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Ordinanza

Ordinanza n. 6038/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza del Tar Lazio, sez. IV ter, n.8785/2025 del 7.5.2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202506977

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIOrdinanza istruttoriaAzione risarcitoria

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lazio, Sez. IV ter, n. 8785/2025, nella parte in cui ha respinto la domanda di risarcimento dei danni

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La società appellante ha proposto appello avverso la sentenza con cui il TAR Lazio aveva annullato la nota del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 6 aprile 2023, recante il diniego del risarcimento richiesto in seguito a precedenti pronunce del Consiglio di Stato, ma aveva respinto la domanda di condanna al risarcimento dei danni. L’appellante ha chiesto la condanna delle amministrazioni, in solido o ciascuna per quanto di ragione, al risarcimento dei danni, da quantificarsi all’esito dell’istruttoria o in via equitativa, oltre interessi e rivalutazione. Per decidere sulla domanda risarcitoria, il Consiglio di Stato ha ritenuto necessario accertare la redditività concreta della gestione complessiva dell’impresa, l’eventuale contrazione degli utili dal 2011 in poi rispetto al periodo 2005-2010 e la quota di tale eventuale contrazione riconducibile ai minori introiti pubblicitari.

La decisione

Il Consiglio di Stato non ha ancora deciso nel merito la domanda risarcitoria. Ha disposto, ai sensi dell’art. 66 c.p.a., una verificazione affidata al direttore del Dipartimento di Economia, Management e Istituzioni dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, con facoltà di subdelega nominativa. La verificazione dovrà esaminare i bilanci e i dati dichiarativi della società, il rapporto tra costi e ricavi dal 2011 ad oggi comparato con il periodo 2005-2010, l’eventuale contrazione degli utili e la parte eventualmente imputabile ai minori ricavi pubblicitari. Il verificatore dovrà garantire il contraddittorio, sottoporre alle parti una bozza provvisoria entro 70 giorni e depositare la relazione finale entro 90 giorni dalla comunicazione o notificazione dell’ordinanza. È stato posto a carico dell’appellante un acconto di 2.000 euro sul compenso del verificatore, salva la regolazione finale delle spese. La trattazione del merito è stata rinviata all’udienza pubblica del 25 febbraio 2027.

Norme richiamate

  • art. 66 c.p.a.

    Consente al giudice amministrativo di disporre una verificazione per accertare fatti rilevanti ai fini della decisione, assicurando il contraddittorio tra le parti e stabilendo termini e modalità dell’incombente.

  • art. 1226 c.c.

    Richiamato nella domanda dell’appellante quale fondamento della richiesta di liquidazione equitativa del danno; l’ordinanza non ne definisce l’applicazione concreta.

Massime di principio

  • Quando la decisione su una domanda risarcitoria richiede accertamenti tecnici sulla redditività dell’impresa, sull’andamento degli utili e sul nesso tra la condotta amministrativa e la perdita di ricavi, il giudice amministrativo può disporre una verificazione ai sensi dell’art. 66 c.p.a. prima di definire il merito.
  • La verificazione disposta nel processo amministrativo deve svolgersi nel contraddittorio delle parti, alle quali deve essere consentito di nominare consulenti e di formulare osservazioni sulla bozza della relazione prima del deposito della relazione finale.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processualeDanno da provvedimento illegittimoPerdita di chance e quantificazione del danno
RamiProcesso amministrativoResponsabilità della pubblica amministrazione
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoRisarcimento del danno da attività amministrativa

Testo integrale

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