Cassazione Civile, Ordinanza n. 30516/2024 del 27/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (creditori)
La controversia
Alcuni debitori avevano presentato una proposta di ristrutturazione dei debiti ai sensi della legge sul sovraindebitamento, con previsione di falcidia di crediti privilegiati, in particolare tributari muniti di privilegio generale. Il giudice delegato aveva dichiarato inammissibile la proposta e il tribunale, in sede di reclamo, aveva confermato il provvedimento rilevando l’assenza delle condizioni formali e sostanziali per il soddisfacimento parziale dei crediti privilegiati, anche per difetto di un’idonea attestazione dell’OCC sull’incapienza dell’attivo rispetto al valore di mercato dei beni gravati. I ricorrenti hanno quindi proposto ricorso per cassazione deducendo: violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato per avere il tribunale ampliato d’ufficio il tema decidendum; violazione del contraddittorio per avere affrontato questioni non previamente sottoposte alle parti; vizio di motivazione; omesso esame di prove legali e documentali, incluse le attestazioni dell’OCC e una domanda di rottamazione dei ruoli collegata alla pace fiscale.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto applicabile il principio secondo cui il decreto che, nel procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento, conferma in sede di reclamo l’inammissibilità di una proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti non ha caratteri di decisorietà e definitività e non è quindi impugnabile con ricorso straordinario per cassazione. La Corte ha inoltre osservato che non risultava essere stata raggiunta la fase di omologazione dell’accordo, ma solo la fase preliminare di ammissibilità; pertanto, i precedenti richiamati dai ricorrenti relativi al diniego di omologazione non erano pertinenti. È stato altresì ribadito che la declaratoria di inammissibilità non preclude la riproposizione della domanda, nei limiti indicati dalla disciplina applicabile. È stato disposto il versamento dell’ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 7 l. n. 3 del 2012
primo comma; secondo comma, lett. b)
la Corte richiama la disciplina della ristrutturazione dei debiti da sovraindebitamento e afferma che la falcidia dei crediti privilegiati richiede il rispetto delle condizioni previste dalla norma, oltre a un’idonea attestazione sull’incapienza dell’attivo; il termine preclusivo per la nuova domanda opera solo se il debitore abbia già beneficiato degli effetti di una procedura della medesima natura.
art. 99 cod. proc. civ.
viene evocato dai ricorrenti in relazione al principio della domanda e alla delimitazione del thema decidendum, ma il ricorso è comunque dichiarato inammissibile.
art. 101 cod. proc. civ.
viene invocato dai ricorrenti per lamentare la mancata attivazione del contraddittorio sulle questioni rilevate dal tribunale.
art. 112 cod. proc. civ.
viene invocato per denunciare asserita violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
art. 360, n. 5, cod. proc. civ.
viene invocato per censurare l’omesso esame di prove documentali e legali.
art. 1, comma 188, l. n. 145 del 2018
viene richiamato in relazione alla domanda di rottamazione dei ruoli, indicata dai ricorrenti come elemento rilevante per la fattibilità del piano.
art. 11 e seg. l. n. 3 del 2012
le pronunce richiamate dai ricorrenti riguardavano la diversa fase del diniego di omologazione dell’accordo dopo il raggiungimento delle maggioranze, non la fase di ammissibilità della proposta.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
Massime di principio
- Nel procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento, il decreto che conferma in reclamo l’inammissibilità della proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti non è ricorribile straordinariamente per cassazione, perché privo di decisorietà e definitività.
- La distinzione tra fase di ammissibilità della proposta e fase di omologazione dell’accordo è decisiva: i principi elaborati per il diniego di omologazione non sono automaticamente estensibili alla fase preliminare di controllo dell’ammissibilità.
- La falcidia dei crediti assistiti da privilegio richiede una specifica verifica della capienza dell’attivo e una congrua attestazione tecnica che consenta ai creditori di valutare la consistenza del patrimonio e la convenienza della proposta rispetto all’alternativa liquidatoria.
- La declaratoria di inammissibilità di una procedura di sovraindebitamento non determina, di regola, una preclusione assoluta alla riproposizione della domanda, salvo i limiti temporali e sostanziali espressamente previsti dalla legge e collegati all’effettivo godimento degli effetti della procedura.
- Le censure di violazione del principio della domanda, del contraddittorio e del vizio motivazionale non possono superare il preliminare ostacolo dell’ammissibilità del rimedio quando il provvedimento impugnato non abbia natura decisoria e definitiva.
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