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Sentenza

Sentenza del 27/09/2017 n. 3856 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Evasione Fiscale - Contrasto - Elementi Indiziari - Utilizzabilità - Valutazione del Giudice.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il contribuente ha sostenuto che i dati bancari non potessero essere utilizzati perché acquisiti da un dipendente di una banca estera in violazione dei doveri di fedeltà e riservatezza, nonché attraverso un'eventuale condotta illecita. La questione riguardava quindi l'utilizzabilità probatoria di tali informazioni nell'accertamento e nel successivo contenzioso tributario.

La decisione

La tesi del contribuente è stata respinta. È stato affermato che l'Amministrazione finanziaria può utilizzare qualsiasi elemento avente valore indiziario, salvo che una specifica norma ne vieti l'utilizzo oppure che l'acquisizione abbia leso diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione. I dati bancari ottenuti dal fisco mediante la cooperazione internazionale sono pertanto utilizzabili, anche se il dipendente della banca li abbia eventualmente acquisiti illecitamente o abbia violato obblighi di fedeltà e riservatezza. Spetta comunque al giudice di merito verificare l'attendibilità concreta dei dati, valutando anche le contestazioni del contribuente.

Norme richiamate

  • Principio generale di utilizzabilità degli elementi indiziari nell'accertamento tributario

    L'Amministrazione finanziaria può fondare l'accertamento su qualsiasi elemento dotato di valore indiziario, a meno che una norma specifica ne vieti l'utilizzo o che l'elemento sia stato acquisito in violazione di diritti fondamentali di rango costituzionale.

  • Strumenti di cooperazione comunitaria in materia fiscale

    I dati bancari trasmessi o acquisiti tramite i meccanismi di cooperazione fiscale tra Stati possono essere utilizzati nell'accertamento e nel processo tributario, anche quando la loro origine sia collegata a una condotta illecita del dipendente dell'istituto bancario.

  • Tutela della riservatezza bancaria e dovere di fedeltà del dipendente

    La violazione degli obblighi di riservatezza o di fedeltà nei confronti della banca non determina automaticamente l'inutilizzabilità dei dati nei confronti dell'Amministrazione finanziaria, poiché tali obblighi non costituiscono, secondo la decisione, diritti fondamentali coperti da tutela costituzionale opponibile al fisco.

Massime di principio

  • Nel contenzioso tributario, l'origine irregolare o illecita di un'informazione non comporta automaticamente la sua inutilizzabilità: occorre verificare se esista uno specifico divieto normativo o una lesione di diritti fondamentali.
  • I dati bancari ottenuti attraverso la cooperazione internazionale possono essere utilizzati dal fisco anche se il loro acquisitore ha violato obblighi contrattuali o di riservatezza verso la banca.
  • Il contribuente può comunque contestare l'attendibilità, la completezza, la provenienza e il collegamento dei dati con la propria posizione fiscale.
  • Il giudice deve valutare concretamente il valore indiziario degli elementi raccolti e verificare le contestazioni del contribuente, senza attribuire automaticamente efficacia decisiva ai dati bancari.
  • La questione dell'utilizzabilità della prova e quella della sua attendibilità sono distinte: un elemento può essere utilizzabile, ma deve comunque essere sottoposto a un'effettiva valutazione sulla sua credibilità e rilevanza.

Testo integrale

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