Salta al contenuto
Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 28613/2020 del 15/12/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia ereditaria per la divisione dell'asse successorio del defunto Serafino Muraca. Il ricorrente (Giuseppe) chiedeva il riconoscimento dell'acquisto per usucapione dell'alloggio da lui abitato in via esclusiva per oltre vent'anni; in prime cure il Tribunale aveva accolto la domanda di usucapione. La controparte (Maria, e altri eredi) impugnò, sostenendo che l'alloggio era in comunione e che il godimento era iniziato per concessione dei genitori al figlio in occasione del matrimonio (quindi detenzione iniziale), sicché mancava prova dell'"interversio animi" necessaria per trasformare la detenzione in possesso utile ad usucapione. In cassazione il ricorrente deduceva violazione di norme sul possesso e inversione dell'onere della prova nonché travisamento della prova.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Giuseppe Muraca. Ha ritenuto corretta la valutazione del giudice d'appello, il quale aveva esaminato il complesso probatorio e concluso che il godimento dell'alloggio era iniziato per concessione dei titolari (genitori), sicché mancava prova dell'interversio animi che avrebbe escluso il possesso dei proprietari. La censura del ricorrente è stata considerata come una diversa valutazione dei fatti, non idonea a integrare vizio di diritto in cassazione. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese di lite per euro 5.500,00 oltre accessori e rimborso forfettario (15%) e al versamento dell'ulteriore contributo unificato previsto dal dPR 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 1140 cod. civ.

    Richiamato nel mezzo come norma rilevante in materia di usucapione/possesso; la cassazione non ha ritenuto violata la disposizione poiché la questione era valutazione fattuale dell'inizio del rapporto con la cosa (detenzione per concessione dei genitori)

  • art. 1141 cod. civ.

    Citato a supporto delle regole sull'usucapione; la Corte ha evidenziato che l'onere probatorio dell'interversio animi grava sul soggetto che invoca l'usucapione quando il godimento era iniziato per concessione

  • art. 1158 cod. civ.

    Riferimento normativo collegato ai presupposti dell'usucapione; la valutazione della Corte d'appello ha ritenuto non provati i requisiti richiesti per l'usucapione

  • art. 2697 cod. civ.

    Principio sull'onere della prova: il ricorrente sosteneva che la corte aveva indebitamente invertito l'onere probatorio, ma la Cassazione ha ritenuto che la decisione di merito si fondava sulla valutazione dei fatti e sulla necessità per l'attore di provare che il possesso non era iniziato come detenzione

  • art. 360 n. 5 cod. proc. civ.

    Norma invocata dal ricorrente per vizio di motivazione/travisamento della prova; la Cassazione ha escluso il vizio perché si trattava di diversa valutazione ed esame olistico del materiale probatorio, non di manifesta contraddizione con atti specifici

  • art. 385 cod. proc. civ.

    Norma che consente la condanna alla rifusione delle spese di lite in caso di rigetto del ricorso; applicata per liquidare le spese a carico del ricorrente

  • d.P.R. 115/2002 art. 13 comma 1 quater e comma 1 bis

    Riferimenti al contributo unificato: la Corte dà atto dell'obbligo del ricorrente al versamento dell'ulteriore importo previsto per il giudizio di cassazione

  • Giurisprudenza di legittimità (Cass. sez. 2, n. 11410/2010; n. 18215/2013; n. 12984/2002)

    Richiamate per il principio secondo cui chi agisce per usucapione, una volta dimostrato il possesso attuale, deve provare che il rapporto avuto con la cosa non fosse mera detenzione ma possesso; la Corte d'appello ha applicato tali orientamenti nell'analisi probatoria

Massime di principio

  • Nel giudizio di usucapione l'attore deve dimostrare il possesso qualificato (continuo, pacifico, pubblico e con animus domini): se il godimento è iniziato per concessione dei titolari (es. in ambito familiare), grava sull'attore provare l'"interversio animi" che trasformi la detenzione in possesso.
  • La Corte di cassazione non sostituisce la propria valutazione dei fatti a quella del giudice di merito: errori che consistono in diversa valutazione del medesimo materiale probatorio non integrano automaticamente vizio di diritto reclamabile in cassazione (art. 360 n.5 c.p.c.).
  • Il principio dell'onere della prova (art. 2697 c.c.) si applica operativamente: la presunzione di possesso in favore di chi esercita il potere di fatto non esime l'attore usucapiente dall'ulteriore onere di dimostrare l'autonomia del proprio possesso rispetto ai titolari.
  • In cause ereditarie e in contesti familiari i magistrati valutano con attenzione la storia dei rapporti e gli atti di concessione: dichiarazioni difensive di terzi o circostanze temporali (es. durata del possesso rispetto alla morte del proprietario) vengono valutate nel loro insieme per accertare chi esercitava effettivamente la disponibilità.
  • La soccombenza in cassazione comporta l'obbligo di rifondere le spese di lite e può comportare il versamento di ulteriori contributi unificati secondo la normativa vigente (d.P.R. 115/2002).

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.