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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 26850/2022 del 13/09/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello che aveva dichiarato inammissibile per tardività la domanda riconvenzionale di usucapione proposta in primo grado da Agostino, Angelo e Carmelino Arcaro, nonché il mancato riconoscimento di rimborsi per spese di costruzione e per miglioramenti. Denunciano violazioni di norme processuali in ordine alla tempestività e regolarità della costituzione, al mancato esame della questione di tardività in primo grado e alla possibilità per la Corte d'appello di rilevare d'ufficio o introdurre l'eccezione di tardività senza appello incidentale.

La decisione

La Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: il Tribunale di Isernia aveva deciso il merito senza pronunciarsi sulla eccezione di rito relativa alla tardività della domanda riconvenzionale (violazione dell'art. 276 c.p.c.). La Corte ha affermato che, essendo la questione pregiudiziale di rito, la sua disattesa e la decisione sul merito avrebbero richiesto che la parte soccombente su tale questione proponesse appello incidentale; la Corte d'appello avrebbe quindi errato nel considerare ammissibile l'eccezione sollevata in sede di appello in via meramente eccezionale. Per tali ragioni la sentenza d'appello è stata cassata e la causa rinviata alla Corte d'appello di Campobasso, in diversa composizione, per essere riesaminata conformemente ai principi esposti. Gli altri motivi del ricorso sono stati assorbiti.

Norme richiamate

  • art. 276 c.p.c.

    Il giudice deve esaminare prima le questioni di rito/preliminari; decidere il merito senza pronunciarsi su un'eccezione di rito che ne condiziona l'esame configura error in procedendo e richiede impugnazione con appello incidentale.

  • art. 342 c.p.c.

    L'appello incidentale è lo strumento adeguato per denunciare al giudice d'appello l'illegittima omissione o il rigetto (espresso o implicito) di eccezioni di rito da parte del primo giudice.

  • art. 343 c.p.c.

    Richiama i termini e le modalità per proporre l'appello incidentale; il mancato rispetto può determinare l'inammissibilità del gravame sull'eccezione di rito.

  • art. 346 c.p.c.

    La riproposizione della domanda o eccezione (art. 346) è ammessa solo in ipotesi di legittimo assorbimento o quando non è necessario criticare il modus procedendi del primo giudice; non sostituisce l'appello incidentale per questioni di rito pregiudiziali.

  • art. 329 comma 2 c.p.c.

    Richiama il principio di formazione del giudicato; la decisione implicita su una questione processuale può formare giudicato interno se non specificamente impugnata.

  • art. 821 c.c.

    Norma richiamata in tema di miglioramenti ed addizioni: la Corte ha ritenuto che la deduzione su miglioramenti non rientrasse nella fattispecie prevista dall'art. 821 c.c. e non fosse stata adeguatamente dedotta o impugnata.

  • art. 360 c.p.c.

    Norma sulle impugnazioni per cassazione: i motivi di ricorso sono stati articolati ex art. 360; la Corte ha accolto il motivo relativo all'error in procedendo.

  • Cass. SS.UU. n. 11799/2017 (giurisprudenza)

    Richiamata per il principio secondo cui, ove il giudice di primo grado ometta di decidere su eccezione di rito che avrebbe dovuto esaminare prima del merito, la parte che intende far valere la violazione deve proporre appello incidentale e non limitarsi a riproporre l'eccezione in cassazione.

Massime di principio

  • Se il giudice di primo grado decide il merito senza pronunciarsi su un'eccezione processuale pregiudiziale (es. tardività/decadenza), quella omissione configura un error in procedendo: la parte che intende ottenere riesame della questione nel grado superiore deve proporre appello incidentale e non può limitarsi a riproporre l'eccezione in cassazione.
  • Le eccezioni di rito/preliminari che condizionano l'esame del merito vanno esaminate prima del merito; il mancato esame può determinare l'obbligo di impugnazione incidentale per evitare la cristallizzazione del 'giudicato implicito interno'.
  • La Corte d'appello non può regolarmente rilevare ex novo, e decidere definitivamente, una questione di inammissibilità della domanda riconvenzionale se la relativa posizione processuale non è stata devoluta tramite appello incidentale nelle forme e nei termini di legge.
  • Questioni sostanziali come il rimborso delle spese di costruzione o il riconoscimento di miglioramenti richiedono deduzioni precise, prova puntuale e motivi di impugnazione specifici: l'assenza di quantificazione o di adeguata istruttoria rende difficoltoso il riconoscimento.
  • In caso di irregolarità formali imputabili all'ufficio (es. omissione della data di deposito), la parte deve comunque fornire elementi ufficiali o atti processuali idonei a dimostrare l'adempimento; tuttavia l'onere probatorio non può essere aggravato ingiustificatamente dalla condotta dell'amministrazione giudiziaria.

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