Ordinanza n. 2070/2026 - Napoli, Sezione 7
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - dell’Ordinanza n. 88 del 21/04/2026 (prot. n. 0012413/2026 del 22/04/2026), notificata in pari data, a firma del Responsabile del Servizio 7 del Comune di Massa Lubrense, Ing. Giuseppe Maresca, recante “Ingiunzione di demolizione – acquisizione – ripristino per violazione norme urbanistiche (D.P.R. 380/01) e violazione norme sulla tutela delle bellezze naturali e panoramiche (D. Lgs. 42/2004)”, avente ad oggetto l’immobile sito in Massa Lubrense, Via Campanella n. 65/A, censito al Foglio 17, Particella 178; - nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ivi compresi gli accertamenti tecnici prot. nn. 27580 e 27583 del 10.12.2015, la comunicazione di avvio del procedimento prot. n. 119 del 05.01.2016, le note istruttorie e la nota prot. 10980 del 15.04.2026;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza comunale di ingiunzione di demolizione, acquisizione e ripristino per violazioni urbanistiche e paesaggistiche, relativa a un immobile sito in Massa Lubrense
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietari dell’immobile)
Prevale il privato
La controversia
Due privati hanno impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, l’ordinanza comunale che disponeva la demolizione, l’acquisizione e il ripristino dell’immobile per violazioni delle norme urbanistiche e della tutela delle bellezze naturali e panoramiche. Sono stati inoltre contestati gli atti presupposti, compresi gli accertamenti tecnici, la comunicazione di avvio del procedimento, le note istruttorie e la nota comunale propedeutica all’adozione dell’ordinanza. Dalla motivazione emerge che le censure riguardano in particolare l’individuazione e la qualificazione degli abusi edilizi e la connessa violazione degli artt. 33 e 34 del d.P.R. n. 380/2001. Il testo non specifica ulteriori singoli motivi di ricorso.
La decisione
Il TAR ha ritenuto che la natura delle censure, concernenti l’individuazione e qualificazione degli abusi e l’applicabilità degli artt. 33 e 34 del d.P.R. n. 380/2001, richieda un approfondimento nella fase di merito, da svolgersi mantenendo immutata la situazione controversa. Ha tuttavia ravvisato un pregiudizio grave e irreparabile nella perdurante efficacia dell’ordinanza di demolizione, acquisizione e ripristino e ha quindi accolto la domanda cautelare, sospendendo l’efficacia del provvedimento impugnato fino alla definizione del giudizio. Ha disposto inoltre l’acquisizione della copia integrale dell’ordinanza, depositata in forma incompleta, e della prova del completamento delle notifiche per irreperibilità nei confronti di una controinteressata, ponendo l’adempimento a carico dei ricorrenti e del Comune entro dieci giorni dalla comunicazione o notificazione dell’ordinanza. Ha fissato l’udienza pubblica di merito al 24 giugno 2027 e compensato le spese della fase cautelare.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Visto l'art. 55 cod. proc. amm.
La domanda cautelare è esaminata secondo i presupposti e le modalità della tutela cautelare nel processo amministrativo.
art. 46, comma 2, c.p.a.
Al predetto adempimento dovranno provvedere parte ricorrente e l’Amministrazione comunale intimata (art. 46, comma 2, c.p.a.) entro 10 giorni dalla comunicazione o notifica della presente ordinanza
Il giudice può ordinare l’integrazione o il perfezionamento degli adempimenti necessari alla regolare instaurazione e prosecuzione del giudizio.
art. 33 d.P.R. 380/2001
connessa violazione degli artt. 33 e 34 del D.P.R. n. 380/2001
La corretta individuazione e qualificazione dell’abuso e l’applicazione della disciplina sanzionatoria prevista dalla norma costituiscono questioni da approfondire nel merito.
art. 34 d.P.R. 380/2001
connessa violazione degli artt. 33 e 34 del D.P.R. n. 380/2001
La corretta qualificazione dell’intervento abusivo e dei relativi presupposti sanzionatori è rilevante per stabilire la legittimità dell’ordinanza impugnata.
d.lgs. 42/2004
violazione norme sulla tutela delle bellezze naturali e panoramiche (D. Lgs. 42/2004)
L’ordinanza impugnata richiama anche la disciplina di tutela paesaggistica; il testo non contiene però una specifica interpretazione della relativa normativa.
Massime di principio
- Quando la legittimità di un’ingiunzione edilizia dipende dalla contestata individuazione e qualificazione degli abusi e dall’applicazione delle diverse misure sanzionatorie previste dal d.P.R. 380/2001, tali questioni possono richiedere un approfondimento nella fase di merito e non essere definite sommariamente in sede cautelare.
- La perdurante efficacia di un’ordinanza di demolizione, acquisizione e ripristino può integrare un pregiudizio grave e irreparabile idoneo a giustificare la sospensione cautelare del provvedimento, in attesa della decisione di merito.
- In presenza di un provvedimento impugnato depositato in forma incompleta e di notifiche per irreperibilità da comprovare, il giudice può disporre specifici incombenti istruttori a carico delle parti, fissando un termine per il loro adempimento.
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