Sentenza n. 16787/2026 - Roma, Sezione 2
per l'annullamento - della graduatoria finale dei candidati idonei del «Concorso pubblico a complessivi 415 posti - Area Assistenti - di cui 10 riservati alla Provincia Autonoma di Bolzano - presso l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli» - Codice ADM/AMM, della Regione Sicilia - pubblicata in data 3 luglio 2025, nella parte in cui l'odierno ricorrente è collocato in una posizione diversa da quella legittimamente spettante; -dell'esito della prova scritta del concorso de quo; - del punteggio numerico, pari a 23,55 punti, assegnato a parte ricorrente in esito alla prova scritta; - del questionario somministrato a parte ricorrente in occasione della prova scritta del concorso de quo, con particolare riferimento al quesito n. 28; - dei verbali/atti della Commissione Esaminatrice del Concorso de quo, di estremi non conosciuti, - dei verbali di correzione, di estremi non conosciuti, della prova scritta sostenuta dal ricorrente; - del bando di concorso de quo, nella parte in cui dovesse interpretarsi lesivo degli interessi dell'odierno ricorrente; - dell'avviso pubblicato sul sito web ufficiale della p.a. in data 12 febbraio 2025 tramite cui la PA ha elevato il numero di posti complessivi messi a bando da 415 posti a 569 posti, ed ha riaperto i termini entro cui inoltrare la propria candidatura, ove dovesse ritenersi lesivo degli interessi del ricorrente; - dell'avviso pubblicato sul sito web ufficiale della p.a. in data 2 aprile 2025, con cui l'Agenzia intimata ha reso noto l'esito della prova scritta; - dell'avviso pubblicato sul sito web ufficiale della p.a. in data 3 luglio 2025, con cui l'Agenzia intimata ha reso note le graduatorie finali del concorso per ogni sede; - dell'avviso pubblicato sul sito web ufficiale della p.a. in data 4 luglio 2025, con cui l'Agenzia intimata ha convocato i vincitori della selezione de qua; - dell'avviso pubblicato sul sito web ufficiale della p.a. in data 25 luglio 2025, con cui l'Agenzia intimata ha diramato l'elenco delle sedi di convocazione dei candidati vincitori del codice ADM/AMM; - di ogni altro atto presupposto e/o consequenziale, di estremi e contenuto non conosciuto, con riserva di proporre successivi motivi aggiunti, nella parte in cui siano potenzialmente lesivi degli interessi dell'odierna parte ricorrente; nonché per l'accertamento dell'interesse di parte ricorrente ad essere utilmente ricompresa, nella posizione e con il punteggio legittimamente spettante, nella graduatoria dei candidati idonei del concorso; e per la condanna ex art. 30 c.p.a. delle amministrazioni intimate al risarcimento del danno in forma specifica, ai sensi dell'art. 30 c.p.a., mediante l'adozione di un provvedimento che disponga la rettifica della posizione di parte ricorrente e/o ogni altra misura idonea al soddisfacimento della pretesa de qua, ai fini della conseguente inclusione nella posizione spettante nell'elenco dei candidati idonei del concorso;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: graduatoria finale del concorso per 415 posti di assistente presso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, limitatamente alla posizione del ricorrente, nonché esito e punteggio di 23,55 nella prova scritta e gli atti connessi
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la graduatoria finale pubblicata il 3 luglio 2025 per la Regione Sicilia, contestando la posizione attribuitagli in relazione al punteggio di 23,55 ottenuto nella prova scritta. Ha esteso l’impugnazione all’esito della prova, al questionario, in particolare al quesito n. 28, ai verbali della commissione e di correzione, al bando e agli avvisi relativi all’incremento dei posti da 415 a 569, alla riapertura dei termini, alla pubblicazione degli esiti e delle graduatorie e alle convocazioni dei vincitori. Ha inoltre chiesto l’accertamento del diritto alla corretta collocazione e il risarcimento in forma specifica mediante rettifica della posizione. Le amministrazioni resistenti si sono opposte chiedendo il rigetto. Prima dell’udienza, il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, poiché, a punteggio invariato e grazie allo scorrimento della graduatoria, aveva ottenuto il posto di lavoro ambito.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza esaminare nel merito le contestazioni sulla prova scritta, sul punteggio, sul quesito n. 28 e sulla graduatoria. Ha rilevato che il processo amministrativo, in virtù del principio della domanda, resta nella disponibilità della parte che lo ha promosso e che la dichiarazione univoca di sopravvenuta carenza d’interesse, resa prima della decisione, preclude la pronuncia di merito. Spese compensate, considerate le ragioni della dichiarazione e la natura processuale della decisione.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
il Collegio, pertanto, in presenza dell’univoca dichiarazione della parte ricorrente concernente il venir meno dell’interesse alla decisione del ricorso, la quale preclude la decisione nel merito della controversia, non può che dichiarare il gravame improcedibile per sopravvenuto difetto d’interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.
La dichiarazione univoca del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, intervenuta prima della pronuncia, comporta l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse e impedisce l’esame del merito.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, se il ricorrente dichiara in modo univoco, prima della decisione, di non avere più interesse alla pronuncia, il giudice deve dichiarare il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto d’interesse e non può decidere nel merito le censure proposte.
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