Salta al contenuto
Ordinanza

Ordinanza n. 223/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia - della deliberazione consiliare n. 51 di data 28 novembre 2019, allegato A, nella parte in cui stabilisce che il canone per la concessione di aree demaniali destinate a ospitare impianti di telecomunicazioni è pari a euro 1.000 per ogni metro lineare di altezza dell’impianto; - della nota della struttura Servizi e Opere del Sistema Portuale Mantovano – Navigazione prot. n. GE 2026/0004006 di data 23 gennaio 2026, con la quale è stato chiesto il saldo del canone 2025 relativo a un’area demaniale in località Porto di Mantova Valdaro, calcolato mediante applicazione delle tariffe di cui alla deliberazione consiliare n. 51/2019;

Giustizia amministrativa202600333

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: deliberazione provinciale recante tariffe per le concessioni di aree demaniali destinate a impianti di telecomunicazioni e nota di richiesta del saldo del canone 2025 calcolato sulla base di tali tariffe

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (gestore telecomunicazioni)

Prevale il privato

La controversia

La società, titolare dal 2016 di una concessione novennale per un’area demaniale portuale di 40 mq destinata a un impianto di telecomunicazioni, ha impugnato la deliberazione provinciale nella parte in cui stabilisce, per le infrastrutture di comunicazione elettronica, un canone di 1.000 euro per ogni metro lineare di altezza dell’impianto, nonché la successiva nota con cui la Provincia ha richiesto il saldo del canone 2025, pari a 28.379,58 euro, nelle more del rinnovo della concessione. La ricorrente ha dedotto che la tariffa provinciale è divenuta illegittima per contrasto con il canone unico patrimoniale previsto dall’art. 1, commi 816-836, della legge n. 160/2019 e, in particolare, con il canone annuo calmierato di 800 euro per impianto previsto dal comma 831-bis. Ha inoltre contestato l’applicazione della tariffa provinciale per il superamento della soglia di 50 mq, sostenendo che l’area originariamente concessa misura soltanto 40 mq. Il TAR ha ritenuto attuale l’interesse all’impugnazione, poiché l’impianto è ancora presente e assoggettato alla tariffa contestata, e ha qualificato la deliberazione come atto regolamentare generale, riconducendo la controversia alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

La decisione

Il TAR ha accolto parzialmente la domanda cautelare. Ha ritenuto, allo stato degli atti, che per l’occupazione di aree demaniali e del patrimonio indisponibile destinate a impianti di telecomunicazioni trovi applicazione il canone unico patrimoniale e, specificamente, il canone calmierato di 800 euro annui per impianto, rivalutabile secondo l’ISTAT. Tale conclusione è stata ritenuta necessaria anche per il demanio regionale gestito dalla Provincia, in ragione del rinvio contenuto nell’art. 54, comma 1, del d.lgs. n. 259/2003, che vieta l’applicazione di oneri o canoni ulteriori rispetto al CUP. La Provincia, quale gestore del bene e percettrice della parte prevalente dei canoni, non può utilizzare il potere regolatorio per massimizzare unilateralmente la rendita concessoria, in contrasto con l’accesso calmierato alle aree pubbliche previsto per le infrastrutture digitali. Il canone calmierato può essere incrementato discrezionalmente per beni del patrimonio disponibile; per aree demaniali o appartenenti al patrimonio indisponibile, un canone maggiore potrebbe essere giustificato soltanto ove l’ente dimostri l’esistenza, nella zona, di un mercato dei siti, con alternative private praticabili e prezzi ragionevoli, e proceda a una comparazione concreta del sito pubblico con tali alternative, eventualmente anche mediante accordo con il gestore. Nel caso concreto, la Provincia ha prodotto planimetrie di aree asseritamente idonee, ma non ha svolto un’adeguata istruttoria tecnica né avviato un confronto con la società. Il principio di prova relativo al superamento della soglia provinciale di 50 mq, ottenuto aggregando all’area originaria la fascia di rispetto del cavidotto, è risultato comunque subordinato alla questione, ritenuta prioritaria, dell’applicazione del canone statale calmierato, operante indipendentemente dalla superficie occupata. Fino alla decisione di merito, la società dovrà quindi versare soltanto il canone annuo calmierato, rivalutato dalla cessazione della concessione del 2016. La trattazione del merito è stata fissata al 14 aprile 2027; le spese cautelari sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 133, comma 1, lett. b), c.p.a.

