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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 17257/2023 del 16/06/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia sul trattamento economico per lo svolgimento di compiti sindacali disciplinata dall'art. 21 dell'ACN del 27.5.2009: il ricorrente contestava la decisione di non riconoscere il rimborso forfettario dell'intero "monte ore" ai rappresentanti sindacali indipendentemente dalle sostituzioni effettivamente effettuate, sostenendo l'esistenza di una prassi aziendale consolidata che avrebbe costituito diritto acquisito. L'AUSL aveva invece limitato il pagamento alle sole ore di sostituzione effettivamente svolte e comunicate, sulla base di un parere SISAC del 1.3.2011 e di una lettura letterale dell'art. 21 ACN.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che, nel pubblico impiego, l'attribuzione di emolumenti non previsti dalla contrattazione collettiva non può fondare diritti acquisiti del dipendente e che una prassi aziendale non può vincolare la pubblica amministrazione se manca il requisito dell'intento negoziale che renda l'uso aziendale fonte obbligatoria. Ha altresì ritenuto corretta l'interpretazione letterale dell'art. 21 ACN secondo cui il "monte ore" rappresenta un tetto massimo e l'AUSL è tenuta a corrispondere il compenso per le effettive ore di sostituzione entro il limite di detto monte ore. Rigettati i motivi inerenti l'obbligo di attivare la procedura ex art. 64 d.lgs. 165/2001 in sede di gravame e le censure interpretative basate sul comportamento delle parti. Condanna del ricorrente alle spese di giudizio (liquidate in € 2.000,00 compensi + € 200,00 esborsi + 15% rimborso spese generali e accessori di legge).

Norme richiamate

  • art. 21 ACN 27.5.2009

    il compenso per le effettive ore di sostituzione, entro il limite del suddetto monte ore

    Il "monte ore" costituisce un tetto massimo di contribuzione dell'azienda; il rimborso è dovuto per le effettive ore di sostituzione svolte nell'orario di lavoro (apertura al pubblico dello studio), sino al limite del monte ore

  • art. 2, comma 3, d.lgs. n. 165/2001

    Riserva alla contrattazione collettiva l'attribuzione di trattamenti economici: la pubblica amministrazione non può riconoscere emolumenti non previsti dalla contrattazione collettiva

  • art. 64 d.lgs. n. 165/2001

    La procedura di accertamento dell'efficacia, validità e interpretazione dei contratti collettivi è prevista per il primo grado; il giudice di merito conserva discrezionalità sulla necessità di attivazione, e non è obbligatoria in grado d'appello se non sollecitata in primo grado

  • art. 1362 cod. civ.

    Canone di interpretazione contrattuale: l'indagine sulla comune volontà delle parti non svaluta l'elemento letterale; se la lettera è chiara e univoca l'interpretazione è conclusa senza ricorrere ai criteri sussidiari

  • art. 1366 cod. civ.

    Regole complementari di interpretazione; richiamato nel quadro dell'ermeneutica contrattuale applicata dall'interprete

  • art. 97 Cost.

    Principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione: obbligo per l'ente pubblico di porre fine ad attribuzioni indebite

  • art. 23, comma 8-bis, D.L. 28 ottobre 2020 n. 137 (conv. L. 18 dicembre 2020 n. 176)

    Norma procedurale che ha consentito alla Procura generale di depositare conclusioni scritte nel giudizio di legittimità

  • D.P.R. n. 115/2002, art. 13, comma 1-quater

    Rilevata la sussistenza dei presupposti processuali per il versamento di quanto disposto in sentenza (formalità procedurali relative all'esecuzione)

Massime di principio

  • Nel pubblico impiego non può formarsi un diritto soggettivo a ricevere emolumenti non previsti dalla contrattazione collettiva anche se erogati sistematicamente dall'amministrazione: la prassi aziendale non prevale sul contratto collettivo salvo che l'uso aziendale dimostri l'intento negoziale di regolamentare anche per il futuro (requisito stringente).
  • Se il testo della norma contrattuale è chiaro e univoco, prevale l'interpretazione letterale e non è necessario ricorrere ai criteri interpretativi sussidiari (comportamento delle parti, prassi, ecc.).
  • La procedura di accertamento ex art. 64 d.lgs. 165/2001 è rilevante principalmente in primo grado: la mancata attivazione in primo grado può far perdere l'opportunità di ottenerla in sede di appello.
  • Il "monte ore" previsto da un accordo collettivo può essere considerato un tetto massimo di contribuzione aziendale; il rimborso va limitato alle ore effettivamente di sostituzione entro tale limite.
  • L'amministrazione pubblica è tenuta a correggere e far cessare corresponsioni indebite nel rispetto dei principi costituzionali di imparzialità e buon andamento.

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