Sentenza del 25/10/2018 n. 54 - Comm. Trib. Prov. Verbania
Accertamento - Irpef - Residenza fiscale - Iscrizione AIRE - Sede affari in Italia - Legittimità - Non Sussiste
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il contribuente ha contestato l’accertamento ai fini IRPEF con cui l’Amministrazione finanziaria aveva ritenuto sussistente la sua residenza fiscale in Italia, nonostante l’iscrizione all’AIRE. La questione riguardava l’effettiva localizzazione in Italia del domicilio fiscale, inteso come sede principale degli affari e degli interessi economici e personali, nonché la rilevanza dei ricavi derivanti dall’attività di lavoro autonomo svolta in Italia e l’eventuale interposizione di una S.r.l.
La decisione
La pretesa dell’Amministrazione finanziaria è stata ritenuta legittima. L’iscrizione all’AIRE, da sola, non è sufficiente a escludere la residenza fiscale italiana quando il contribuente mantiene in Italia il proprio domicilio, cioè il centro principale dei propri affari, interessi economici e relazioni personali. Ai fini della verifica possono essere considerati anche i ricavi quantitativamente rilevanti prodotti tramite attività professionale svolta in Italia. Non è stata ritenuta decisiva l’interposizione di una S.r.l. quando essa non esclude che l’attività e gli interessi effettivi facciano capo al contribuente.
Norme richiamate
Art. 2 del TUIR
Sono soggetti all’imposta le persone fisiche residenti e non residenti nel territorio dello Stato.
La residenza fiscale delle persone fisiche non dipende esclusivamente dall’iscrizione anagrafica, ma dalla ricorrenza dei criteri previsti dalla normativa tributaria, valutati in concreto.
Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE)
La cancellazione dall’anagrafe italiana e l’iscrizione all’AIRE costituiscono elementi rilevanti, ma non sono sufficienti da sole a escludere la residenza fiscale italiana se il domicilio effettivo resta in Italia.
Art. 43 del codice civile
Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi.
Il concetto civilistico di domicilio è utilizzato come parametro per individuare il centro effettivo degli interessi, ma in materia tributaria la nozione di residenza è valutata in modo sostanziale e complessivo.
Massime di principio
- L’iscrizione all’AIRE non garantisce automaticamente la non residenza fiscale in Italia: occorre dimostrare che il centro effettivo degli affari, degli interessi economici e delle relazioni personali sia stato trasferito all’estero.
- La residenza fiscale deve essere valutata sulla base della situazione concreta e dell’insieme degli indici disponibili, non soltanto sulla base di formalità anagrafiche.
- Un’attività professionale svolta in Italia e produttiva di ricavi rilevanti può costituire un elemento significativo per sostenere la permanenza del domicilio fiscale in Italia.
- La costituzione o l’utilizzo di una società non esclude automaticamente l’imputazione sostanziale dell’attività e degli interessi al contribuente persona fisica, soprattutto in presenza di interposizione meramente formale.
- Per evitare contestazioni, chi trasferisce la propria residenza all’estero dovrebbe documentare concretamente il trasferimento della vita personale ed economica, inclusi abitazione, lavoro, rapporti familiari, gestione patrimoniale e luogo effettivo di svolgimento dell’attività.
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