Cassazione Civile, Sentenza n. 4229/2023 del 10/02/2023
Sintesi
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Esito
Favorevole al non determinabile
La controversia
Informazioni insufficienti: il solo termine "in fase di valutazione oscuramento" non permette di ricostruire il motivo processuale. Se si tratta di oscuramento di contenuti online indicare: chi ha richiesto l'oscuramento, su quale base (privacy, diffamazione, ordine amministrativo/giudiziario, sicurezza), e il contesto procedurale
Massime di principio
- Quando si valuta una richiesta di oscuramento la prima verifica è la competenza e la legittimazione del richiedente: chi chiede l'oscuramento deve dimostrare titolo e interesse
- L'oscuramento deve rispettare il principio di proporzionalità: la misura adottata deve essere adeguata, necessaria e bilanciata rispetto al diritto di informazione e ad altri diritti coinvolti
- In caso di oscuramento cautelare (misure provvisorie) è richiesta spesso la sussistenza di un danno grave e difficilmente riparabile; il giudice valuta l'urgenza e la fondatezza minima della pretesa
- Il contraddittorio e il diritto di difesa sono fondamentali: salvo casi di urgenza motivata, la parte resistente dovrebbe essere messa in grado di esprimersi prima dell'adozione della misura
- Devono essere indicate con precisione le informazioni da oscurare e la loro localizzazione: misure generiche o indefinite rischiano di essere illegittime
- Se la norma di riferimento è la tutela della privacy o del diritto all'oblio, occorre bilanciare il diritto alla riservatezza con l'interesse pubblico alla conoscenza e alla libertà di espressione
- Gli obblighi imposti a piattaforme e provider seguono regole specifiche (notifica, modalità tecniche, limiti temporali) e prevedono spesso rimedi procedurali come impugnazioni o reclami
- In assenza di elementi probatori sufficienti il provvedimento di oscuramento può essere revocato o dichiarato illegittimo; l'onere probatorio grava sul richiedente della misura
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