Cassazione Civile, Sentenza n. 9453/2025 del 11/04/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
SETIDEA impugnava il decreto della Corte d'Appello di Milano che aveva rigettato il suo reclamo avverso il provvedimento del Tribunale di Como che aveva escluso il voto di SETIDEA nella procedura di concordato preventivo di T.E.S. (per conflitto di interessi) e aveva omologato il concordato. I motivi di ricorso alla Cassazione erano: (i) censura dell'esclusione del voto per presunta errata applicazione delle norme sul conflitto d'interessi e sulla qualifica dei crediti; (ii) violazione del contraddittorio e difesa per fatti o argomentazioni ritenute "nuove" dalla Corte di appello; (iii) contestazione della fattibilità giuridica del piano concordatario, in particolare per l'eccessiva durata (decennale) della realizzazione e per mancata verifica concreta della solvibilità e idoneità delle garanzie offerte.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili il primo e il secondo motivo del ricorso principale, ma ha accolto il terzo motivo relativo alla fattibilità giuridica. Perciò ha cassato il decreto della Corte d'Appello n. 3285/29.9/25.10.2022 e ha rinviato la causa alla Corte d'Appello di Milano in diversa composizione per nuovo esame (anche sulla regolamentazione delle spese). La Cassazione ha affermato che il tribunale, in sede di omologa del concordato, deve valutare la realizzabilità della proposta entro tempi ragionevoli e verificare concretamente l'idoneità e la solvibilità delle garanzie offerte.
Norme richiamate
art. 360, 1° co., n. 3 cod. proc. civ.
Fondamento delle censure di legittimità per violazione di norme e per vizio di motivazione; usato dalla ricorrente per denunciare violazioni di diritto e della motivazione
art. 115 cod. proc. civ.
Richiamato in relazione ai principi probatori e all'onere di allegazione e valutazione delle prove in sede di gravame
art. 116 cod. proc. civ.
Richiamato unitamente all'art.115 per la valutazione dell'onere probatorio e del potere motivazionale dei giudici
artt. 72, 77, 147, 150, 160, 161, 172, 177, 179 legge fallimentare
Norme richiamate nel quadro delle regole sul concordato e sugli effetti del fallimento; in particolare art.77 richiamato per gli effetti del fallimento sul contratto di associazione in partecipazione e art.160-172 per questioni relative alla procedura di concordato e alla fattibilità
artt. 1362, 1363 cod. civ.
Richiamati con riferimento alla interpretazione dei negozi giuridici e all'impatto della sopravvenuta impossibilità di esecuzione contrattuale
artt. 2462, 2463 cod. civ.
Richiamati con riferimento a profili societari e alla capacità di incidere sulle obbligazioni sociali in caso di mutamenti nella compagine societaria
art. 112 cod. proc. civ.
Invocato con riferimento al diritto di difesa e alla obbligatorietà dell'istruttoria; usato dalla controricorrente per censurare omissioni della Corte d'appello
art. 111 Cost.
Richiamato in relazione al diritto al giusto processo e al contraddittorio; impiegato dalla ricorrente per denunciare violazioni procedurali
art. 24 Cost.
Richiamato insieme all'art.111 per la tutela del diritto di difesa, dove invocato dalla ricorrente
art. 342 cod. proc. civ.
Richiamato nella motivazione sul potere del giudice d'appello di esaminare questioni anche non esplicitamente dedotte in appello se connesse a quelle impugnate (principio del rapporto di connessione)
art. 384, 1° co. cod. proc. civ.
Usato per enunciare il principio di diritto che dovrà essere osservato in sede di rinvio
art. 13, 1° co. quater, d.P.R. n. 115/2002
Richiamato in tema di esenzione dal pagamento ulteriore del contributo unificato per esito favorevole del ricorso
d.m. n. 55/2014 (artt. 4, 5, 6)
Invocato nel ricorso incidentale in relazione ai parametri tabellari per la liquidazione delle spese professionali; la questione è stata assorbita dal positivo accoglimento del terzo motivo del ricorso principale
Massime di principio
- Nel concordato preventivo il conflitto d'interessi del creditore si valuta in rapporto all'interesse della massa dei creditori: va verificato se la posizione del singolo creditore possa danneggiare gli altri creditori riducendo l'attivo destinato al soddisfacimento collettivo.
- L'omologa del piano richiede il controllo della "fattibilità giuridica": il tribunale deve accertare non solo la compatibilità normativa del piano ma anche la sua realizzabilità effettiva entro tempi ragionevoli e la concretezza delle garanzie offerte.
- Tempi di realizzazione eccessivamente lunghi possono incidere sulla fattibilità giuridica del concordato: la durata del piano è elemento sostanziale e non solo di convenienza, quando rende irrealistica la soddisfazione dei creditori in un termine ragionevole.
- Le garanzie offerte (fideiussioni, ipoteche, impegni personali) devono essere valutate nella loro effettiva idoneità e nella solvibilità del garante: il giudice deve verificare, oltre all'esistenza formale, la concreta realizzabilità del valore garantito.
- In appello il giudice può decidere anche su questioni non espressamente formulate se risultano direttamente connesse alle censure prospettate: non tutte le argomentazioni 'nuove' sono inammissibili se rientrano nel thema decidendum dell'impugnazione.
- Se la Cassazione accoglie censure sulla fattibilità giuridica il provvedimento viene cassato e la causa rinviata per nuovo esame, con conseguente valutazione integrale degli aspetti pratici relativi a tempi e garanzie.
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