    La controversia sull’impianto tariffario relativo alle concessioni di beni del demanio portuale rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

  • art. 55 c.p.a.

    Costituisce la base normativa della domanda cautelare incidentale.

  • art. 1, commi 816-836, legge 27 dicembre 2019, n. 160

    Disciplina il canone unico patrimoniale applicabile alle occupazioni e concessioni di beni pubblici.

  • art. 1, comma 831-bis, legge 27 dicembre 2019, n. 160

    canone annuo pari a 800 euro per ogni impianto senza altri oneri finanziari, tranne la rivalutazione

    Prevede per le infrastrutture di comunicazione elettronica un canone annuo calmierato per impianto, applicabile indipendentemente dalla superficie occupata.

  • art. 54, comma 1, d.lgs. 1 agosto 2003, n. 259

    Vieta l’applicazione, anche da parte delle Regioni, di oneri o canoni ulteriori rispetto a quelli previsti dalla disciplina del canone unico patrimoniale per gli impianti di telecomunicazioni.

  • art. 43, commi 2 e 3, d.lgs. 1 agosto 2003, n. 259

    Impone agli enti pubblici di garantire l’installazione degli impianti di telecomunicazioni su aree pubbliche nel rispetto dei principi di trasparenza e non discriminazione, ammettendo il ricorso ad accordi con i gestori.

  • art. 8, comma 6, legge regionale Lombardia 27 dicembre 2006, n. 30

    Rileva per la gestione provinciale del demanio regionale, senza escludere, secondo il TAR, l’applicazione della disciplina nazionale del canone calmierato.

Massime di principio

  • Per le occupazioni di aree demaniali o appartenenti al patrimonio indisponibile destinate a impianti di telecomunicazioni si applica, in via generale, il canone unico patrimoniale e, per ciascun impianto, il canone annuo calmierato previsto dall’art. 1, comma 831-bis, della legge n. 160/2019, rivalutabile secondo l’ISTAT e operante indipendentemente dalla superficie occupata.
  • Il divieto di applicare oneri o canoni ulteriori previsto dall’art. 54, comma 1, del d.lgs. n. 259/2003 vincola anche gli enti regionali e gli enti che gestiscono beni demaniali regionali, quando tali beni sono destinati all’installazione di impianti di telecomunicazioni.
  • L’ente pubblico proprietario o gestore di un’area demaniale o appartenente al patrimonio indisponibile non può fissare unilateralmente canoni maggiorati al solo fine di massimizzare la rendita del bene, dovendo rispettare la finalità nazionale di diffusione e continuità delle infrastrutture digitali.
  • Un canone superiore a quello calmierato può essere giustificato per aree pubbliche soltanto in presenza di un mercato dei siti per telecomunicazioni, con alternative private praticabili a prezzi ragionevoli, e previa istruttoria concreta e comparativa sull’utilità del sito, sulle alternative disponibili e sulle opportunità economiche dell’ente.
  • La mera produzione di planimetrie recanti aree astrattamente idonee non dimostra l’esistenza di alternative di localizzazione sufficienti a legittimare un canone maggiorato; occorrono una valutazione tecnica effettiva e, ove necessario, un confronto con il gestore, anche mediante accordo.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali idriche, lacuali e portualiTelecomunicazioni e impianti radioGiurisdizione e riparto
RamiDemanio e patrimonio pubblicoEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezzaRiparto di giurisdizione

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.