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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 12767/2026 del 05/05/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza della Corte d'Appello di Trieste relativa all'opposizione alla stima dell'indennità di esproprio per terreno espropriato per la realizzazione di una piccola centrale idroelettrica. La ricorrente censurava, tra l'altro: l'uso del metodo analitico-ricostruttivo anziché del metodo sintetico-comparativo; la valutazione della potenzialità edificatoria del terreno come preesistente alla variante urbanistica adottata durante il procedimento autorizzatorio; l'errata interpretazione delle norme tecniche di attuazione (N.T.A.) del P.R.G.C. del Comune di Manzano (in particolare artt. 22, 26 e 29) e della normativa sull'Autorizzazione unica (art. 12 d.lgs. n. 387/2003); e la valorizzazione della mera possibilità, per la proprietaria, di presentare un progetto autorizzativo quale fattore rilevante ai fini del valore venale del bene.

La decisione

La Corte di cassazione ha: accolto i motivi 2, 3 e 5 (rilevando l'errata interpretazione da parte della corte territoriale delle N.T.A. e l'errore nel ritenere preesistente la potenzialità edificatoria indipendentemente dalla variante; e l'errore nel valorizzare la mera facoltà del proprietario di presentare un progetto autorizzativo ai fini del valore del terreno); rigettato i motivi 1, 7 e 9; dichiarato inammissibile il motivo 6; assorbiti i motivi 4 e 8. In conseguenza, l'ordinanza impugnata è stata cassata, nei punti indicati, e la causa rinviata alla Corte d'Appello di Trieste, in diversa composizione, per nuova decisione (anche sulle spese) riguardante la determinazione dell'indennità. La censura relativa al compenso del geom. Lavaroni è stata respinta e la sua posizione è stata definita senza necessità di decidere sulle spese del presente giudizio di legittimità, essendo egli rimasto intimato.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 327 del 2001

    Le norme regolano la procedura di stima e i criteri per la determinazione dell'indennità di esproprio. Nel caso la Corte richiama l'art. 32 e ss. per stabilire i metodi di valutazione e afferma che il vincolo preordinato all'esproprio va escluso dalla valutazione del valore venale salvo che il vincolo sia conformativo; la corte d'appello aveva comunque adottato correttamente il metodo analitico-ricostruttivo quando non erano reperibili fondi comparabili

  • D.lgs. n. 387 del 2003

    Disciplina l'Autorizzazione unica per impianti a fonti rinnovabili. La Corte precisa che la mera possibilità per il proprietario di presentare un progetto e ottenere l'autorizzazione non incide sul valore venale del terreno e non può essere valorizzata per aumentare l'indennità d'esproprio

  • N.T.A. del P.R.G.C. del Comune di Manzano

    Le N.T.A. sono state valutate dalla Corte: l'art. 29 ("Deroghe") non consente indifferenziatamente la costruzione di opere 'per produzione' su tutto il territorio comunale senza escludere le centrali idroelettriche; la corte d'appello ha erroneamente ritenuto che la potenzialità edificatoria esistesse prima della variante, mentre la variante adottata nel procedimento autorizzativo appare determinante e va qualificata (conformativa o preordinata all'esproprio) in base alla sua natura e agli effetti sul territorio

  • Legge Regionale FVG n. 19/2012

    Normativa regionale di settore richiamata insieme al d.lgs. 387/2003; la Corte la considera nel quadro delle previsioni urbanistiche e autorizzatorie ma sottolinea che l'interpretazione dei vincoli urbanistici comunali è questione decisiva ai fini della stima

  • Legge Regionale FVG n. 5/2007

    Richiamata in relazione all'autonomia normativa comunale; la Corte osserva che l'autonomia del comune non esclude il controllo sulla natura dei vincoli e sul loro carattere (conformativo vs espropriativo)

  • R.D. n. 1265 del 1934

    Citato tra le norme invocate; la Corte non ha accolto le doglianze fondate su questo riferimento alla luce delle altre considerazioni sull'interpretazione urbanistica e sul procedimento di stima

  • D.M. 25 marzo 1966, tabella F3

    Richiamato dal ricorrente in relazione ai criteri di liquidazione degli onorari per i tecnici; la Corte ha ritenuto che il compenso dell'esperto nominato dal Presidente del Tribunale non sia automaticamente correlato all'esito della controversia e non va rideterminato sulla sola base della diversa valutazione dell'indennità

Massime di principio

  • Quando si valuta l'indennità d'esproprio occorre partire dal valore venale di mercato del bene; il metodo sintetico-comparativo è preferibile ma il metodo analitico-ricostruttivo è legittimo se mancano fondi comparabili
  • Una variante urbanistica adottata durante un procedimento autorizzatorio può essere qualificata come vincolo conformativo o come vincolo preordinato all'esproprio: la qualifica dipende dalla portata oggettiva della variante (se incide sulla pluralità dei beni/territorio – conformativa – o se riguarda beni determinati per la localizzazione di una singola opera – preordinata all'esproprio)
  • Non è rilevante, ai fini del valore venale del bene, la sola eventualità che il proprietario avrebbe potuto presentare un progetto autorizzativo; la facoltà di chiedere autorizzazioni non trasferisce valore di mercato automatico al terreno
  • Un terreno definito non edificabile dallo strumento urbanistico può comunque avere un valore venale influenzato da utilizzazioni non agricole (parcheggi, depositi, impianti privati convenzionati): la stima deve tenere conto delle effettive potenzialità di mercato
  • Se la corte territoriale non ha adeguatamente accertato se un vincolo è conformativo o espropriativo e ha influito sulla stima, la decisione può essere cassata e rinviata per una nuova valutazione in diversa composizione
  • Le questioni procedurali attinenti alla nullità delle operazioni peritali devono essere eccepite tempestivamente nel giudizio di merito; il mancato tempestivo rilievo può comportare la sanatoria della nullità
  • Il compenso del tecnico nominato dall'autorità giudiziaria è determinato secondo le tabelle e le norme di riferimento e non è automaticamente ridotto dall'eventuale successiva revisione dell'indennità tra le parti

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