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Sentenza

Sentenza del 16/03/2015 n. 108 - Comm. Trib. Reg. per la Sardegna

NON DISPONIBILE

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato l'atto di contestazione e irrogazione delle sanzioni n. RL9COMS00289/2007, notificato il 24 ottobre 2007, con cui l'Agenzia delle Entrate aveva negato parzialmente il rimborso IVA e applicato una sanzione di euro 20.341,80 ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. 471/1997. Il diniego riguardava l'IVA relativa a lavori edili eseguiti su terreni di proprietà di terzi, iscritti tra le altre immobilizzazioni immateriali, ritenuti dall'Ufficio non riconducibili all'acquisto di beni ammortizzabili previsto dall'art. 30 del DPR 633/1972. La società ha sostenuto la prescrizione o illegittimità dell'atto, l'errata applicazione della sanzione, la sussistenza di obiettive condizioni di incertezza normativa e il diritto al rimborso dell'IVA detraibile.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha accolto l'appello della società e annullato integralmente l'atto di contestazione. Ha ritenuto che il diritto al rimborso dell'IVA relativa a beni ammortizzabili possa sussistere anche per opere realizzate su beni di terzi, non rimovibili, purché utilizzabili nel ciclo produttivo dell'impresa. La decisione è stata fondata sul principio di neutralità dell'IVA e sull'interpretazione conforme alla normativa e alla giurisprudenza dell'Unione Europea. Poiché l'Ufficio non contestava l'effettività e l'inerenza delle spese e riconosceva la detraibilità dell'IVA, il Collegio ha ritenuto consequenziale il diritto al rimborso e non applicabili le sanzioni. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • Art. 30, comma 3, lettera c), DPR 633/1972

    limitatamente all'imposta relativa all'acquisto o all'importazione dei beni ammortizzabili, nonché di beni e servizi per studi e ricerche

    La disposizione è stata interpretata nel senso che il rimborso può riguardare anche opere e interventi realizzati su beni di terzi, purché siano strumentali e utilizzabili nel ciclo produttivo dell'impresa, anche se non immediatamente e anche se non materialmente rimovibili.

  • Art. 38, DPR 633/1972

    Richiamato dall'Ufficio in relazione ai presupposti del rimborso dell'IVA.

  • Art. 13, D.Lgs. 471/1997

    Prevedeva la sanzione applicata dall'Ufficio per l'indebito utilizzo del rimborso IVA, assimilato a un omesso versamento. La sanzione è stata annullata perché è venuto meno il presupposto dell'indebito rimborso.

  • Art. 6, D.Lgs. 472/1997

    Invocato dalla società per ottenere la non punibilità in presenza di obiettive condizioni di incertezza normativa; la Commissione ha ritenuto assorbita la questione dopo aver escluso in radice i presupposti della sanzione.

  • Art. 57, D.Lgs. 546/1992

    Richiamato dall'Agenzia per sostenere l'inammissibilità, in appello, di alcune domande ritenute nuove, tra cui la richiesta di riduzione delle sanzioni sotto il minimo.

  • Art. 5, comma 3, Trattato istitutivo dell'Unione Europea

    Richiamato in relazione al principio di proporzionalità: una disciplina o interpretazione che aggravi ingiustificatamente l'esposizione finanziaria del contribuente può contrastare con il diritto dell'Unione.

  • Art. 18, paragrafo 4, Sesta direttiva IVA

    in ogni caso gli Stati membri ... devono procedere al rimborso dell'eccedenza dell'IVA senza mai ledere il principio di neutralità

    La norma è stata utilizzata per affermare che le modalità nazionali di rimborso non possono compromettere il diritto alla neutralità dell'IVA e il recupero dell'imposta detraibile.

  • Sentenza Corte di Giustizia CE del 18 dicembre 1997, cause riunite C-286/94, C-340/95, C-401/95 e C-47/96

    Richiamata per sostenere l'obbligo di rimborsare l'eccedenza IVA quando il contribuente ha il diritto alla detrazione, senza introdurre ostacoli incompatibili con il principio di neutralità.

Massime di principio

  • Ai fini del rimborso IVA, la nozione di bene ammortizzabile può comprendere opere realizzate su beni di terzi, se tali opere sono strumentali all'attività economica e utilizzabili nel ciclo produttivo.
  • Il fatto che un'opera sia incorporata in un immobile altrui e non possa essere rimossa non esclude automaticamente la sua natura strumentale né il diritto al rimborso dell'IVA.
  • Il diritto al rimborso dell'IVA è normalmente conseguenziale al diritto alla detrazione: se l'imposta è effettivamente assolta, inerente e detraibile, il rimborso non dovrebbe essere negato sulla base di una lettura meramente formale della nozione di bene ammortizzabile.
  • Il principio di neutralità dell'IVA impone di evitare che le regole sul rimborso producano un indebito aggravio finanziario per il contribuente o rendano sostanzialmente ineffettivo il diritto alla detrazione.
  • Le sanzioni per indebito rimborso non possono essere applicate se il rimborso era sostanzialmente spettante; venuto meno l'illecito principale, viene meno anche il presupposto della sanzione.
  • In casi analoghi è importante dimostrare l'effettività, l'inerenza, la strumentalità e l'utilizzabilità delle opere nell'attività d'impresa, oltre a collegare il rimborso ai principi del diritto dell'Unione Europea.
  • Le richieste formulate per la prima volta in appello, come la riduzione delle sanzioni sotto il minimo, possono essere dichiarate inammissibili se integrano domande nuove.

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