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Legge

L.R. Lazio 8/2016

Interventi di valorizzazione delle dimore, ville, complessi architettonici, parchi e giardini di valore storico e culturale della Regione Lazio e disposizioni a tutela della costa laziale (1)

Normativa regionaleL.R. Lazio 8/2016

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce una rete regionale per dimore, ville, complessi architettonici, parchi e giardini di valore storico nel Lazio, prevedendo accreditamento, promozione, contributi e sostegni, formazione e start-up giovanili. Contiene anche norme sulla tutela del paesaggio costiero laziale e sulle concessioni per acquacoltura in mare. Previste risorse 2016-2018 e un regime transitorio per procedimenti non conclusi alla data di entrata in vigore.

Valorizzazione di dimore, ville, complessi storici e tutela della costa laziale

Valorizzazione delle dimore storiche e tutela della costa laziale

La legge disciplina, per la Regione Lazio, misure di valorizzazione di dimore, ville, complessi architettonici, parchi e giardini di valore storico e culturale, nonché alcune disposizioni speciali per la tutela del valore turistico e culturale della costa laziale. Il provvedimento combina strumenti di promozione, contributi economici, formazione, sostegno a start-up e regole procedurali per specifiche autorizzazioni.

Finalità e ambito di applicazione

La Regione promuove interventi di valorizzazione, fruizione, conoscenza, informazione e formazione relativi a beni situati nel territorio laziale che abbiano natura di bene culturale o paesaggistico-ambientale e siano dichiarati di interesse culturale o pubblico ai sensi del d.lgs. 42/2004. I beni possono essere di proprietà pubblica o privata. La legge sostiene anche la formazione e la nascita di start-up giovanili nei servizi turistico-culturali e nell’artigianato artistico.

Rete regionale dei beni valorizzabili

È istituita la Rete regionale delle dimore, ville, complessi architettonici, parchi e giardini di valore storico e storico-artistico. I soggetti interessati presentano, durante tutto l’anno, domanda di accreditamento alla direzione regionale competente in materia di cultura, allegando documentazione fotografica e informazioni su proprietà, stato di conservazione, uso attuale e vincoli di tutela.

La direzione regionale:

  • verifica la documentazione e la compatibilità con il PTPR e la normativa vigente;
  • entro 60 giorni accoglie la domanda, richiede integrazioni o la rigetta motivando il diniego;
  • in caso di accoglimento inserisce il bene nella Rete.

Promozione, comunicazione e accessibilità

La direzione regionale competente in materia di cultura realizza campagne promozionali e azioni di comunicazione per incentivare la fruizione dei beni della Rete, anche attraverso nuovi itinerari turistici e strumenti multicanale come siti web e social network. È favorita la creazione e consultazione online degli archivi storici della Rete, anche per persone con privazioni sensoriali o motorie.

Le risorse della Rete sono rese disponibili, anche in uno spazio web dedicato sul sito regionale, gratuitamente e riutilizzabili secondo la disciplina regionale sugli open data. Ai beni della Rete è riconosciuto un logo identificativo, disciplinato dalla Giunta regionale; per i beni accessibili a persone con disabilità motoria e sensoriale il logo è integrato dalla dicitura “visit-abile”.

Contributi, finanziamenti e altre forme di sostegno

La Regione può concedere contributi, finanziamenti o altre forme di sostegno per progetti, autorizzati dalle autorità competenti ai sensi del d.lgs. 42/2004, relativi a:

  • restauro;
  • risanamento conservativo;
  • recupero;
  • fruizione;
  • manutenzione straordinaria.

Il sostegno è concesso in conto capitale e in conto interessi, entro questi limiti massimi sulla spesa ammissibile:

  • 50% per i soggetti privati;
  • 70% per i soggetti pubblici.

Le spese tecniche di progettazione, comprese indagini geognostiche e geotecniche, studi di impatto ambientale, direzione lavori e collaudi, possono essere finanziate fino al 20% dell’importo della spesa delle opere riconosciuta ammissibile. La Regione promuove anche convenzioni e protocolli con istituti di credito per prestiti a tasso agevolato. I contributi sono revocati nei casi previsti dall’avviso pubblico.

Criteri di concessione e avvisi pubblici

La Giunta regionale approva gli indirizzi sugli interventi da sostenere, sulle risorse da utilizzare e sui criteri e modalità di concessione dei benefici. La direzione regionale competente adotta poi uno o più avvisi pubblici che disciplinano partecipazione, assegnazione, erogazione, rendicontazione, revoca e monitoraggio, nel rispetto di imparzialità, trasparenza e pubblicità.

Comitato consultivo

È istituito presso la direzione regionale competente in materia di cultura un Comitato consultivo con funzioni di coordinamento e supporto. È presieduto dal direttore regionale competente in materia di cultura o suo delegato e composto da rappresentanti delle principali direzioni regionali interessate, da due rappresentanti delle associazioni del settore della valorizzazione dei beni e da un rappresentante delle associazioni ambientaliste.

