Cassazione Penale, Sentenza n. 25522/2025 del 10/07/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso in cassazione avverso l'ordinanza con cui il Tribunale del riesame di Catanzaro aveva dichiarato inammissibile l'appello contro l'ordinanza della Corte d'appello di Catanzaro (31/07/2024) che aveva rigettato l'istanza di dissequestro presentata dalla ricorrente, terza interessata, relativa ad un'autovettura Jeep Wrangler (targa AR968RP) sottoposta a sequestro preventivo il 30/12/2017 nell'ambito del procedimento penale n. 3382/15. La ricorrente deduceva violazione di legge sostenendo che la decisione di inammissibilità fosse erroneamente fondata sulla preclusione derivante dalla conferma della confisca disposta in primo grado con sentenza del 10/11/2023 e lamentava inoltre che il bene, di sua proprietà (pur non essendo mai stata indagata o imputata), era stato vincolato senza una valutazione concreta della sua capacità economica di acquisto.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente inammissibile, ritenendo corretta l'interpretazione del Tribunale del riesame secondo cui, in tema di misure cautelari reali, le istanze di revoca del sequestro preventivo e l'appello cautelare avverso il rigetto non sono preclusi dalla confisca non irrevocabile soltanto se vengono allegati e dedotti elementi nuovi rispetto agli atti processuali già valutati nella decisione di condanna e purché il merito della statuizione ablativa sia ancora in discussione. Nel caso di specie non sono stati prospettati elementi nuovi tali da giustificare l'accoglimento dell'istanza. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Giurisprudenza - Sez. 6, n. 4003 del 25/10/2023 (dep. 2024), Costanzo, Rv. 285903
Sez. 6, n. 4003 del 25/10/2023, dep. 2024, Costanzo, Rv. 285903
Principio secondo cui, in materia di misure cautelari reali, l'istanza di revoca del sequestro preventivo e l'appello cautelare contro il rigetto non sono automaticamente preclusi dalla confisca non irrevocabile disposta in primo grado; tuttavia possono essere valutati solo se vengono dedotti elementi nuovi rispetto agli atti processuali già considerati e se il merito della statuizione ablativa è ancora oggetto di discussione; non possono essere proposti dopo la conferma della confisca con sentenza di appello
Principio generale in tema di misure cautelari reali
La conferma giudiziale della confisca limita la possibilità di ottenere il dissequestro salvo che non emergano fatti o prove nuove e rilevanti non esaminati nel giudizio di condanna; la mera titolarità formale del bene o l'assenza di indagini a carico del proprietario non sono di per sé sufficienti a superare tale preclusione
Massime di principio
- Se una confisca è stata confermata con sentenza di grado successivo, le richieste di revoca del sequestro o gli appelli cautelari saranno ammissibili solo se si producono elementi nuovi e rilevanti non valutati nel processo che ha portato alla confisca
- La semplice affermazione di proprietà del bene da parte di una terza interessata che non è stata indagata o imputata non garantisce automaticamente il dissequestro; è necessaria una prova concreta che il bene non sia riconducibile alla attività illecita o che l'acquisto sia giustificabile con mezzi leciti
- Le censure sulla mancata valutazione della capacità economica del proprietario devono essere documentate con elementi nuovi e specifici: mere deduzioni generiche difficilmente sono sufficienti
- Quando il ricorso è manifestamente infondato o inammissibile per carenza di nuovi elementi, il ricorrente può essere condannato alle spese processuali e a sanzioni (es. somme a favore della Cassa delle ammende)
- Per massimizzare le possibilità di successo in istanze di dissequestro successive a una confisca confermata, occorre allegare documenti nuovi (es. atti bancari, prove di acquisto con risorse lecite, sentenze o provvedimenti nuovi) che non siano stati valutati nel giudizio di merito
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