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Sentenza

Sentenza del 06/11/2023 n. 8959 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Sicilia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Avviso di accertamento n. TY301SD02416 relativo all'anno d'imposta 2012 con maggiori ricavi accertati per euro 39.044,00 derivanti dalla rivendita di tabacchi. Il ricorrente ha lamentato che l'amministrazione non ha tenuto conto delle quote di partecipazione dei familiari nell'impresa familiare, il che avrebbe ridotto l'ammontare dell'imposta richiesta.

La decisione

La Corte di Giustizia Tributaria di Secondo Grado della Sicilia ha rigettato l'appello. Il giudice ha ritenuto infondata la doglianza perché, secondo l'interpretazione delle norme richiamate e della giurisprudenza, il reddito dell'impresa familiare va accertato esclusivamente nei confronti del titolare. L'imputazione del 49% ai familiari prevista dall'art. 5, comma 4, TUIR riguarda la ripartizione dei redditi risultanti dalla dichiarazione del titolare e ha rilevanza solo nei rapporti interni, non ostando all'accertamento nei confronti del titolare. L'appellante è stato condannato alle spese di giudizio, liquidate in euro 1.200,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 230-bis c.c.

    L'impresa familiare ha natura individuale e non collettiva; la qualifica giuridica implica che l'impresa venga assoggettata all'accertamento nei confronti del titolare.

  • art. 5, comma 4, T.U.I.R.

    art. 5, comma 4, T.U.I.R.

    La disposizione prevede che, limitatamente al 49% dell'ammontare risultante dalla dichiarazione dei redditi del titolare, i redditi siano imputati ai familiari collaboratori in proporzione alla loro quota di partecipazione; tale imputazione riguarda la dichiarazione e i rapporti interni e non impedisce l'accertamento dei maggiori redditi nei confronti del titolare.

  • art. 13, d.P.R. n. 600/1973

    art. 13, d.P.R. n. 600/1973

    Il titolare dell'impresa è l'unico obbligato a tenere le scritture contabili; ciò giustifica che l'accertamento del reddito imprenditoriale sia rivolto al titolare.

  • Cass. civ. n. 34222/2019

    Cass. civ. n. 34222 del 20.12.2019

    La Suprema Corte ha affermato che, in caso di verifica fiscale, il maggior reddito imprenditoriale accertato è riferibile soltanto al titolare dell'impresa familiare e non ai familiari collaboratori.

  • Sez. trib., n. 8582/2023

    Sezione tributaria, n. 8582 del 27.3.2023

    Conferma la consolidata interpretazione secondo cui i maggiori redditi accertati non possono essere imputati ai familiari collaboratori nonostante la loro partecipazione agli utili.

Massime di principio

  • In un'impresa familiare l'accertamento fiscale dei maggiori redditi produttivi dell'attività viene effettuato nei confronti del titolare/legale rappresentante dell'impresa, non dei familiari collaboratori.
  • La ripartizione del reddito prevista dall'art. 5, comma 4, TUIR (fino al 49% imputabile ai familiari) riguarda la dichiarazione dei redditi e i rapporti interni tra titolare e familiari, ma non limita l'azione accertatrice dell'amministrazione fiscale nei confronti del titolare.
  • Se si vuole contrastare un accertamento relativo a ricavi imputati all'impresa familiare, è necessario dimostrare in modo documentale e coerente che parte del reddito non costituisce reddito dell'impresa o che è riconducibile a posizioni economiche autonome dei familiari (es. contratti di lavoro formali, compensi effettivamente corrisposti, gestione separata), poiché l'amministrazione può validamente imputare l'integrale maggior reddito al titolare.
  • La tenuta delle scritture contabili è un onere del titolare: la mancata contabilizzazione o la loro insufficiente tenuta rende più agevole per l'amministrazione l'accertamento nei confronti del titolare stesso.
  • La giurisprudenza consolidata sostiene che i familiari collaboratori, pur avendo diritto alla partecipazione agli utili, non sono direttamente destinatari dell'accertamento dei maggiori redditi d'impresa; eventuali pretese patrimoniali verso i familiari restano, in via primaria, questioni tra i soggetti interni all'impresa.

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