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Sentenza

Sentenza n. 1765/2026 - Venezia, Sezione 4

Giustizia amministrativa202601517

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: giudizio di non ammissione alla classe successiva deliberato dal consiglio di classe, con contestuale impugnazione del documento di valutazione, delle valutazioni insufficienti e, in via subordinata, del piano didattico personalizzato

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (studentessa)

Prevale il privato

La controversia

La studentessa ha impugnato il verbale del consiglio di classe relativo allo scrutinio finale del 9 giugno 2026, il documento di valutazione recante la mancata ammissione alla classe successiva, le valutazioni insufficienti riportate nelle verifiche scritte e orali del secondo periodo dell’anno scolastico 2025/2026 e, in via subordinata, il piano didattico personalizzato del 5 dicembre 2025. Dopo la notificazione del ricorso, il consiglio di classe ha annullato in autotutela la precedente delibera di non ammissione, procedendo alla revisione del giudizio. La ricorrente ha quindi dato atto della cessazione della materia del contendere e ha accettato la compensazione delle spese, insistendo soltanto per la restituzione del contributo unificato.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., ritenendo sussistenti i presupposti per la decisione immediata. Ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta cessazione della materia del contendere, poiché la ricorrente ha conseguito il bene della vita perseguito, vale a dire il superamento dell’esito di non ammissione alla classe successiva mediante l’annullamento in autotutela della relativa deliberazione. Le spese di lite sono state compensate in ragione dell’accordo tra le parti, con condanna del Ministero alla restituzione del contributo unificato effettivamente versato dalla ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza in forma semplificata

    Consente la definizione immediata del giudizio in camera di consiglio quando, sentite le parti, sussistono i presupposti per la decisione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata

    Costituisce il presupposto per disporre l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    dati idonei ad identificare la ricorrente

    Richiamato quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali della ricorrente mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione annulla in autotutela il provvedimento impugnato e il ricorrente consegue integralmente il bene della vita perseguito, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta cessazione della materia del contendere.
  • La sopravvenuta cessazione della materia del contendere presuppone che l’interesse sostanziale dedotto in giudizio sia stato integralmente soddisfatto, sicché non residui una concreta utilità derivante dalla decisione sull’illegittimità dell’atto originariamente impugnato.
  • In presenza dei presupposti previsti dall’art. 60 c.p.a. e dopo aver sentito le parti, il giudice amministrativo può definire immediatamente il giudizio con sentenza in forma semplificata.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando le parti abbiano raggiunto un accordo in tal senso; resta distinta la questione della restituzione del contributo unificato effettivamente versato, che può essere posta a carico dell’amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieScuolaEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti specialiSpese di lite
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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