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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42756/2024 del 21/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La parte civile (l'Associazione Antiracket Antiusura Etnea) aveva chiesto la correzione della sentenza della Corte di Cassazione n. 1009/22 (26/11/2021) nella parte relativa alla distrazione delle spese di giudizio, sostenendo che la legge n. 512/1999 (fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime di reati di tipo mafioso) non trova applicazione nei confronti di "avvocati antistatari" e chiedendo che le spese fossero rimborsate direttamente all'Associazione. Successivamente l'Associazione ha rinunciato all'impugnazione avendo raggiunto un accordo con l'ente amministrativo, con la conseguenza che il ricorso è divenuto inammissibile ai sensi dell'art. 591, lett. d), c.p.p.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per rinuncia all'impugnazione e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 500,00 in favore della Cassa delle ammende, ritenendo sussistere profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità. Si segnala che la precedente sentenza di Cassazione aveva liquidato le spese in favore dell'Associazione per complessivi € 3.510,00 con distrazione in favore dell'Avv.to Caterina Galati Rando; la richiesta di correzione di tale distrazione non è stata portata a decisione per effetto della rinuncia.

Norme richiamate

  • art. 591, lett. d), cod. proc. pen.

    art. 591, lett. d), c.p.p.

    La rinuncia all'impugnazione della parte privata rende inammissibile il ricorso introduttivo; la Corte ha applicato questa disposizione per dichiarare inammissibile il ricorso.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Con il provvedimento che dichiara l'inammissibilità il giudice può condannare la parte privata al pagamento delle spese del procedimento; in presenza di profili di colpa può altresì irrogare un'ammenda, qui quantificata in € 500,00 a favore della Cassa delle ammende.

  • legge n. 512 del 22.12.1999

    legge n. 512 del 22.12.1999

    La norma disciplina l'accesso al Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime di reati di tipo mafioso e la refusione delle spese legali; nel caso era dedotta l'insussistenza della sua applicabilità agli "avvocati antistatari", questione che non è stata risolta nel merito a causa della rinuncia e dell'accordo intervenuto.

Massime di principio

  • La rinuncia all'impugnazione da parte della parte privata rende il ricorso inammissibile ai sensi dell'art. 591, lett. d) c.p.p.: prima di promuovere o proseguire un'azione impugnatoria va verificata la volontà di mantenere il gravame fino alla decisione.
  • Quando il ricorso viene dichiarato inammissibile per rinuncia, il giudice può condannare la parte privata alle spese e, se ravvisa colpa nella condotta processuale, applicare sanzioni pecuniarie ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
  • Questioni relative alla liquidazione e alla distrazione delle spese (ad es. rimborso al soggetto vittima/associazione vs. avvocato mediante Fondo di rotazione) devono essere tempestivamente prospettate e, se rilevanti, portate fino alla decisione; accordi o intese intervenute con enti amministrativi possono rendere immotivate le impugnazioni.
  • La censura sull'applicabilità di norme speciali (qui la legge n. 512/1999) richiede un accertamento motivato nel merito: se la parte rinuncia, il giudice non decide sulla corretta interpretazione della norma.

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