Risoluzione n. 11 del 17/01/2006
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa risoluzione chiarisce il trattamento fiscale del rimborso dei prestiti obbligazionari del gruppo XX e della contestuale assegnazione di azioni e warrant della nuova XY S.p.A. Indica che l’operazione va letta come rimborso delle obbligazioni e sottoscrizione di nuove azioni, fissa la data rilevante nell’omologa del concordato, attribuisce valore nominale alle azioni e ai diritti assegnati, e conferma che valgono le regole ordinarie in caso di diversa intestazione tra deposito titoli e azioni.
Ristrutturazione del gruppo XX e tassazione delle attività finanziarie
Operazione di ristrutturazione del gruppo XX e trattamento fiscale
La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate esamina gli effetti fiscali della ristrutturazione del gruppo XX, realizzata nell’ambito di un concordato in amministrazione straordinaria. Il quesito dell’ABI riguarda in particolare la tassazione dei redditi diversi di natura finanziaria in capo ai portatori di titoli obbligazionari emessi da alcune società del gruppo, a seguito dell’annullamento dei prestiti e dell’assegnazione di azioni ordinarie e warrant della nuova XY S.p.A.
Contesto dell’operazione
Il documento richiama il Prospetto Informativo depositato presso la CONSOB il 27 maggio 2005, relativo al programma di ristrutturazione del gruppo XX. La proposta di concordato prevedeva:
- la costituzione della Fondazione Creditori XZ, incaricata di consentire la distribuzione delle azioni della società assuntore, cioè la nuova XY S.p.A.;
- l’acquisto, da parte della Fondazione, di una società di capitali che agisce quale emittente e assuntore del concordato, alla quale vengono trasferiti attivo e passivo delle società coinvolte;
- la valorizzazione del patrimonio dell’emittente e il mandato con rappresentanza conferito dai creditori chirografari alla Fondazione per sottoscrivere l’aumento di capitale, compensando i crediti ridotti secondo la percentuale concordataria con il debito derivante dalla sottoscrizione delle azioni;
- la distribuzione ai creditori chirografari delle azioni rivenienti dall’aumento di capitale e l’attribuzione di warrant secondo termini e proporzioni stabilite.
Elementi operativi rilevanti
In relazione all’aumento di capitale sottoscritto dalla Fondazione per conto dei creditori, il documento evidenzia che:
- l’aumento di capitale è stato deliberato dall’assemblea straordinaria dell’emittente in data non indicata nel testo, nel corso del 2005;
- l’esecuzione dell’aumento è avvenuta con la sentenza di approvazione del concordato, la cui votazione si è chiusa in data non indicata nel testo e la cui omologa è intervenuta in data non indicata nel testo del 2005;
- dopo l’omologa, tutti i creditori, inclusi i titolari di strumenti finanziari al portatore come gli obbligazionisti, ricevono azioni di valore nominale pari a euro 1 per un importo complessivo pari al credito ridotto della percentuale concordataria, nonché 1 warrant per ogni azione limitatamente alle prime 650;
- azioni e warrant sono emessi in regime di dematerializzazione e affidati in gestione accentrata presso Monte Titoli S.p.A.;
- alla data di esecuzione dell’aumento, tutte le emissioni obbligazionarie ammesse negli stati passivi sono ritirate dalla Fondazione;
- gli obbligazionisti che hanno partecipato alla votazione ricevono azioni e warrant alla data di pubblicazione della sentenza o in data successiva prossima;
- gli obbligazionisti che non hanno partecipato alla votazione devono legittimarsi tramite l’intermediario presso cui sono depositati i titoli entro il termine quinquennale di decadenza del diritto al ritiro di azioni e warrant, ricevendo in sostituzione dei titoli obbligazionari diritti rappresentativi del diritto a ricevere le azioni e i warrant;
- azioni e warrant saranno quotati dopo il provvedimento della Borsa Italiana, subordinato alla verifica della sufficiente diffusione sul mercato.
Inquadramento dell’operazione
L’Agenzia concorda con l’ABI nel considerare la ristrutturazione come composta da due momenti giuridicamente rilevanti:
- il rimborso dei prestiti obbligazionari emessi dalle società del gruppo;
- la sottoscrizione delle azioni di nuova emissione della nuova XY S.p.A.
Il ritiro delle obbligazioni determina l’annullamento dei relativi prestiti e l’utilizzo del credito, falcidiato secondo la misura concordataria, per la sottoscrizione delle azioni della nuova società. Ne deriva che il rimborso del prestito obbligazionario rientra tra le fattispecie produttive di redditi diversi di natura finanziaria ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera c-ter), del TUIR.
Data rilevante per la tassazione delle plusvalenze e minusvalenze
Il documento individua nella data di omologazione della sentenza di approvazione del concordato il momento rilevante per l’emersione dei redditi diversi di natura finanziaria. Da tale data:
- vengono ritirate le emissioni obbligazionarie;
- viene data esecuzione all’aumento di capitale sottoscritto dalla Fondazione in nome e per conto degli obbligazionisti.
Questa data vale per tutti gli obbligazionisti, indipendentemente dal momento in cui riceveranno materialmente azioni e warrant. La stessa regola si applica anche agli obbligazionisti cosiddetti tardivi, ai quali sono assegnati diritti a ricevere le azioni e i warrant.
Per i rapporti in regime di risparmio amministrato o gestito, gli intermediari devono determinare plusvalenze e minusvalenze confrontando, alla data di omologa, il valore di rimborso con il costo fiscalmente rilevante dei titoli obbligazionari ritirati. Per i contribuenti in dichiarazione, la plusvalenza o minusvalenza va indicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2005; la minusvalenza deve essere riconosciuta entro i termini di legge, altrimenti si perde il relativo diritto. In assenza delle opzioni di cui agli articoli 6 e 7 del D.Lgs. n. 461 del 1997, gli intermediari depositari comunicano i dati delle operazioni di rimborso nel quadro SO del modello 770.
Valore di carico delle azioni e dei diritti assegnati
Per le azioni della nuova XY S.p.A., per i warrant e per i diritti a ricevere tali strumenti attribuiti agli obbligazionisti tardivi, l’Agenzia ritiene che debba essere assunto un valore pari al valore nominale. La ragione è che l’assegnazione deriva da un aumento di capitale.
Il documento precisa inoltre che non vi è un pagamento degli interessi, premi e altri frutti dei titoli obbligazionari annullati. Tali componenti risultano solo indirettamente riconosciute come parametro per determinare il quantitativo di azioni da attribuire. Per questo motivo non si applica l’imposta sostitutiva prevista dal D.Lgs. 1 aprile 1996, n. 239.
Effetti della diversa intestazione tra deposito titoli e azioni
In caso di deposito titoli cointestato pro quota e richiesta di attribuire le nuove azioni e i warrant a uno solo dei cointestatari, la risoluzione richiama le regole ordinarie. I redditi diversi di natura finanziaria vanno attribuiti in relazione alla quota di assegnazione del bene da cui derivano, secondo le quote dei rispettivi titolari.
Le azioni e i warrant seguono quindi, in linea generale, la medesima intestazione del deposito titoli, salvo diversa indicazione da parte degli intestatari.
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