Cassazione Penale, Sentenza n. 22080/2025 del 12/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Messina che aveva condannato Munafò per il reato previsto dall'art. 256, comma 2, D.Lgs. 152/2006 (riqualificazione dell'originaria imputazione). Il ricorrente proponeva tre motivi: 1) violazione processuale per l'omesso rinvio richiesto da uno dei due difensori (art. 606 c.1 lett. b, c, e in relazione agli artt. 125, 546, 178 c.p.p.); 2) vizio di motivazione per non avere la corte d'appello risposto alle doglianze difensive relative al fatto che l'area fosse accessibile solo alla famiglia Munafò, che i rifiuti erano depositati temporaneamente e coerenti con l'attività della società (art. 606 c.1 lett. b, c, e in relazione agli artt. 125, 546, 192, 193 c.p.p.); 3) omessa motivazione in relazione alla richiesta di applicazione dell'art. 131-bis c.p. (esclusione della punibilità per particolare tenuità), attesa la scarsa estensione dell'area e l'impegno a rimuovere i materiali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso complessivamente infondato e lo ha rigettato. Motivazioni principali: 1) primo motivo manifestamente infondato in quanto l'art. 420-ter c.5 e l'art. 586 c.5 c.p.p. prevedono che, quando l'imputato è assistito da due difensori e almeno uno è presente, non sia dovuto il rinvio; la disposizione è ritenuta compatibile con l'art. 24 Cost. e con il principio della ragionevole durata del processo (art. 111 Cost.); 2) secondo motivo inammissibile perché si limita a proporre una diversa interpretazione fattuale senza indicare vizi logici o contraddittorietà della motivazione né fatti specifici acquisiti in causa che la Corte territoriale non avrebbe considerato; inoltre la qualifica di responsabilità del socio accomandatario è coerente con la posizione di garanzia e con la piana giurisprudenza sulla culpa in vigilando; le condizioni per far valere il deposito temporaneo ex art. 185-bis D.Lgs. 152/2006 non sono state dimostrate dal ricorrente e gravano su chi invoca la norma di favore; 3) terzo motivo infondato perché l'art. 131-bis richiede valutazione concreta del pericolo di danno e della tenuità dell'offesa: non è sufficiente il limitato quantitativo o la rimozione post factum; le corti hanno riscontrato elementi di rilevante disvalore (eterogeneità dei rifiuti) e hanno comunque riconosciuto solo le attenuanti generiche per la rimozione. La Corte ha inoltre rilevato che non sussistono cause estintive della responsabilità (termine di prescrizione non ancora maturato alla data del provvedimento). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Restano confermate le statuizioni di merito (pena: 5 mesi di arresto e ammenda di euro 3.000,00, come disposto dalla Corte d'appello).
Norme richiamate
art. 256, comma 2, D.Lgs. 152/2006
Norma incriminatrice richiamata per la fattispecie di gestione non autorizzata/abbandono di rifiuti; la Corte ha confermato la qualificazione penalistica operata in sede di merito.
art. 420-ter, comma 5, c.p.p.
Consente di non disporre il rinvio se l'imputato, assistito da due difensori, ha almeno un difensore presente in udienza; la Corte ha ritenuto legittimo il diniego del rinvio richiesto da uno dei due codifensori.
art. 586, comma 5, c.p.p.
Correlata alla disciplina del dibattimento: analogico principio al comma 5 dell'art. 420-ter; rafforza la possibilità di proseguire il processo con un solo codifensore presente.
art. 606, comma 1, lett. b), c) ed e), c.p.p.
Criteri di ammissione dei motivi in cassazione: il ricorso deve dedurre violazioni di legge o vizio di motivazione; la Corte ha ritenuto alcuni motivi inammissibili per essere mere alternative fattuali o generici.
art. 125 c.p.p.
Disposizioni in tema di diritto di difesa: richiamato nel contesto delle doglianze sul rinvio e sulla motivazione; la Corte ha bilanciato il diritto di difesa con la ragionevole durata del processo.
art. 185-bis, D.Lgs. 152/2006
"deposito temporaneo" e condizioni di effettuazione
Il deposito temporaneo è norma di favore soggetta al rispetto di tutte le condizioni di legge (luogo di produzione, limiti quantitativi, cadenza di raccolta, separazione per categorie, norme tecniche): l'onere della prova spetta a chi invoca la fattispecie di esclusione di gestione non autorizzata.
art. 131-bis c.p.
Causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto: richiede una valutazione concreta del pericolo/danno e della esiguità del danno o del pericolo ai sensi dell'art. 133 c.p.; non è sufficiente l'occasionalità o il ridotto quantitativo senza dimostrare la scarsa offensività.
art. 133 c.p.
Criteri per la quantificazione della pena e valutazione del grado di colpevolezza, danno e pericolo; utilizzato come parametro per valutare la non punibilità ex art. 131-bis e per motivare le scelte sanzionatorie.
art. 24 Cost.
Diritto alla difesa: invocato sul punto del rinvio richiesto dal difensore assente, ma la Corte ha ritenuto compatibile la normativa processuale che consente di proseguire quando un codifensore è presente.
art. 111 Cost.
Principio del giusto processo e della ragionevole durata del processo: richiamato dalla Corte per giustificare l'equilibrio tra diritto di difesa e esigenza di efficienza processuale.
Massime di principio
- La presenza di almeno un difensore in udienza, quando l'imputato è assistito da due difensori, legittima il prosieguo del processo senza rinvio: la mancata presenza di un codifensore non costituisce di per sé nullità né vizio se è applicabile art. 420-ter c.5/586 c.5.
- In cassazione non è sufficiente proporre un'interpretazione fattuale alternativa: bisogna dedurre vizi della motivazione (contraddittorietà, illogicità, lacune) o indicare fatti specifici acquisiti in processo che la corte territoriale non avrebbe considerato.
- I titolari o rappresentanti di imprese possono essere ritenuti responsabili di illeciti ambientali anche per omessa vigilanza (culpa in vigilando); la posizione di garanzia del legale rappresentante comporta responsabilità per condotte di dipendenti o estranei se derivanti da carenze di controllo.
- Il regime del "deposito temporaneo" ex art. 185-bis D.Lgs. 152/2006 è una norma di favore vincolata al rispetto di tutte le condizioni previste: l'onere di provare il rispetto di tali condizioni grava su chi lo invoca.
- Per ottenere l'esclusione della punibilità ai sensi dell'art. 131-bis c.p. non basta il basso quantitativo di rifiuti o la rimozione successiva: è necessaria una valutazione concreta del pericolo effettivo di danno ambientale e della esiguità del danno o del pericolo secondo i criteri dell'art. 133 c.p.
- Le misure riparatorie post factum (es. rimozione dei rifiuti) possono attenuare la responsabilità ma non sono automaticamente idonee a escludere la punibilità; possono però essere valutate come circostanza attenuante.
- Quando si impugna in cassazione una sentenza penale è essenziale indicare e documentare specifici profili di legge violati o palesi vizi logico-motivazionali; i motivi meramente generici o deduzioni alternative di fatto sono frequentemente dichiarati inammissibili.
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