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Cassazione Penale, Ordinanza n. 12448/2026 del 02/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Non è stata modificata la rideterminazione della pena effettuata dal giudice dell'esecuzione.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il difensore di un imputato ha proposto ricorso per cassazione contro un'ordinanza della Corte d'appello, quale giudice dell'esecuzione, che aveva accolto un'istanza di applicazione della disciplina del reato continuato tra reati oggetto di sei sentenze irrevocabili, rideterminando la pena complessiva in trenta anni di reclusione e 4.000 euro di multa. Il ricorso deduceva: 1) vizio di motivazione, perché il giudice dell'esecuzione non avrebbe indicato le ragioni specifiche dei singoli aumenti di pena applicati per i reati satellite; 2) erronea applicazione della diminuente per il rito abbreviato, sostenendosi che la riduzione di un terzo dovesse essere calcolata sull'intero cumulo di pena e non solo sui reati giudicati con quel rito. La Corte ha ritenuto infondate entrambe le censure: quanto alla prima, ha osservato che il giudice dell'esecuzione aveva esercitato correttamente il proprio potere discrezionale, richiamando i criteri dell'art. 133 c.p. (gravità e durata dei reati, contesto associativo, danno per le vittime) e determinando gli aumenti con motivazione adeguata; quanto alla seconda, ha ribadito che, in caso di continuazione tra reati giudicati con rito ordinario e altri con rito abbreviato, la diminuente ex art. 442, comma 2, c.p.p. si applica soltanto ai reati definiti con rito abbreviato, siano essi satellite o il reato più grave.

Norme richiamate

  • art. 133 c.p.

    Norma richiamata quale criterio per la determinazione discrezionale della pena; il giudice dell'esecuzione può valorizzare gravità, durata dei reati, contesto commissione e danno alle vittime per modulare gli aumenti di pena.

  • art. 442, comma 2, c.p.p.

    La riduzione di un terzo per il rito abbreviato si applica solo ai reati giudicati con tale rito; se la continuazione coinvolge anche reati definiti con rito ordinario, la diminuzione non si estende automaticamente all'intero cumulo di pena.

  • art. 616 c.p.p.

    Base per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende a seguito di declaratoria di inammissibilità.

Massime di principio

  • Nel procedimento esecutivo di applicazione della disciplina del reato continuato, il giudice conserva un potere discrezionale nella quantificazione dei singoli aumenti di pena per i reati satellite, purché motivi in modo coerente facendo riferimento ai criteri dell'art. 133 c.p.
  • La motivazione sulla determinazione della pena è sufficientemente censurabile in cassazione solo se omette i criteri utilizzati o se risulta manifestamente illogica; non è sufficiente una critica che non si confronti con la motivazione effettivamente resa.
  • Quando la continuazione riguarda reati definiti con riti diversi, la diminuente per il rito abbreviato ex art. 442, comma 2, c.p.p. opera esclusivamente sui reati trattati con rito abbreviato, anche se tali reati sono satellite o costituiscono il reato più grave.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende, ove ne ricorrano i presupposti di legge.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniMisure alternative
RamiProcesso penaleEsecuzione penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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