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Sentenza

Sentenza del 25/10/2018 n. 1714 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte

Presupposto impositivo del canone RAI - Società di leasing e utilizzatore di apparecchio televisivo.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate aveva contestato alla società l'omesso pagamento del canone RAI speciale per il periodo gennaio 2013-dicembre 2015, ritenendo sufficiente la proprietà dell'imbarcazione e la sua concessione in leasing a scopo di lucro. La società sosteneva invece che il presupposto del canone è la detenzione dell'apparecchio televisivo e che, nel leasing, la detenzione qualificata e la disponibilità del bene spettano all'utilizzatore, non alla società proprietaria. Deduceva inoltre l'illegittimità dell'atto per carenza dei requisiti formali e per la mancata indicazione dell'autorità giudiziaria competente.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha accolto l'appello della società, riformando la sentenza di primo grado e annullando gli atti di accertamento. Ha stabilito che il presupposto impositivo del canone RAI è la detenzione dell'apparecchio televisivo e che, in presenza di un contratto di leasing, tale detenzione compete all'utilizzatore effettivo, mentre la società di leasing conserva soltanto la proprietà formale. È stata ritenuta irrilevante la finalità lucrativa della società concedente, dovendosi considerare la finalità dell'utilizzatore, che nel caso concreto impiegava l'imbarcazione per esigenze esclusivamente familiari. L'Ufficio è stato condannato al pagamento delle spese del grado, liquidate in 500 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • Art. 1 del R.D.L. 21 febbraio 1938, n. 246, convertito nella legge n. 880/1938

    "Il presupposto impositivo del canone RAI è costituito dalla detenzione di un apparecchio televisivo"

    Il canone è dovuto in ragione della detenzione dell'apparecchio, non della mera proprietà del bene nel quale l'apparecchio si trova.

  • Art. 27 del R.D.L. 21 febbraio 1938, n. 246

    Il canone speciale riguarda chi detiene apparecchi televisivi in esercizi pubblici, locali aperti al pubblico o comunque fuori dall'ambito familiare.

  • Art. 2 del D.Lgs. Luogotenenziale 21 dicembre 1944, n. 458

    È richiamato insieme alla disciplina del canone speciale per individuare i soggetti tenuti al pagamento in relazione alla detenzione di apparecchi fuori dall'ambito familiare.

  • Art. 16 della legge 23 dicembre 1999, n. 488

    È richiamato quale ulteriore disposizione applicabile alla disciplina del canone speciale televisivo.

  • Art. 1140 del codice civile

    La nozione civilistica di detenzione è distinta dalla proprietà. Nel leasing, secondo la sentenza, la detenzione qualificata e la disponibilità materiale del bene spettano all'utilizzatore.

Massime di principio

  • Ai fini del canone RAI, la proprietà dell'apparecchio o del bene che lo contiene non è di per sé sufficiente: occorre individuare chi ne abbia la detenzione effettiva e la disponibilità.
  • Nel contratto di leasing, di regola, il canone deve essere imputato all'utilizzatore che dispone concretamente del bene, non alla società di leasing che ne conserva la proprietà formale.
  • La finalità economica della società proprietaria o concedente non determina automaticamente l'applicazione del canone speciale; rileva principalmente l'uso concretamente effettuato dal detentore.
  • Quando l'utilizzatore impiega il bene esclusivamente per finalità familiari, la società concedente non può essere assoggettata al canone speciale solo perché svolge professionalmente attività di leasing o noleggio.
  • La conclusione dipende dalla concreta struttura del rapporto: se la società mantiene anche la disponibilità materiale dell'apparecchio o lo utilizza direttamente in locali aperti al pubblico, la valutazione potrebbe essere diversa.
  • Gli atti di accertamento devono comunque consentire al contribuente di comprendere la pretesa e di esercitare pienamente il diritto di difesa; eventuali carenze formali possono incidere sulla loro validità se concretamente lesive.

Testo integrale

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