Cassazione Penale, Sentenza n. 37433/2025 del 17/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per mancata/insufficiente motivazione dell'ordinanza di esecuzione nella parte relativa all'entità degli aumenti di pena riconosciuti a titolo di continuazione. In particolare il ricorrente censura l'aumento operato in sede esecutiva rispetto ai delitti indicati nella sentenza del 17/07/2019 (due reati satellite), sostenendo che il giudice dell'esecuzione si sarebbe limitato a confermare incrementi già operati in sede di cognizione senza fornire motivazione adeguata e distinta per ciascun aumento.
La decisione
Rigetto del ricorso. La Corte di Cassazione ha ritenuto infondate le doglianze, confermando l'ordinanza della Corte di Appello di Catanzaro che ha unificato sotto il vincolo della continuazione due sentenze (17/07/2018, n.2949/2018 e 17/07/2019, n.2618/2019) e ha rideterminato la pena complessiva in anni diciannove e mesi quattro di reclusione. La Corte ha ricostruito il calcolo effettuato in executivis (pena base per il reato piu' grave = 14 anni; primo aumento 1 anno e 8 mesi; due ulteriori aumenti di 2 anni e 9 mesi ciascuno) e ha ritenuto che, anche se l'ordinanza non motiva in dettaglio ogni singolo incremento, la descrizione del contesto criminale, il ruolo apicale dell'imputato e i richiami ai canoni di adeguatezza e proporzionalità costituiscono motivazione sufficiente. La censura difensiva è stata giudicata meramente assertiva poiché non ha indicato elementi specifici omessi o errori concreti nella valutazione.
Norme richiamate
art. 81 cod. pen.
Richiamato come fondamento dell'aumento sanzionatorio riferito ai reati satellite; la Corte ne utilizza l'incremento per quantificare gli aumenti collegati alla continuazione tra reati
art. 416-bis cod. pen.
Il reato associativo è stato utilizzato come reato piu' grave per fissare la pena base (14 anni) dalla quale sono stati calcolati i successivi aumenti
Sez. U, sent. n. 47127 del 24/06/2021 (Pizzone)
"In tema di reato continuato, il giudice, nel determinare la pena complessiva, oltre ad individuare il reato piu' grave e stabilire la pena base, deve anche calcolare e motivare l'aumento di pena in modo distinto per ciascuno dei reati satellite"
Principio richiamato dalla Corte: obbligo di indicare la pena base e di calcolare/motivare distintamente gli aumenti riferiti ai reati satellite, con grado di motivazione proporzionato all'entita' degli aumenti
Sez. 6, sent. n. 44428 del 05/10/2022 (Spampinato)
Conferma che non e' richiesta motivazione analitica quando gli aumenti sono di esigua entita', al fine di escludere abusi del potere discrezionale del giudice nella misura dell'aumento
Massime di principio
- Nel calcolo della pena per continuazione il giudice deve individuare il reato piu' grave e fissare la pena base, quindi calcolare e motivare distintamente gli aumenti riferiti a ciascun reato satellite
- La motivazione puo' essere sintetica quando gli aumenti sono di modesta entita'; per aumenti rilevanti e comparabili alla pena base occorre motivazione piu' puntuale
- In sede esecutiva il giudice puo' rideterminare la pena seguendo i parametri definiti in sede di cognizione purché eviti un cumulo materiale e motivi il calcolo degli incrementi
- La motivazione puo' fondarsi sulla ricostruzione del contesto criminale, sul ruolo dell'imputato e sulla proporzionalita' tra reati, non necessariamente su una valutazione analitica per ogni singolo atto
- Per impugnare efficacemente l'entita' degli aumenti la difesa deve indicare quali elementi concreti siano stati tralasciati o mal valutati; una critica meramente assertiva tende a essere insufficiente
- La giurisprudenza consolidata (Sez. U e sezioni unite indicate) impone trasparenza nel calcolo degli aumenti: occorre consentire la verifica che non si sia realizzato un cumulo materiale o un aumento non giustificato
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