Salta al contenuto
Ordinanza

Ordinanza n. 48/2026 - Trento, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600190

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Trentino-Alto Adige - Trento, Sez. UnicaOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Questore di rigetto dell’istanza di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro autonomo, nonché preavviso di rigetto e decreto del Commissariato del Governo del 29 settembre 2025 di conferma della revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, ove lesivo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del permesso di soggiorno per lavoro autonomo, chiedendone l’annullamento e la sospensione cautelare. Con il primo motivo ha dedotto difetto di istruttoria e motivazione sulla situazione familiare e sui legami con una persona che assume vulnerabile, oltre alla violazione della tutela dell’unità familiare, sostenendo che il reato commesso non potesse costituire da solo ragione decisiva per il diniego. Con il secondo ha contestato che il reato ostativo determinasse automaticamente il rigetto, chiedendo una valutazione concreta e attuale della pericolosità sociale e un bilanciamento proporzionato dei diritti coinvolti. Con il terzo ha lamentato illogicità e disparità di trattamento nella valutazione dei legami familiari e l’omessa considerazione della vulnerabilità della persona legata al ricorrente. Con il quarto ha denunciato la violazione dell’art. 10-bis l. 241/1990, perché le osservazioni presentate in risposta al preavviso di rigetto non sarebbero state effettivamente considerate. Ha inoltre chiesto il patrocinio a spese dello Stato.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare, senza definire il merito del ricorso. In sede di sommario esame, ha ritenuto che le argomentazioni non presentassero un fumus boni iuris idoneo a fondare una ragionevole previsione di accoglimento. Nel bilanciamento cautelare, ha considerato la sicurezza pubblica e la tutela sociale prevalenti rispetto alla situazione personale e familiare, giudicata non preminente e non provata. Ha aggiunto che il ricorrente potrà eventualmente utilizzare davanti al giudice ordinario i rimedi previsti per contestare, ove ne ricorrano i presupposti, il decreto di espulsione. Le spese della fase cautelare sono state riservate alla decisione definitiva.

Norme richiamate

  • art. 55, comma 9, c.p.a.

    Da un sommario esame tipico della presente fase del giudizio, il Collegio ritiene che le argomentazioni poste a sostegno del ricorso non siano caratterizzate dal richiesto requisito del fumus boni iuris che possa, allo stato, portare ad una ragionevole previsione di un esito positivo del ricorso, da cui deriva, ex art. 55, c. 9, c.p.a., la non meritevolezza della misura cautelare invocata.

    La misura cautelare non è concedibile quando, all’esito del sommario esame proprio della fase, il ricorso non presenta un fumus sufficiente a rendere ragionevolmente prevedibile un esito favorevole.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sospensione dell’atto presuppone che il ricorso presenti, a un sommario esame, un fumus boni iuris idoneo a rendere ragionevolmente prevedibile un esito favorevole; in mancanza, la misura va respinta.
  • Nel bilanciamento cautelare relativo a un diniego di permesso di soggiorno, il giudice può ritenere prevalenti le esigenze di sicurezza pubblica e tutela sociale quando la situazione personale e familiare dedotta non risulti, allo stato, né preminente né provata.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.