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Cassazione Civile, Ordinanza n. 30533/2024 del 27/11/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (società)

La controversia

La controversia nasce da un provvedimento di acquisizione sanante adottato ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 su un terreno edificabile già di proprietà della società ricorrente e poi utilizzato per la realizzazione di una strada cittadina. La società ha dedotto di non aver mai ricevuto notificazione del provvedimento e di esserne venuta a conoscenza solo in data 2 gennaio 2016; ha inoltre contestato nel merito la stima posta a base della liquidazione delle indennità. Dopo l'inammissibilità del ricorso straordinario per ritenuta devoluzione della questione alla giurisdizione ordinaria, la società ha riassunto il giudizio davanti alla Corte d'appello chiedendo la rideterminazione delle indennità. La Corte d'appello ha dichiarato inammissibile l'opposizione ritenendo applicabile il termine perentorio di 30 giorni previsto dall'art. 54 TUE e decorso il termine già al momento della conoscenza informale del provvedimento. In cassazione la società ha denunciato violazione di legge, sostenendo che, per l'opposizione alla stima relativa a un provvedimento ex art. 42-bis, non si applica il termine decadenziale di 30 giorni richiamato per il decreto di esproprio, ma, in difetto di notificazione, il termine ordinario non era comunque decorso.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto errata la declaratoria di inammissibilità pronunciata dalla Corte d'appello, affermando che, per la contestazione della liquidazione indennitaria contenuta in un provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis TUE, non opera il termine perentorio di 30 giorni previsto per l'opposizione alla stima nell'espropriazione ordinaria, dovendosi applicare il termine ordinario di prescrizione. Ha aggiunto che, anche nell'ipotesi in cui si ritenesse applicabile il termine breve, nel caso concreto esso non sarebbe decorso poiché il provvedimento non risultava mai notificato e la mera conoscenza informale non è equipollente alla notificazione. Ha quindi cassato l'ordinanza impugnata con rinvio alla Corte d'appello, in diversa composizione, affinché esamini il merito dell'opposizione e provveda anche sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001

    Il provvedimento di acquisizione sanante contiene la liquidazione dell'indennizzo e può essere oggetto di contestazione giudiziale; la sua disciplina non richiama il regime decadenziale previsto per l'espropriazione ordinaria.

  • art. 54 d.P.R. n. 327/2001

    Il termine perentorio previsto per l'opposizione alla stima definitiva dell'indennità di esproprio non si applica alla contestazione dell'indennizzo contenuto nel provvedimento ex art. 42-bis.

  • art. 29 d.lgs. n. 150/2011

    La norma non contiene richiami all'art. 42-bis e non consente di estendere in via analogica il termine decadenziale di 30 giorni ai giudizi relativi all'indennizzo da acquisizione sanante.

  • art. 24 Cost.

    Non sono ammissibili interpretazioni estensive o analogiche che comprimano il diritto di azione con termini di decadenza non previsti specificamente dalla legge.

  • art. 113 Cost.

    Come per l'art. 24 Cost., la tutela giurisdizionale non può essere limitata mediante estensioni analogiche di decadenze non espressamente previste.

  • art. 360 n. 3 c.p.c.

    È la norma processuale invocata per denunciare la violazione di legge in sede di legittimità.

  • art. 29, comma 3, d.lgs. n. 150/2011

    Il termine di 30 giorni è riferito all'opposizione alla stima nell'espropriazione ordinaria e non ai provvedimenti ex art. 42-bis.

Massime di principio

  • Il termine perentorio previsto per l'opposizione alla stima definitiva nell'espropriazione ordinaria non è estensibile, in mancanza di espresso richiamo normativo, alla contestazione dell'indennizzo determinato con provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis TUE.
  • Quando il legislatore non prevede specificamente un termine decadenziale per l'impugnazione di un provvedimento amministrativo incidente sul diritto di azione, deve applicarsi il termine ordinario di prescrizione e non un termine breve ricavato per analogia.
  • La mera conoscenza informale dell'atto non equivale alla notificazione ai fini della decorrenza del termine di impugnazione, salvo che la legge preveda un diverso equipollente idoneo a integrare la conoscenza legale.
  • La continuità del giudizio nel meccanismo di translatio iudicii consente la conservazione degli effetti sostanziali e processuali della domanda originaria quando la controversia venga riassunta davanti al giudice munito di giurisdizione.
  • La disciplina dell'acquisizione sanante ex art. 42-bis ha natura speciale e sui generis rispetto all'espropriazione ordinaria; la comune natura indennitaria del credito non comporta l'integrale trasposizione del regime processuale dell'opposizione alla stima ordinaria.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniEspropriazione forzataTitolo esecutivo
RamiProcesso civileEsecuzioniContratti
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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