Il Comitato:

  • può essere integrato da un rappresentante del ministero competente in materia di beni culturali;
  • ha segretario un funzionario della direzione cultura;
  • si dota di un proprio regolamento interno;
  • dura in carica cinque anni;
  • si riunisce almeno due volte l’anno;
  • redige una relazione annuale trasmessa anche alla commissione consiliare competente.

La partecipazione è gratuita e non deve comportare oneri aggiuntivi per la finanza regionale.

Formazione universitaria e sviluppo di competenze

La Regione, in collaborazione con le università laziali, promuove e sostiene attività di formazione di livello universitario in due ambiti principali:

  • servizi turistico-culturali, per favorire la piena promozione e fruizione del patrimonio della Rete all’interno del turismo culturale e di qualità;
  • restauro, recupero architettonico e paesaggistico, artigianato artistico e cura del verde di qualità, con attenzione al recupero delle conoscenze tradizionali e all’uso di nuove tecnologie e materiali.

Le convenzioni sono stipulate con le università interessate, comprese quelle che hanno attivato i corsi di studio indicati dalla legge.

Sostegno alle start-up giovanili

La Regione sostiene la nascita di start-up giovanili:

  • nei servizi turistico-culturali, anche tramite l’uso degli open data della Rete e di tecnologie ICT;
  • nel restauro e recupero architettonico e paesaggistico, con particolare attenzione all’artigianato artistico e alla cura del verde di qualità.

L’obiettivo è favorire imprese innovative e creative capaci di coniugare valorizzazione del patrimonio, tecnologie nuove e recupero delle competenze tradizionali.

Clausola valutativa e monitoraggio

La Giunta regionale trasmette alla commissione consiliare competente una relazione sullo stato di attuazione della legge entro due anni dalla sua entrata in vigore e poi con cadenza biennale. La relazione deve indicare, in particolare, quantità e tipologia degli interventi realizzati e le risorse finanziarie utilizzate.

Compatibilità con la disciplina europea sugli aiuti di Stato

I contributi sono concessi nel rispetto della normativa dell’Unione europea sugli aiuti di Stato. Se rientrano tra gli aiuti esentati dalla notifica, devono rispettare i regolamenti europei applicabili e i relativi periodi di validità. Se invece sono soggetti a notifica, possono essere concessi solo dopo autorizzazione della Commissione europea o quando tale autorizzazione possa ragionevolmente ritenersi intervenuta; in questo caso i contributi decorrono dalla pubblicazione sul BUR dell’avviso relativo all’autorizzazione esplicita o implicita.

Disposizioni finanziarie

Per gli oneri della legge sono istituiti due fondi regionali nel programma “Valorizzazione dei beni di interesse storico”:

  • un fondo di parte corrente, alimentato con 100.000 euro per il 2016 e 150.000 euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018;
  • un fondo in conto capitale, alimentato con 500.000 euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018.

Possono concorrere anche risorse regionali destinate al turismo, alla formazione professionale e allo sviluppo economico/artigianato, nonché risorse dei programmi operativi della programmazione 2014-2020, se coerenti con le relative linee di intervento. È previsto il monitoraggio degli effetti finanziari e, in caso di scostamenti, la possibilità di rideterminare gli oneri con successiva iniziativa legislativa della Giunta.

Tutela del valore turistico e culturale della costa laziale

La Regione promuove la conservazione e valorizzazione del paesaggio costiero del litorale laziale, nel rispetto della tutela ambientale e delle attività economiche e commerciali.

Nelle more dell’attuazione della direttiva 2014/89/UE sulla pianificazione dello spazio marittimo, l’autorizzazione agli impianti di acquacoltura in mare è rilasciata secondo una specifica procedura:

  • la Giunta regionale deve redigere la pianificazione dello spazio marittimo entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge;
  • la direzione regionale competente in materia di pesca convoca la conferenza di servizi per il rilascio o rinnovo della concessione demaniale a uso acquacoltura;
  • partecipa anche il Comune competente sullo specchio acqueo richiesto;
  • il Comune esprime un parere tecnico sulla compatibilità dell’impianto con le attività turistiche ed economiche e con la conservazione del paesaggio;
  • al termine della conferenza la direzione regionale rilascia la concessione o adotta il diniego con il preavviso di rigetto previsto dalla l. 241/1990.

Il parere comunale si applica anche ai procedimenti non ancora conclusi alla data di entrata in vigore della legge, nel rispetto delle previsioni già richiamate dalla normativa statale.

Valutazione dell’obsolescenza

La legge contiene ancora una disciplina teoricamente utilizzabile per la valorizzazione dei beni culturali e per la tutela costiera nel Lazio, ma diverse sue parti fanno riferimento a fondi e attività connessi al triennio 2016-2018 o a termini iniziali già decorso. Per la parte finanziaria originaria e per gli adempimenti a scadenza già esaurita, il contenuto è sostanzialmente superato; restano invece potenzialmente attuali la disciplina della Rete, dei contributi, degli avvisi e della tutela costiera, nei limiti della normativa vigente e delle successive modifiche.

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