Cassazione Civile, Sentenza n. 14148/2022 del 04/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Controversia relativa all'esatto confine tra fondi a Montemilone e alla proprietà di una 'passata' (strada di campagna, catastalmente foglio 33 particella 233) e di una striscia di terreno contigua di circa mq 5.400 rivendicata dai Mazzoni. I Mazzoni chiedevano l'accertamento del confine, il rilascio della striscia, il risarcimento danni e l'accertamento di inesistenza di servitù di passaggio; i Cancellara, in via riconvenzionale, chiedevano l'accertamento dell'acquisto per usucapione del diritto di proprietà sulla porzione e della servitù di passaggio. In corso di giudizio sono state svolte consulenza tecnica e prove testimoniali; in appello sono state contestate produzioni documentali tardive e l'identificazione della passata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei Mazzoni. Ha ritenuto infondati i vari motivi di cassazione: è stata esclusa la sussistenza del vizio per omesso esame di fatto decisivo perché la Corte d'appello aveva comunque esaminato la collocazione della passata; è stata confermata l'inammissibilità di produzioni documentali in appello ai sensi dell'art. 345 c.p.c.; è stata rigettata la censura sulla nullità per presunto vizio di difesa per mancata valutazione dei documenti; sono state dichiarate inammissibili o infondate le doglianze attinenti a vizio di motivazione, interpretazione dei titoli e giudicato possessorio. Conseguenza pratica: rigetto del ricorso, condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese di giudizio di legittimità e adempimenti contributivi previsti.
Norme richiamate
art. 360 c.p.c. comma 1 n. 5
Introduzione del vizio per omesso esame di fatto decisivo; la Corte ricorda che per invocarlo il ricorrente deve indicare il fatto, la fonte, come è stato dibattuto e la sua decisività. Qui il vizio è stato ritenuto non sussistente perché il fatto era comunque preso in considerazione dal giudice del merito.
art. 345 c.p.c.
Divieto, salvo eccezioni, di produrre nuovi documenti in appello. La Corte ha confermato l'inammissibilità delle produzioni tardive dedotte in appello, ritenendo che i documenti erano diretti a provare i fatti principali della domanda e pertanto non ammissibili.
art. 112 c.p.c.
Richiamato in relazione ai vizi della sentenza; impone l'obbligo di motivazione e il rispetto del contraddittorio, ma la Corte ha precisato i limiti del sindacato di legittimità sulle valutazioni di fatto.
art. 2909 c.c.
Citato in connessione con il tema del giudicato interno e della produzione documentale; la Corte ha ritenuto che non ricorrevano i presupposti per rilevare violazioni tali da incidere sul giudicato.
artt. 1074 e 1075 c.c.
Riferiti dai ricorrenti in relazione all'estinzione della servitù; la Corte ha ritenuto la censura inammissibile per carenza di specificità nel ricorso e per mancata deduzione nel grado di merito con adeguata protesta.
art. 1363 c.c.
Riguarda i criteri di interpretazione del contratto; la Corte ha richiamato il principio per affermare che la semplice contrapposizione tra due possibili interpretazioni non è sufficiente per il ricorso per cassazione, che non può imporre una diversa valutazione che sia plausibile tra più alternative.
art. 13 comma 1-quater d.P.R. 115/2002
Norma sul contributo unificato: la Corte dà atto dell'eventuale obbligo per i ricorrenti di versare un ulteriore importo pari a quello previsto per l'impugnazione, se dovuto.
Massime di principio
- Per far valere in Cassazione un omesso esame di fatto decisivo (art. 360 n.5 c.p.c.) è necessario indicare puntualmente il fatto, la fonte documentale o probatoria, come e quando è stato dibattuto e dimostrarne la decisività: semplice divergente valutazione delle prove non basta.
- La produzione di documenti in appello è fortemente ostacolata dall'art. 345 c.p.c.: i documenti tardivi non sono ammessi se provano i fatti principali dedotti dalle parti; l'uso di documenti da parte del CTU non implica automaticamente che siano divenuti documenti di parte.
- La Corte di Cassazione non può riesaminare i fatti o sostituirsi al giudice di merito nella valutazione probatoria; le critiche alle valutazioni testimoniali o peritali devono essere formulate con motivi d'appello specifici e adeguatamente supportati.
- Le censure sul giudicato possessorio e sui rapporti tra possessorio e petitorio devono essere rivolte nel modo corretto e non possono essere sollevate in Cassazione con attacchi diretti alla sentenza di primo grado: occorre rispettare i limiti di ammissibilità delle censure in sede di legittimità.
- Chi contesta interpretazioni contrattuali in Cassazione deve indicare concretamente i canoni di interpretazione ritenuti violati e come il giudice del merito si sia scostato da essi; non è sufficiente proporre un'alternativa interpretativa plausibile.
- Se si invoca l'estinzione di una servitù (art. 1074-1075 c.c.) bisogna proporre la specifica doglianza e provarne il concreto pregiudizio; mere argomentazioni generiche in ricorso per cassazione sono inammissibili.
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