Cassazione Civile, Sentenza n. 5708/2024 del 04/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente aveva convenuto in giudizio i condomini per la responsabilità da custodia ex art. 2051 c.c., deducendo di essere rovinata mentre scendeva una rampa di scale a causa di un gradino dissestato (e denunciando inoltre possibile insufficiente illuminazione), riportando lesioni. Il Tribunale di Napoli e la Corte d'appello di Napoli avevano rigettato la domanda ritenendo carente la prova del nesso causale fra la cosa in custodia (il gradino) e la caduta; la ricorrente ha impugnato in Cassazione per violazione di norme probatorie e di regole di valutazione delle prove e per omissione di esame di circostanze decisive (illuminazione, credibilità testi, valutazione CTU sullo stato dei luoghi).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che i giudici del merito avevano correttamente ritenuto mancante la prova del nesso causale tra la cosa in custodia e il danno, rendendo quindi inapplicabile la disciplina invocata; ha richiamato la giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite) che qualifica la responsabilità del custode come oggettiva ma richiede comunque che il danneggiato provi il nesso causale, mentre al custode compete l'onere della prova liberatoria del caso fortuito. La Corte ha inoltre affermato che la meritevolezza e la valutazione delle risultanze probatorie rientrano nella discrezionalità del giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità salvo vizi di motivazione. Condanna della ricorrente alle spese di giudizio quantificate in Euro 2.000,00 oltre esborsi e altri accessori; disposizione sul contributo unificato aggiuntivo.
Norme richiamate
art. 2051 c.c.
Disciplina della responsabilità per la cosa in custodia: la responsabilità ha natura oggettiva, ma per la sua applicazione il danneggiato deve provare il nesso di causalità fra la cosa e il danno; al custode grava l'onere di provare il caso fortuito liberatorio.
art. 2697 c.c.
Regole generali sulla ripartizione dell'onere della prova: utilizzato per sostenere che la ricorrente doveva provare il fatto che fondava la sua pretesa (nesso causale e condizioni del luogo).
art. 360 c.p.c. (comma 1, nn. 3,4,5)
Norme che individuano i motivi di ricorso per Cassazione: la ricorrente aveva invocato violazione di legge, omesso esame di fatto decisivo e omissione di pronuncia su questioni sollevate.
Cass. civ., SS. UU., Ord., 30/06/2022, n. 20943
"un fatto naturale o del danneggiato o di un terzo, connotato da imprevedibilità ed inevitabilità, dal punto di vista oggettivo e della regolarità o adeguatezza causale, senza alcuna rilevanza della diligenza o meno del custode"
Giurisprudenza di legittimità che ha definito la natura oggettiva della responsabilità del custode: il danneggiato prova il nesso causale; il custode deve provare il fortuito (imprevedibilità/inevitabilità) per essere esonerato.
Cass. civ., Sez. III, Ord., 17/02/2023, n. 5116
Precisione giurisprudenziale che la colpa della vittima rileva solo se integra il caso fortuito interrompente la catena causale; il giudice del merito deve accertare sia la condotta colposa della vittima sia la sua caratteristica di imprevedibilità.
Massime di principio
- In materia di responsabilità per cose in custodia (art. 2051 c.c.) il danneggiato deve provare almeno il nesso causale tra la cosa e l'evento dannoso; solo dopo ciò grava sul custode l'onere di dimostrare il caso fortuito liberatorio.
- La valutazione della attendibilità delle prove e la ricostruzione fattuale spettano in primo luogo ai giudici di merito; la Cassazione non riesamina i fatti salvo vizio di motivazione o violazione di legge.
- Se si contesta un difetto di manutenzione di parti comuni (es. gradino dissestato), è utile raccogliere elementi probatori specifici e tempestivi: fotografie, denunce/immediati rilievi, testimonianze precise sulla dinamica, referti medici e, se possibile, consulenza tecnica preventiva o CTU che documenti lo stato dei luoghi e la compatibilità del difetto con la caduta.
- La mera descrizione generica di un 'gradino dissestato' senza prova del rapporto causale può non essere sufficiente: bisogna collegare la condizione della cosa all'evento (es. posizione del difetto rispetto al punto di caduta, tempo intercorrente, percepibilità).
- L'obiezione di insufficiente illuminazione è rilevante ma deve essere trattata e provata nel merito; l'omissione di valutare una circostanza richiesta può costituire motivo di censura solo se decisiva e non esaminata.
- Per escludere la responsabilità del custode con la sola condotta colposa della vittima, il giudice deve accertare che tale condotta sia stata imprevedibile e idonea a interrompere la catena causale (carattere di caso fortuito).
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