Cassazione Civile, Sentenza n. 28801/2022 del 04/10/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La società ricorrente impugnava avvisi di accertamento emessi per la TIA relativi agli anni 2001-2005. Le censure principali erano: 1) carenza di potere del direttore della concessionaria di emettere avvisi di accertamento; 2) mancata legittimazione passiva della ricorrente (proprietaria dei locali diversa dalla utilizzatrice); 3) violazione del contraddittorio nella rilevazione delle superfici; 4) applicazione dell'IVA sulle somme richieste; 5) contestazione di sanzioni e interessi ritenute introdotte solo nella fase di rinvio.
La decisione
La Corte ha respinto tutti i motivi eccetto il quinto (analizzato come questione relativa all'IVA). In particolare: è stato confermato che, alla luce della convenzione con il Comune, il soggetto concessionario (e il suo direttore) può emettere avvisi di accertamento nell'ambito della gestione e del recupero della TIA; la legittimazione passiva si individua nel soggetto che occupa/conduce i locali e non nel mero proprietario; la mancata partecipazione al contraddittorio previsto dal regolamento comunale è facoltativa e non invalidante per l'accertamento; le sanzioni/interessi introdotte tardivamente nel giudizio di rinvio sono state ritenute domanda nuova e inammissibili. Accogliendo il motivo relativo all'IVA, la Corte ha cassato la decisione impugnata nella parte in cui aveva ritenuto dovuta l'IVA e ha accolto l'originario ricorso della contribuente limitatamente alla non imponibilità IVA delle somme richieste a titolo di TIA per gli anni 2001-2005. Spese di giudizio compensate per tre quarti, restante frazione a carico della resistente; liquidate in favore della ricorrente.
Norme richiamate
D.lgs. n.22/1997 (art.49)
La TIA ha come presupposto la detenzione/occupazione di locali suscettibili di produrre rifiuti; il Comune determina la tariffa ma il soggetto terzo affidatario, per convenzione, svolge l'attività di gestione e recupero comprensiva dell'emissione di avvisi di accertamento
Legge n.133/1999 (art.6 comma 13)
La norma è stata richiamata nel quadro della discussione sull'assoggettamento ad IVA: la Corte, richiamando la giurisprudenza delle Sezioni Unite, ha ritenuto che la TIA (nella versione originaria oggetto di causa) ha natura tributaria e non è soggetta ad IVA
D.lgs. n.152/2006 (art.238)
La TIA 2, introdotta dall'art.238, ha natura privatistica e differisce per ciò dalla TIA precedente; tale distinzione spiega il diverso regime IVA per periodi successivi
Regolamento comunale di Capannori (art.1, art.32, art.33 del Regolamento 2004)
L'art.33 prevede la facoltà di invitare contribuenti/proprietari al contraddittorio e di effettuare sopralluoghi, ma questa facoltà non costituisce un obbligo la cui violazione determinerebbe automaticamente la nullità dell'accertamento
Direttive UE 2006/12/CE e 2008/98/CE
Richiamate come principio di fondo "chi inquina paga", a supporto dell'individuazione della capacità contributiva nella detenzione/uso dei locali suscettibili di produrre rifiuti
Codice civile (art.1708 c.c. e principio del mandato)
In applicazione del principio del mandato, il direttore generale della concessionaria, nelle deleghe conferitegli dalla convenzione, può compiere anche gli atti necessari per l'esecuzione del mandato, ivi compresa l'emissione di avvisi di accertamento
Codice di procedura civile (art.112, art.360, art.383 c.p.c.)
art.112 c.p.c.; art.360 c.p.c.; art.383 c.p.c.
Richiamati ai fini delle censure di diritto: art.360 per i motivi di cassazione (violazione di norme di diritto e omissione di motivazione), art.112 e 383 in relazione alle modalità di esposizione e discussione di fatti e domande processuali; la Corte ha valutato la tempistica di introduzione di domande (es. sanzioni) e la loro ammissibilità
Massime di principio
- Quando una convenzione comunale delega la gestione e il recupero della TIA a un soggetto terzo, l'attività di emissione degli avvisi di accertamento rientra nelle funzioni del concessionario e del suo direttore, salvo diversa specifica limitazione nella convenzione stessa
- Il soggetto passivo della TIA è chi occupa, conduce o detiene i locali suscettibili di produrre rifiuti; la mera qualità di proprietario non determina automaticamente la responsabilità tributaria
- La previsione regolamentare di un contraddittorio endoprocedimentale per la determinazione delle superfici è, di regola, facoltativa: la sua mancata attivazione non costituisce causa automatica di nullità dell'accertamento per tributi locali non armonizzati
- Per le annualità anteriori all'entrata in vigore della TIA 2, la giurisprudenza ha ritenuto la TIA originaria di natura tributaria e quindi non soggetta ad IVA; per periodi successivi con TIA 2 va valutata la natura privatistica e il possibile diverso regime IVA
- Domande o eccezioni sollevate tardivamente nel giudizio di rinvio possono essere dichiarate inammissibili come "domande nuove": è necessario proporre e conservare fin dalle prime fasi processuali tutte le questioni rilevanti (in particolare quelle sulla debenza di sanzioni/interessi)
- In caso di dubbio interpretativo su natura giuridica del tributo è possibile una compensazione parziale delle spese processuali
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