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Sentenza

Sentenza del 02/04/2015 n. 6716 - Corte di Cassazione

IMPOSTA DI REGISTRO - DETERMINAZIONE DELLA BASE IMPONIBILE - VALORE VENALE - AZIENDE O DIRITTI REALI SU DI ESSE - Cessione di azienda - Pattuizione di corrispettivo distinto per i diversi beni - Tassazione separata - Ammissibilità - Fondamento.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La S.p.A. R. ha impugnato la sentenza della CTR del Veneto che aveva ritenuto legittima la rettifica del valore degli immobili compresi nella cessione d'azienda. La ricorrente sosteneva, da un lato, che l'avviso fosse carente di motivazione perché richiamava atti e una perizia non allegati e, dall'altro, che l'Ufficio non potesse isolare il valore degli immobili, essendo essi parte integrante dell'azienda trasferita. Contestava inoltre l'omessa pronuncia su ulteriori profili di illegittimità dell'accertamento.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 5.000 euro oltre alle spese prenotate a debito. La Corte ha ritenuto sufficiente la motivazione dell'avviso, poiché il contenuto essenziale degli atti richiamati era stato riprodotto e comunque conosciuto dalla contribuente durante il contraddittorio preventivo. Ha inoltre stabilito che, nella cessione d'azienda, le parti possono attribuire corrispettivi distinti ai singoli beni o diritti trasferiti; in tal caso l'Amministrazione finanziaria può rettificare anche soltanto il valore di uno specifico cespite, come gli immobili, se ritenuto incongruo rispetto al valore venale in comune commercio.

Norme richiamate

  • D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 51, commi 1 e 4

    L'imponibile in caso di cessione d'azienda è costituito dal valore del complesso aziendale o dal maggiore prezzo convenuto.

    La norma non impone che il corrispettivo dell'azienda sia necessariamente determinato in modo unitario. Se il contratto attribuisce valori distinti ai singoli beni o diritti, l'Ufficio può verificare e rettificare autonomamente il valore di ciascuno di essi.

  • D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 23, comma 1

    Se una disposizione ha per oggetto più beni o diritti per i quali sono previste aliquote diverse, si applica l'aliquota più elevata, salva la separata tassazione dei cespiti quando sia pattuito un corrispettivo distinto.

    La disposizione conferma che, quando le parti indicano corrispettivi separati per i diversi beni dell'azienda, i cespiti possono essere tassati separatamente e possono essere oggetto di autonome rettifiche di valore.

  • D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 23, ultimo comma

    Ai fini dell'applicazione delle diverse aliquote, le passività si imputano ai diversi beni sia mobili che immobili in proporzione del loro rispettivo valore.

    La previsione presuppone la possibilità di distinguere i diversi beni compresi nel compendio aziendale e rafforza la lettura secondo cui, in presenza di corrispettivi autonomi, la tassazione può essere riferita ai singoli cespiti.

  • D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 52, comma 2-bis

    L'avviso di rettifica è adeguatamente motivato quando riproduce il contenuto essenziale degli atti richiamati oppure quando tali elementi sono stati messi concretamente a conoscenza del contribuente, consentendogli di predisporre un'adeguata difesa.

  • D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 52, comma 4

    La disposizione, invocata dalla contribuente, non impedisce all'Amministrazione di rettificare il valore di un singolo bene aziendale quando il contratto gli attribuisce un corrispettivo distinto.

  • Legge 7 agosto 1990, n. 241, art. 3, comma 1

    Il principio generale dell'obbligo di motivazione dell'atto amministrativo è rispettato quando l'atto rende comprensibili i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della rettifica.

  • Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 7, comma 1

    L'obbligo di motivazione degli atti tributari non richiede necessariamente l'allegazione materiale di ogni documento richiamato, se il contenuto essenziale è riprodotto o il contribuente ne ha avuto effettiva conoscenza.

  • Codice di procedura civile, art. 112

    Il giudice deve pronunciarsi sulle domande e sulle eccezioni ritualmente proposte; tuttavia, la censura per omessa pronuncia deve essere specifica e autosufficiente, con indicazione precisa delle questioni non esaminate.

Massime di principio

  • Nella cessione d'azienda, se il contratto indica corrispettivi distinti per immobili, mobili, avviamento o altri diritti, l'Amministrazione può controllare e rettificare separatamente il valore di ciascun componente.
  • L'inclusione di un immobile nel complesso aziendale non impedisce di attribuirgli un valore autonomo né di sottoporlo a una specifica rettifica basata sul valore venale in comune commercio.
  • La motivazione dell'avviso può essere sufficiente anche senza allegazione materiale degli atti richiamati, quando il loro contenuto essenziale è riportato nell'avviso o il contribuente li ha conosciuti durante il contraddittorio.
  • Per evitare contestazioni, il contratto di cessione dovrebbe indicare in modo chiaro i criteri di determinazione dei corrispettivi dei singoli cespiti e la documentazione estimativa utilizzata.
  • Una contestazione in Cassazione deve essere specifica, autosufficiente e correttamente inquadrata nel vizio processuale o sostanziale pertinente; doglianze generiche o non documentate possono essere dichiarate inammissibili.

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