Sentenza del 29/01/2019 n. 703 - Comm. Trib. Reg. per la Campania
Massima n. 57/2019 - ACCERTAMENTO - SOCIETA' DI CAPITALI - A RISTRETTA BASE AZIONARIA - Presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci - Estensione all'amministratore di fatto - Possibilità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della CTP di Napoli che aveva accolto il ricorso del contribuente contro l'avviso di accertamento relativo all'anno d'imposta 2010. L'Amministrazione sosteneva che L.C. fosse amministratore di fatto della società e che, trattandosi di una società di capitali a ristretta base partecipativa, gli utili extracontabili derivanti da ricavi non dichiarati dovessero presumersi distribuiti ai soggetti coinvolti nella gestione. La Commissione ha ritenuto provata la qualifica di amministratore di fatto sulla base della partecipazione continuativa e significativa alla gestione sociale, dei rapporti con clienti e fornitori, dei pagamenti ricevuti, della presenza operativa presso la sede, delle dichiarazioni dell'amministratore di diritto e delle movimentazioni finanziarie non giustificate.
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale ha accolto l'appello dell'Agenzia delle Entrate e riformato la decisione di primo grado. È stato ritenuto legittimo il recupero a tassazione nei confronti di L.C. degli utili extracontabili accertati in capo alla società, in applicazione della presunzione di distribuzione propria delle società a ristretta base azionaria. La presunzione è stata applicata anche se il contribuente non risultava formalmente socio, poiché era stato qualificato come amministratore di fatto e non aveva fornito giustificazioni idonee sulle movimentazioni finanziarie né contestato il criterio di attribuzione. Le spese di giudizio sono state compensate.
Norme richiamate
Art. 2639 del codice civile
L'estensione della qualifica soggettiva presuppone l'esercizio in modo continuativo e significativo dei poteri tipici inerenti alla qualifica o alla funzione.
La qualifica di amministratore di fatto richiede l'esercizio non occasionale di un'apprezzabile attività gestoria, anche senza l'esercizio di tutti i poteri dell'amministratore formale. Sono rilevanti condotte concrete, specifiche e con rilevanza esterna, idonee a far percepire ai terzi il soggetto come effettivo gestore della società.
Massime di principio
- In una società di capitali a ristretta base partecipativa, l'accertamento di ricavi non contabilizzati può comportare la presunzione che gli utili extracontabili siano stati distribuiti ai soci o ai soggetti che risultino effettivamente partecipi alla gestione.
- La qualifica di amministratore di fatto non dipende dal titolo formale, ma dall'esercizio concreto, continuativo e significativo dei poteri gestori. Possono costituire indici rilevanti i rapporti con clienti e fornitori, la gestione dei pagamenti, la presenza costante in azienda, le deleghe operative e le dichiarazioni dei soggetti coinvolti.
- La presunzione di distribuzione degli utili è superabile mediante prova contraria concreta, ad esempio dimostrando la mancata percezione delle somme, l'assenza di poteri gestori o l'inesistenza dei presupposti dell'accertamento societario.
- L'accertamento del maggior reddito della società costituisce normalmente il presupposto logico-giuridico per l'accertamento dei redditi attribuiti ai soci o ai soggetti considerati partecipi alla gestione.
- La mancata contestazione del criterio di attribuzione degli utili e l'assenza di giustificazioni sulle movimentazioni finanziarie possono rafforzare la validità dell'accertamento tributario.
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