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Sentenza

Sentenza del 11/05/2016 n. 9535 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La società contestava l'avviso di accertamento relativo ai periodi d'imposta 2001 e 2002, con il quale l'Agenzia aveva recuperato a tassazione maggiori componenti positivi per Euro 75.371, ritenendo sottostimato il corrispettivo versato per l'acquisto di terreni edificabili e, conseguentemente, il valore delle rimanenze finali. La ricorrente sosteneva che il calcolo delle rimanenze dovesse considerare la variazione tra rimanenze iniziali e finali e deduceva inoltre l'effetto del condono tombale. In via subordinata lamentava l'omessa o contraddittoria motivazione della sentenza d'appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, ritenendo errato il metodo dell'Ufficio, che aveva confrontato due valori di rimanenze finali invece di calcolare la variazione tra rimanenze iniziali e finali. Considerando le rimanenze iniziali accertate pari a Euro 524.207,76 e quelle finali rettificate pari a Euro 404.127,53, risultava un decremento, quindi una componente negativa e non un incremento della base imponibile. Il secondo e il terzo motivo sono stati dichiarati assorbiti. La sentenza d'appello è stata cassata e la Corte ha deciso nel merito accogliendo il ricorso originario della società. L'Agenzia delle Entrate è stata condannata al rimborso delle spese, liquidate in Euro 3.800, oltre al 15% per spese forfettarie e accessori di legge.

Norme richiamate

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 93

    Costituisce componente del reddito d'impresa la variazione, positiva o negativa, delle rimanenze finali rispetto alle esistenze iniziali nel periodo d'imposta considerato.

    Ai fini fiscali rileva la differenza tra rimanenze iniziali e finali, non il valore della rimanenza finale considerato isolatamente. Un valore finale inferiore a quello iniziale determina un decremento della base imponibile.

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 92

    La disposizione è stata invocata dalla società in relazione ai criteri di valutazione delle rimanenze, ma la decisione si fonda principalmente sul principio, richiamato dalla Corte, della rilevanza fiscale della variazione tra rimanenze iniziali e finali.

  • Legge n. 289 del 2002, art. 9, commi 9 e 10

    La questione relativa agli effetti del condono tombale è stata ritenuta assorbita dopo l'accoglimento del motivo principale; pertanto la Corte non ha dovuto decidere in concreto sulla sua applicabilità.

  • Art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    È stato invocato per denunciare la violazione o falsa applicazione delle norme tributarie sulla determinazione delle rimanenze e sugli effetti del condono.

Massime di principio

  • Nella determinazione del reddito d'impresa, le rimanenze devono essere valutate attraverso la variazione rispetto alle esistenze iniziali; non è corretto tassare automaticamente la differenza tra una rimanenza finale dichiarata e una rimanenza finale accertata.
  • Prima di determinare un maggior reddito, occorre verificare il segno della variazione: se le rimanenze finali sono inferiori a quelle iniziali, si genera un decremento e non un incremento imponibile.
  • Un accertamento fondato su un metodo di calcolo fiscalmente errato può essere annullato anche senza ulteriori accertamenti di fatto, quando i dati contabili rilevanti sono pacifici.
  • Le questioni ulteriori, come gli effetti di un condono fiscale, possono risultare assorbite se il contribuente ottiene già l'annullamento dell'accertamento per un vizio autonomo e decisivo.
  • Nel contestare un recupero a tassazione sulle rimanenze, è essenziale ricostruire distintamente esistenze iniziali, rimanenze finali e relativa variazione, verificando che il procedimento dell'Amministrazione rispetti la logica contabile e fiscale prevista dalla legge.

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