L.R. Lazio 10/2016
Interventi di lotta al tabagismo per la tutela della salute e dell'ambiente (1)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge regionale disciplina prevenzione, assistenza alla disassuefazione, controlli e sanzioni contro il tabagismo, tutela dei non fumatori e riduzione dell’impatto ambientale degli scarti del fumo. Prevede un piano triennale e misure in scuole, luoghi di lavoro e strutture sanitarie. Gli stanziamenti indicati riguardano il triennio 2016-2018.
Lotta al tabagismo e tutela dalla esposizione al fumo nella Regione
Interventi di lotta al tabagismo per la tutela della salute e dell’ambiente
La legge regionale disciplina, nel territorio della Regione, un insieme coordinato di misure di prevenzione, assistenza, controllo e sensibilizzazione contro il tabagismo. L’obiettivo è ridurre i danni del fumo attivo e passivo, tutelare i non fumatori e contenere l’impatto ambientale degli scarti del fumo.
Finalità e ambito di intervento
La Regione promuove la prevenzione, la cura e il controllo del tabagismo nel rispetto della normativa statale vigente. La disciplina mira in particolare a:
- ridurre il numero dei fumatori attivi;
- diminuire l’esposizione al fumo passivo;
- limitare il degrado ambientale causato dai residui del fumo di tabacco.
Nei luoghi di lavoro, nelle strutture sanitarie e negli istituti scolastici le misure devono essere coordinate con la normativa sulla prevenzione e protezione nei luoghi di lavoro.
Piano regionale triennale per la lotta al tabagismo
La Regione sostiene interventi di prevenzione, assistenza e supporto alla disassuefazione fondati su efficacia comprovata e su linee guida internazionali e nazionali. Entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale, acquisito il parere della commissione consiliare competente, approva un piano regionale triennale.
Il piano deve comprendere interventi relativi a:
- prevenzione del tabagismo tramite promozione di stili di vita sani e liberi dal fumo;
- assistenza e supporto alla disassuefazione, con accesso gratuito ai servizi aziendali per la cura del tabagismo e per smettere di fumare;
- tutela dell’ambiente contro l’inquinamento da rifiuti del fumo;
- rispetto del divieto di fumare nei luoghi pubblici e di lavoro, considerando “utente” anche il personale dipendente o comunque addetto ad attività lavorativa;
- tutela dei non fumatori.
La Regione può promuovere accordi con aziende sanitarie locali, enti locali e altri soggetti pubblici e privati per l’attuazione del piano.
Interventi informativi, educativi e premianti
Per rafforzare il rispetto dei divieti di fumo, la Regione promuove iniziative informative e formative rivolte al personale delle strutture sanitarie e delle istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione.
La legge favorisce inoltre:
- la completa assenza di fumo nelle istituzioni educative e nei contesti in cui il comportamento degli adulti ha un forte valore educativo per minori e studenti;
- l’educazione alla salute nelle scuole per prevenire l’inizio dell’abitudine al fumo;
- azioni di informazione e sensibilizzazione per rendere libere dal fumo anche le aree aperte di pertinenza delle istituzioni scolastiche.
Il piano regionale può prevedere premi annuali per gli istituti scolastici più impegnati nella promozione di ambienti liberi dal fumo e attestati pubblici per aziende, aziende sanitarie locali e scuole che favoriscano la partecipazione dei dipendenti ai programmi per smettere di fumare.
Obblighi dei datori di lavoro e prevenzione nei luoghi di lavoro
Nelle strutture pubbliche e private i datori di lavoro o i responsabili delle strutture devono, oltre a far osservare il divieto di fumo previsto dalla normativa statale, garantire il rispetto dei requisiti impiantistici previsti per eventuali aree riservate ai fumatori.
Nei luoghi di lavoro pubblici e privati devono inoltre:
- informare adeguatamente i lavoratori sui rischi per salute e sicurezza derivanti da fumo attivo e passivo, sulle misure di prevenzione adottate e sulle modalità efficaci per smettere di fumare, avvalendosi del medico competente e del servizio di prevenzione e protezione ove previsti;
- consultare preventivamente e tempestivamente i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, ove previsti, sulle misure da adottare per l’applicazione della legge.
Le aziende sanitarie locali devono programmare interventi di prevenzione del tabagismo nei luoghi di lavoro pubblici e privati mediante attività informative ed educative, vigilanza e controllo sul divieto di fumo e supporto alla disassuefazione, anche tramite programmi di cessazione realizzati, ove possibile, direttamente nei luoghi di lavoro.
Tutela dell’ambiente dagli scarti del fumo
La Regione promuove la raccolta degli scarti del fumo in appositi contenitori nei luoghi di aggregazione, per evitarne la dispersione nell’ambiente. I raccoglitori devono essere collocati in modo tale da consentire comunque la fruizione dei luoghi pubblici da parte di minori e non fumatori al riparo dal fumo passivo.
La Regione promuove anche campagne per l’uso di posaceneri personali e per sensibilizzare i fumatori sull’impatto ambientale e sul degrado causato dagli scarti del fumo.
Vigilanza, accertamento e sanzioni
La vigilanza e l’applicazione delle sanzioni per le violazioni della legge sono esercitate dai comuni e dalle aziende sanitarie locali. Restano fermi i poteri di accertamento e contestazione degli illeciti amministrativi da parte degli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria e delle guardie giurate espressamente adibite al servizio.
Alle violazioni dei divieti di fumo si applicano le sanzioni amministrative previste dalla legge statale sul divieto di fumare in determinati locali e sui mezzi di trasporto pubblico. Il procedimento sanzionatorio segue la legge n. 689 del 1981 e l’Accordo del 16 dicembre 2004 in materia di tutela della salute dei non fumatori.
I proventi delle sanzioni accertate da organi non statali sono versati al bilancio regionale e destinati, per la spesa, alle aziende sanitarie locali nel quadro del programma regionale in materia di tutela della salute.
Monitoraggio e valutazione
La Giunta regionale deve informare periodicamente il Consiglio regionale sull’attuazione della legge e sui risultati ottenuti. Ogni due anni trasmette alla commissione consiliare competente e al Comitato per il monitoraggio una relazione che indica:
- gli interventi realizzati da Regione, aziende sanitarie locali, enti locali e altri soggetti pubblici o privati;
- gli accordi conclusi per l’attuazione;
- il numero, i contenuti e la diffusione delle iniziative informative e formative;
- i soggetti coinvolti, i beneficiari e il livello di partecipazione;
- le criticità operative e le soluzioni adottate.
La Giunta rende accessibili anche sul proprio sito istituzionale i dati raccolti; il Consiglio regionale pubblica sul proprio sito i documenti conclusivi dell’esame svolto con la relazione valutativa.
Copertura finanziaria e limiti applicativi
La legge si applica nei limiti di compatibilità con il piano di rientro dal disavanzo sanitario regionale, con i programmi operativi e con le funzioni attribuite al commissario ad acta.
Per gli oneri previsti sono utilizzati:
- i proventi delle sanzioni;
- un apposito fondo regionale per interventi informativi ed educativi di lotta al tabagismo.
Il fondo è alimentato con risorse pari a 50.000 euro per il 2016 e 100.000 euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018. La disciplina finanziaria è dunque riferita al triennio 2016-2018.
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