Cassazione Civile, Sentenza n. 5879/2024 del 05/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Alpha3 ha proposto opposizione avverso un decreto ingiuntivo emesso in favore di Rossi Vasco per il pagamento di lavori edilizi e aveva anche chiesto il risarcimento danni per vizi e difetti delle opere. Rossi Vasco ha eccepito la decadenza dalla garanzia per mancata denuncia tempestiva (oltre 60 giorni) e l'accettazione dell'opera. Il Tribunale di Siena aveva rigettato l'opposizione e la domanda riconvenzionale di Alpha3. La Corte d'appello di Firenze ha ritenuto fondata l'eccezione di decadenza ma, comunque, ha affrontato il merito e ha ritenuto, in termini di "probabilità qualificata", che i difetti non fossero imputabili a Rossi Vasco bensì alle caratteristiche dei muri perimetrali. Alpha3 ha impugnato in Cassazione denunciando (i) errata applicazione delle norme sulla decadenza dall'azione di garanzia e sul relativo onere probatorio, sostenendo che si trattava di vizi palesi e non occulti; (ii) errata valutazione dell'accettazione tacita e del collaudo; (iii) errata applicazione delle regole sulla responsabilità contrattuale e sull'onere di provare l'imputabilità dell'inadempimento (art. 1218 c.c.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto i tre motivi inammissibili per difetto di interesse o meramente valutativi: il primo motivo (decadenza/tempestività) è stato dichiarato inammissibile ma la valutazione sull'onere della prova non ha inciso sulla decisione, poiché il giudice d'appello ha comunque esaminato il merito; il secondo motivo (accettazione/collaudo) è stato ritenuto privo di rilievo perché la Corte d'appello aveva valutato tali elementi come confermativi e non decisivi; il terzo motivo (art. 1218 c.c.) è ricaduto nella valutazione di merito apprezzabile limitatamente ai vizî di motivazione non dedotti, quindi inammissibile in Cassazione. Conseguentemente il ricorso è rigettato, Alpha3 è condannata alle spese di giudizio in favore di Rossi Vasco, liquidate in euro 6.200 oltre spese generali e accessori, e sussiste l'obbligo di versare eventuale ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art. 13 d.P.R. n.115/2002.
Norme richiamate
art. 2697 c.c.
Principio dell'onere della prova: la corte ha richiamato che la parte che allega un fatto ha l'onere di provarlo; nel contesto si è discusso chi dovesse dimostrare la tempestività della denuncia dei vizi.
art. 1667 c.c.
Norma sulla garanzia per vizi dell'opera. Nel procedimento è stata posta la questione se la decadenza dall'azione di garanzia operi per vizi palesi o occulti e se l'accettazione dell'opera (espressa o tacita) escluda la garanzia; la Corte d'appello ha valutato l'accettazione e il collaudo come elementi di conferma dell'assenza di vizi imputabili all'appaltatrice.
art. 116 c.p.c.
Richiamato nei motivi di ricorso in relazione a presunte violazioni procedurali; dalla sentenza emerge che la doglianza relativa all'applicazione di tale norma non ha inciso sulla decisione di merito.
art. 1218 c.c.
Norma sulla responsabilità del debitore e sull'onere di provare l'imputabilità dell'inadempimento. La Corte d'appello ha ritenuto che l'appaltatrice avesse fornito una prova liberatoria, dimostrando in termini di probabilità qualificata che i difetti dipendevano da elementi estranei alla sua prestazione.
art. 360 c.p.c., n. 5
Criterio di censura in Cassazione relativo all'omesso esame di fatti decisivi; la Corte ha osservato che le censure proposte erano valutazioni di merito non riconducibili al vizio rilevabile ai sensi di questa norma.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
Norma sul contributo unificato: la sentenza dichiara sussistenti i presupposti per l'eventuale versamento da parte della ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
Massime di principio
- La decadenza dall'azione di garanzia per vizi richiede attenzione al termine di denuncia: chi invoca la garanzia deve provare la tempestività della denuncia dei vizi quando rilevante.
- Va sempre distinti vizi palesi e vizi occulti: per i vizi palesi può operare l'istituto dell'accettazione dell'opera (espressa o tacita) che esclude la garanzia; la qualificazione del vizio è una questione di fatto.
- La prova dell'imputabilità dei vizi all'appaltatore è decisiva: se l'appaltatore dimostra, anche in termini di probabilità qualificata, che i difetti derivano da cause estranee (es. caratteristiche dei muri), può essere esonerato dalla responsabilità.
- Decisioni sull'accertamento dei fatti e sulla convincente valutazione delle prove sono di regola insuscettibili di sindacato in Cassazione, salvo omesso esame di fatti decisivi o carenza di motivazione rilevabile ai sensi dell'art. 360 c.p.c.
- Le eccezioni processuali rilevanti (es. decadenza) vanno tempestivamente dedotte nella difesa; tuttavia il giudice di merito può comunque affrontare il merito quando ritenga necessario, e ciò può rendere le questioni procedurali irrilevanti ai fini del giudizio di legittimità.
- Chi impugna in Cassazione dovrebbe mirare a censurare vizi di diritto (vizi di motivazione specificamente dedotti o omissioni di fatti decisivi), poiché i semplici contrasti sulla valutazione della prova sono difficilmente accolti.
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