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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20949/2025 del 05/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Due motivi principali: 1) violazione di legge (art. 40 c.p.) per aver la Corte territoriale riconosciuto la posizione di garanzia in capo all'imputato in forza della sola ritenuta titolarità del diritto di proprietà sul cane, nonostante la difesa sosteneva il possesso materiale dell'animale da parte dei genitori; 2) travisamento della prova: la difesa ha richiamato le deposizioni di quattro testi che, a suo avviso, dimostravano che il cane era effettivamente di proprietà e nella detenzione dei genitori, con conseguente esclusione della posizione di garanzia del Mollura.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondate le censure: non è stato dimostrato un travisamento delle risultanze probatorie in termini tali da giustificare la censura in cassazione (nec plus ultra della 'doppia conforme') e le contestazioni rappresentavano in realtà una diversa valutazione del fatto (travisamento del fatto), non sindacabile in sede di legittimità. La Corte ha riaffermato il principio per cui la posizione di garanzia può nascere da una semplice detenzione o rapporto di fatto con l'animale, indipendentemente dall'accertamento formale di proprietà civilistica. Conseguentemente il provvedimento impugnato è rimasto efficace e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.) e alla rifusione delle spese processuali in favore della parte civile Antonino Castorina, liquidate in euro 3.000 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 40 cod. pen.

    Richiamata dalla difesa come norma violata (contestazione circa la posizione di garanzia), mentre la Corte ha ritenuto corretta l'attribuzione della posizione di garanzia in capo all'imputato in ragione del rapporto di fatto con l'animale.

  • art. 606, comma 1, lett. e, cod. proc. pen.

    Richiama i limiti della revisione di merito in Cassazione: il travisamento della prova è sindacabile solo se macroscopico e inequivocabile (soprattutto nella situazione di 'doppia conforme'); la Corte ha escluso che fosse stato provato tale travisamento.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma invocata per la condanna alla Cassa delle ammende per il ricorso ritenuto inammissibile, motivata da profili di colpa nella condotta processuale del ricorrente.

Massime di principio

  • La responsabilità per lesioni cagionate da un animale può derivare da una posizione di garanzia fondata sulla semplice detenzione di fatto: non è necessario dimostrare la proprietà civilistica formale per imputare l'obbligo di custodia.
  • In Cassazione non è ammesso sostituire la valutazione del merito con una nuova valutazione probatoria; il cosiddetto 'travisamento del fatto' non è sindacabile se non quando sia manifesta e riguarda il travisamento della prova in termini macroscopici.
  • Il rimedio della Cassazione per travisamento della prova richiede che venga dimostrato che entrambi i giudici di merito abbiano operato un errore evidente nelle conclusioni tratte dal compendio probatorio ('doppia conforme') o che l'appello si sia fondato su mezzi nuovi non valutati in primo grado.
  • Un affidamento dell'animale a terzi non esclude automaticamente la responsabilità del proprietario o di chi abbia il potere di fatto sull'animale, soprattutto se il custode affidatario è inidoneo a impedirne le azioni prevedibili.
  • Chi impugna in Cassazione deve specificare e documentare con precisione l'errore motivazionale o probatorio contestato; critiche generiche sulla valutazione dei fatti o semplice richiesta di diversa valutazione probatoria sono inammissibili.
  • In casi simili è essenziale concentrare le doglianze sulla modalità concreta di valutazione delle prove (evidenziando discrasie palesi tra motivazione e contenuto probatorio), non solo sostenere una diversa interpretazione dei fatti.

Testo integrale

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