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Sentenza

Sentenza del 28/01/2015 n. 204 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Avviso di accertamento - "Frode carosello" - Onere della prova - Spetta all'Amministrazione finanziaria.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La pretesa dell'Amministrazione non può fondarsi sulla sola esistenza di irregolarità nella filiera commerciale o sulla mera partecipazione della contribuente alle operazioni. Occorre una prova concreta e specifica sia della frode sia della consapevolezza, o conoscibilità, della frode da parte della contribuente. In assenza di tale dimostrazione, l'accertamento deve essere annullato o comunque non può essere confermato.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda un avviso di accertamento fondato sulla presunta partecipazione della contribuente a una frode carosello. In particolare, era contestata la detrazione dell'IVA relativa a operazioni ritenute fraudolente. Secondo il principio richiamato, l'Amministrazione finanziaria deve provare non solo l'esistenza della frode, ma anche che la contribuente ne fosse effettivamente a conoscenza oppure che, usando l'ordinaria diligenza esigibile da un operatore economico, avrebbe dovuto rendersene conto.

Norme richiamate

  • Art. 19 del d.P.R. n. 633/1972

    Disciplina il diritto alla detrazione dell'IVA. La detrazione può essere negata quando l'Amministrazione dimostri che l'operazione è inserita in una frode e che il contribuente ne era consapevole o avrebbe dovuto esserne consapevole.

  • Art. 54 del d.P.R. n. 633/1972

    Regola l'accertamento dell'IVA e impone all'Amministrazione di fondare la rettifica su elementi idonei a dimostrare l'inesistenza, l'irregolarità o la natura fraudolenta delle operazioni contestate.

  • Art. 14, comma 4-bis, della legge n. 537/1993

    Rileva ai fini della deducibilità dei costi collegati a operazioni illecite o fraudolente; la sua applicazione non elimina la necessità di provare il concreto coinvolgimento o la consapevolezza del contribuente secondo le regole proprie della frode fiscale.

  • Art. 2697 del codice civile

    Stabilisce la regola generale dell'onere della prova: chi fa valere una pretesa deve provarne i fatti costitutivi. Pertanto, l'Amministrazione deve provare la frode e il collegamento soggettivo della contribuente con essa.

  • Art. 2729 del codice civile

    Consente di ricorrere a presunzioni semplici purché siano gravi, precise e concordanti. Gli indizi possono dimostrare la consapevolezza della frode, ma devono essere concreti e convergenti, non meramente astratti o basati su anomalie generiche.

Massime di principio

  • Nelle frodi carosello l'Amministrazione deve dimostrare due elementi distinti: l'esistenza della frode e la consapevolezza, effettiva o conoscibile con l'ordinaria diligenza, del contribuente.
  • La presenza di irregolarità nella catena commerciale, prezzi anomali o rapporti con soggetti successivamente risultati inadempienti non è, da sola, sufficiente a negare la detrazione IVA.
  • La prova della consapevolezza può essere anche presuntiva, ma deve fondarsi su indizi gravi, precisi e concordanti riferiti concretamente al comportamento e alla posizione del contribuente.
  • Il contribuente può difendersi dimostrando di avere adottato controlli e cautele ragionevoli, quali la verifica dell'identità e dell'affidabilità dei fornitori, della documentazione fiscale, dei pagamenti e della reale esecuzione delle operazioni.
  • In assenza di una prova specifica del coinvolgimento soggettivo del contribuente, l'accertamento basato sulla frode carosello non può essere validamente confermato.

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