Cassazione Civile, Sentenza n. 32408/2024 del 13/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Corte di Giustizia Tributaria Regionale del Veneto che aveva ritenuto legittimi due avvisi di accertamento Tosap relativi all'anno 2012 notificati da Abaco spa per occupazione del sovrappasso/viadotto autostradale (Passante di Mestre, A4). CAV deduceva cinque motivi: preteso giudicato esterno favorevole (resistenza dell'art. 2909 c.c.), difetto di legittimazione passiva per proprietà statale dell'opera e per assenza del requisito oggettivo di occupazione, erronea applicazione degli artt. 38 e 39 d.lgs. 507/1993, omissione di esame di fatti decisivi da parte della CGT, e diritto all'esenzione ex art. 49 lett. a) d.lgs. 507/1993 per la propria natura di società a partecipazione pubblica (in house / organismo di diritto pubblico) e per le convenzioni con ANAS e Regione Veneto. Richiesta - in subordine - di rimessione pregiudiziale alla CGUE.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato i principi consolidati: la Tosap colpisce le occupazioni di qualsiasi natura degli spazi sovrastanti e sottostanti il suolo demaniale o del patrimonio indisponibile comunale/provinciale (compresi viadotti e sovrappassi), l'esistenza di una concessione o la titolarità statale dell'opera non escludono l'imponibilità quando un soggetto diverso dall'ente pubblico titolare realizzi l'occupazione; il giudicato formato su questioni di natura giuridica non impedisce a giudici successivi di reinterpretare la norma; la qualifica di "in house" o la partecipazione pubblica non comportano di per sé l'esenzione di cui all'art. 49 lett. a) d.lgs. 507/1993: l'esenzione richiede che l'occupazione sia ascrivibile direttamente al soggetto esente (Stato, Regioni, Comuni ecc.). La richiesta di rinvio pregiudiziale alla CGUE è stata ritenuta non necessaria. Condanna alle spese a carico del ricorrente.
Norme richiamate
"Sono soggette alla tassa le occupazioni di qualsiasi natura, effettuate, anche senza titolo, nelle strade, nei corsi, nelle piazze e, comunque, sui beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni e delle province."
La Corte interpreta l'art. 38 nel senso che rientrano nella Tosap anche le occupazioni del soprassuolo e del sottosuolo (quindi viadotti/sovrappassi) quando comportino effettiva sottrazione all'uso pubblico, indipendentemente dalla titolarità dell'opera o dall'esistenza di una concessione comunale.
"La tassa è dovuta al comune o alla provincia dal titolare dell'atto di concessione o di autorizzazione o, in mancanza, dall'occupante di fatto, anche abusivo, in proporzione alla superficie effettivamente sottratta all'uso pubblico nell'ambito del rispettivo territorio."
Ai fini soggettivi la Corte conferma che è soggetto passivo il concessionario/titolare dell'atto o, in mancanza, l'occupante di fatto: pertanto una società che gestisce/occupa l'opera può essere obbligata al pagamento.
"Le occupazioni del sottosuolo e soprassuolo stradale con condutture, cavi, impianti in genere ed altri manufatti destinati all'esercizio e alla manutenzione delle reti di erogazione di pubblici servizi... sono tassate in base ai criteri stabiliti dall'art. 47."
La norma include impianti e manufatti destinati a servizi pubblici fra le occupazioni imponibili (applicabile ai viadotti/impianti collegati).
"La tassa per le occupazioni del sottosuolo e soprassuolo stradale ... è determinata forfetariamente in base alla lunghezza delle strade comunali o provinciali per la parte di esse effettivamente occupata..."
Stabilisce il criterio di determinazione della tassa per le occupazioni di soprassuolo/sottosuolo; la Corte richiama questa disciplina per confermare la tassabilità delle strutture che occupano il sovrassuolo.
d.lgs. 507/1993 art. 49 lett. a)
"Sono esenti dalla tassa: a) le occupazioni effettuate dallo Stato, dalle regioni, province, comuni e loro consorzi..."
L'esenzione è interpretata restrittivamente: opera solo se l'occupazione è ascrivibile direttamente al soggetto esente. La mera partecipazione pubblica o la qualifica di 'in house' non bastano a riconoscere l'esenzione se l'operatività è imprenditoriale e l'occupazione è posta in essere dalla società.
Richiamato in relazione alla pretesa efficacia del giudicato esterno: la Corte ricorda che il giudicato su questioni giuridiche non vincola altri giudici, essendo l'interpretazione normativa prerogativa del giudice che decide.
Riferimenti alla demanialità statale: la Corte afferma che l'appartenenza dell'opera al demanio statale non esclude l'imponibilità nei confronti del soggetto che, per gestione o uso, occupa il suolo comunale sottostante.
legge 244/2007 art. 2 commi 289-290
Norma che regolamenta la costituzione e la funzione di società come CAV. La Corte riconosce l'esistenza di disposizioni che prevedono società a partecipazione pubblica, ma afferma che ciò non implica automaticamente l'identificazione dell'occupazione con lo Stato ai fini dell'esenzione.
Richiamato per il concetto di 'controllo analogo' e disciplina delle società partecipate; la Corte sottolinea che controllo analogo/in house non elimina l'autonomia soggettiva e imprenditoriale della società.
TFUE art. 267
Norma sul rinvio pregiudiziale: la Corte ritiene che non sussistessero i presupposti per il rinvio alla Corte di Giustizia UE (nessun dubbio rilevante o interpretazione già pacifica).
TFUE art. 106
Richiamato nel ragionamento sulla compatibilità con il diritto dell'Unione: la Corte osserva che il regime nazionale che nega l'esenzione a società partecipate evita distorsioni concorrenziali e non appare in contrasto con le regole UE.
TFUE art. 345
Richiamato per affermare che i Trattati lasciano impregiudicata la disciplina della proprietà negli Stati membri; ciò non muta la valutazione sulla imponibilità.
Massime di principio
- La Tosap colpisce le occupazioni anche del soprassuolo e del sottosuolo (quindi viadotti/sovrappassi) quando determino una sottrazione di spazio all'uso pubblico, indipendentemente dalla titolarità dell'opera.
- La titolarità statale dell'opera o l'assenza di poteri comunali di rimozione non escludono l'imponibilità: rileva la condotta materiale di occupazione posta in essere da soggetti diversi dall'ente pubblico titolare.
- Il concessionario o il gestore che, in concreto, occupa lo spazio comunale può essere soggetto passivo della Tosap ai sensi dell'art. 39 d.lgs. 507/1993.
- La qualificazione 'in house' o la partecipazione pubblica totale non producono automaticamente l'esenzione fiscale: l'esenzione ex art. 49 lett. a) richiede che l'occupazione sia direttamente ascrivibile all'ente esente (Stato/Regione/Comune).
- Il giudicato formato su ragioni di diritto non è obbligatorio per il giudice che decide una successiva controversia: le questioni interpretative di norma restano libere in appello e in Cassazione.
- La prova dell'assetto giuridico che giustificherebbe un'esenzione (es. effettiva identità soggettiva con lo Stato) grava su chi la invoca; documentazione e allegazioni concrete sono determinanti.
- Per richiedere il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE occorre dimostrare un reale dubbio di interpretazione del diritto UE rilevante; in mancanza di incertezza o di precedente, il rinvio non è obbligatorio.
- In controversie analoghe, chi gestisce un'infrastruttura pubblica e trae da essa un'attività economica deve considerare il rischio di assoggettamento a imposte locali anche se il bene è nel demanio statale e anche se i proventi sono vincolati da convenzioni.
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