dall’Unione europea per le medesime finalità, oltre che dalle leggi regionali di settore con le relative dotazioni finanziarie.
Attualità della disciplina
La legge è formalmente vigente, ma una parte rilevante delle previsioni ha natura programmatoria e organizzativa risalente. Per l’operatività concreta, molte misure risultano oggi dipendenti dalla normativa regionale e nazionale successivamente intervenuta e dai programmi periodici approvati nel tempo.
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