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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 08809/2026 del 06/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto negativo di competenza territoriale relativo alla istanza di applicazione di una misura alternativa (affidamento in prova) presentata da Esposito Massimo. Il Tribunale di Napoli aveva dichiarato la propria incompetenza ritenendo competente il Tribunale di Sorveglianza di Trieste in base agli artt. 656, comma 6, e 677 c.p.p.; il Tribunale di Trieste, invece, ha eccepito che la competenza si era radicata nel luogo in cui ha sede l'ufficio del Pubblico Ministero che per primo aveva emesso l'ordine di esecuzione (ufficio di Napoli) e che, per il principio di perpetuatio jurisdictionis, successivi provvedimenti di cumulo non potevano spostare la competenza

La decisione

La Corte ha dichiarato l'esistenza del conflitto negativo e lo ha risolto dando ragione al principio indicato dal Tribunale di Napoli: la competenza per la valutazione della misura alternativa spetta al Tribunale di Sorveglianza del luogo in cui ha sede l'ufficio del Pubblico Ministero che ha disposto la sospensione dell'esecuzione, ai sensi dell'art. 656, comma 6, c.p.p.; tale regola speciale prevale sulla disciplina generale dell'art. 677 c.p.p. e, in applicazione del principio della perpetuatio jurisdictionis, la competenza rimane ancorata alla situazione esistente all'atto della richiesta di misura alternativa e non muta per successivi titoli esecutivi. Di conseguenza la Corte ha dichiarato la competenza del Tribunale di Sorveglianza di Napoli e ha disposto la trasmissione degli atti a quel Tribunale

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    prescrive la risoluzione dei conflitti di competenza

    La norma individua la competenza della Corte a decidere sui conflitti negativi di competenza; nel caso concreto la Corte ha esercitato tale funzione dichiarando il conflitto e risolvendo nella misura indicata

  • art. 656 cod. proc. pen.

    Il comma 6 attribuisce la competenza per la richiesta di misura alternativa al Tribunale di sorveglianza del luogo in cui ha sede l'ufficio del P.M. che ha promosso la sospensione. Nel caso è stata ritenuta norma speciale prevalente rispetto all'art. 677 e la sua applicazione determina la competenza territoriale

  • art. 677 cod. proc. pen.

    Norma generale sulla competenza territoriale dei tribunali di sorveglianza; la Corte ha ritenuto che, per le sospensioni e le domande connesse a misure alternative, essa sia superata dalla specifica disciplina dell'art. 656, comma 6

Massime di principio

  • Per le domande di misura alternativa connesse a sospensione dell'esecuzione, applicare prioritariamente l'art. 656, comma 6, c.p.p.: competente il Tribunale di sorveglianza nel cui circondario ha sede l'ufficio del P.M. che ha disposto la sospensione
  • Il principio della perpetuatio jurisdictionis stabilisce che la competenza territoriale si fissa sulla base della situazione esistente al momento della presentazione della richiesta di misura alternativa e non muta per successivi provvedimenti di cumulo o nuovi titoli esecutivi
  • Se due Tribunali di sorveglianza rifiutano contemporaneamente la competenza si configura un conflitto negativo risolvibile dalla Corte di Cassazione ai sensi dell'art. 28 c.p.p.
  • Prima di depositare un'istanza per misura alternativa, verificare quale ufficio del P.M. ha emesso per primo l'ordine di esecuzione o il decreto di sospensione: quello determina la competenza territoriale
  • La previsione di norma speciale (art. 656, comma 6) serve a garantire la celerità del procedimento e il collegamento con il P.M. che ha disposto la sospensione; pertanto, in situazioni analoghe, si privilegia la stabilità della competenza rispetto a eventuali aggiornamenti procedurali

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