Sentenza del 22/03/2019 n. 8114 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava l'irrogazione di sanzioni doganali per l'importazione, dal Venezuela, di lamiere e nastri di alluminio nel periodo 2007-2008. I certificati di origine preferenziale Form A presentavano timbri difformi rispetto agli specimen ufficiali trasmessi dalle autorità venezuelane alla Commissione Europea. La contribuente sosteneva che l'art. 303 T.U.L.D. sanzionasse soltanto le difformità relative a quantità, qualità e valore della merce, e non anche quelle concernenti l'origine. L'Agenzia contestava tale interpretazione, sostenendo che l'origine costituisse un elemento della qualità della merce e che la falsità o difformità dei certificati giustificasse la sanzione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, cassato la sentenza della CTR Toscana e rinviato la causa alla CTR, in diversa composizione, per un nuovo esame e per la liquidazione delle spese. La Corte ha stabilito che l'art. 303 T.U.L.D. comprende anche le difformità relative all'origine della merce, poiché tale dato rientra nella nozione di qualità e costituisce un elemento essenziale della dichiarazione doganale, soprattutto quando incide sull'applicazione di dazi preferenziali. È stata inoltre ritenuta irrilevante la buona fede dell'importatore rispetto alla falsità del certificato Form A. Il giudicato favorevole ottenuto dall'importatore B. S.r.l. non è stato applicato alla contribuente, poiché, essendosi formato durante il giudizio d'appello e non essendo stato fatto valere tempestivamente, avrebbe dovuto essere dedotto mediante revocazione e non mediante ricorso per Cassazione.
Norme richiamate
D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43, art. 303, Testo Unico delle Leggi Doganali
La sanzione prevista dall'art. 303 T.U.L.D. riguarda ogni ipotesi di difformità o falsità della dichiarazione doganale in ordine ai suoi elementi essenziali, afferenti, cioè, oltre che a valore, quantità, qualità delle merci, anche all'origine delle merci stesse.
La nozione di qualità della merce deve essere interpretata estensivamente e comprende anche l'origine. Pertanto, la difformità o falsità dell'origine dichiarata può comportare l'applicazione delle sanzioni doganali.
Regolamento CEE n. 2454/93, art. 81
La conformità dei certificati Form A e dei relativi timbri agli specimen ufficiali è rilevante per attestare l'origine preferenziale delle merci e per consentire l'applicazione delle agevolazioni tariffarie.
Codice civile, art. 1306
La sentenza pronunziata tra il creditore e uno dei debitori in solido, o tra il debitore e uno dei creditori in solido, non ha effetto contro gli altri debitori o contro gli altri creditori.
Il giudicato favorevole ottenuto da un coobbligato può, in astratto, essere fatto valere dagli altri coobbligati solidali, salvo che sia fondato su ragioni personali. Tuttavia, nel caso concreto il rimedio corretto era la revocazione, perché il giudicato si era formato durante il giudizio d'appello.
Codice di procedura civile, art. 295
La sospensione necessaria del processo non è stata ritenuta applicabile, poiché i giudizi relativi al merito delle riprese e quello sulle sanzioni erano trattati congiuntamente.
Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 3
La Cassazione ha esaminato la censura dell'Agenzia relativa alla violazione e falsa applicazione dell'art. 303 T.U.L.D., ritenendola fondata.
Codice di procedura civile, art. 395 e principi sul ricorso per revocazione
Quando un giudicato esterno si forma nel corso del giudizio d'appello e la parte interessata non lo deduce in quella fase, la sentenza d'appello contrastante deve essere impugnata con revocazione, non con ricorso per Cassazione.
Corte di Giustizia dell'Unione Europea, sentenza 17 luglio 1997, causa C-97/95
La falsità del certificato di origine può comportare il recupero dei dazi e l'applicazione delle conseguenze previste anche quando il dichiarante abbia agito in buona fede e con diligenza.
Massime di principio
- In materia doganale, l'origine dichiarata della merce è un elemento essenziale della dichiarazione e rientra nella nozione di qualità ai fini dell'art. 303 T.U.L.D.; una difformità sull'origine può quindi fondare una sanzione.
- La falsità o irregolarità di un certificato Form A può determinare la perdita del trattamento tariffario preferenziale e le relative sanzioni, anche se l'importatore non era consapevole dell'irregolarità.
- La buona fede dell'importatore non elimina automaticamente la responsabilità per le conseguenze doganali derivanti da documenti di origine falsi o irregolari; il rischio commerciale può essere gestito con verifiche, clausole contrattuali e garanzie nei confronti dei fornitori.
- L'interpretazione estensiva di una norma sanzionatoria è ammessa quando resta all'interno del significato possibile della disposizione; ciò è distinto dall'analogia, che non può introdurre una fattispecie sanzionatoria completamente nuova.
- Un giudicato favorevole ottenuto da un altro soggetto coobbligato può essere rilevante, ma deve essere fatto valere con il corretto strumento processuale e nel momento appropriato.
- Se il giudicato esterno si forma durante il giudizio d'appello e la parte non lo deduce prima della decisione, la mancata considerazione va normalmente fatta valere con revocazione, non con ricorso per Cassazione.
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