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Legge

L.R. Emilia-Romagna 25/2004

NORME IN MATERIA DI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI

Normativa regionaleL.R. Emilia-Romagna 25/2004

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge Emilia-Romagna disciplina l’uso degli OGM nel territorio regionale, imponendo un divieto temporaneo di coltivazione e allevamento fino all’adozione del piano regionale di coesistenza e alla fissazione delle soglie UE sulle contaminazioni accidentali. Prevede ricerca, elenco delle produzioni di qualità, esclusione dai marchi di qualità, consultazione pubblica, controlli e sanzioni.

Disciplina regionale sugli organismi geneticamente modificati

Norme regionali sugli organismi geneticamente modificati

La legge della Regione Emilia-Romagna detta una disciplina sull’utilizzo degli organismi geneticamente modificati (OGM) nel territorio regionale, improntata al principio di precauzione e alla tutela delle risorse genetiche, delle produzioni agricole e alimentari di qualità e della coesistenza tra colture diverse.

Finalità e principi ispiratori

Il provvedimento mira a:

  • evitare la diffusione incontrollata degli OGM nell’ambiente e prevenire l’ibridazione con produzioni tradizionali e biologiche;
  • promuovere ricerca e sperimentazione nel settore biotecnologico;
  • individuare le aree interessate da produzioni di qualità e regolamentate, per verificare la coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche;
  • favorire consultazione e informazione pubblica.

La disciplina opera nell’ambito delle competenze regionali ed è espressamente collegata al principio di precauzione e alla normativa europea sulla liberazione deliberata nell’ambiente di OGM.

Divieto temporaneo di coltivazione e allevamento OGM

È previsto un divieto, valido in tutto il territorio dell’Emilia-Romagna, di coltivare specie vegetali geneticamente modificate e di allevare animali geneticamente modificati.

Il divieto ha natura temporanea e permane:

  • fino alla scadenza prevista dalla normativa nazionale per l’adozione del Piano regionale di coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche;
  • e comunque nelle more della fissazione, da parte dell’Unione europea, delle soglie di tolleranza per la presenza accidentale di OGM nelle sementi e nel materiale di moltiplicazione.

Ricerca, sperimentazione e supporto scientifico

La Regione promuove la ricerca e la sperimentazione biotecnologica orientata a:

  • miglioramento della qualità delle produzioni agricole e alimentari;
  • difesa dalle patologie;
  • sostenibilità ambientale.

È inoltre previsto un programma interdisciplinare di ricerca sulla coesistenza, coordinato con iniziative del Ministero competente, di altre Regioni e con le indicazioni dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare.

Per supportare tali attività è istituito il Comitato scientifico per le biotecnologie in agricoltura della Regione Emilia-Romagna, nominato dalla Giunta regionale e composto da cinque esperti di comprovata competenza scientifica. Il Comitato ha funzione consultiva sul Piano regionale di coesistenza e sulle linee di intervento per ricerca e sperimentazione, oltre a svolgere attività informativa sull’evoluzione tecnico-scientifica della materia, riferendo di norma ogni sei mesi alla Commissione consiliare competente.

Produzioni di qualità e aree geografiche

Per individuare le aree da tutelare in relazione alla coesistenza, la Regione predispone un elenco delle produzioni agroalimentari di qualità e regolamentate, comprese quelle sementiere e vivaistiche, con l’indicazione delle corrispondenti aree geografiche.

Esclusione dai marchi di qualità

Sono escluse dall’accesso ai marchi di qualità regionali le aziende e le industrie agroalimentari che utilizzano OGM nel ciclo produttivo come materia prima, additivi o ingredienti.

L’esclusione si applica anche alle imprese che impiegano mangimi contenenti materie prime derivate da OGM.

Consultazione e informazione pubblica

La Regione deve individuare modalità per accertare la volontà degli agricoltori di rinunciare volontariamente all’uso di OGM in determinate aree o per determinate produzioni e può adottare le prescrizioni necessarie per rendere effettiva tale rinuncia.

Partecipazione e informazione di cittadini e operatori agricoli iscritti all’Anagrafe delle aziende agricole sono assicurate mediante strumenti informatici.

Vigilanza, controlli ed etichettatura

La Giunta regionale predispone un Piano annuale dei controlli per la vigilanza sull’applicazione della legge.

Per i controlli la Regione può avvalersi di:

  • ARPA Emilia-Romagna, nell’ambito delle sue funzioni istituzionali;
  • altri enti o istituti pubblici o privati, mediante apposite convenzioni.

I gestori di esercizi commerciali operanti sul territorio regionale, sia della grande distribuzione sia del commercio al dettaglio, devono verificare che i prodotti in vendita siano correttamente ეტichettati con l’indicazione della presenza di OGM o di derivati.

Comunicazione alla Commissione europea e regime sanzionatorio

La legge è comunicata alla Commissione europea ai fini del controllo comunitario previsto dal Trattato.

La violazione del divieto temporaneo di cui alla legge comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria secondo la normativa nazionale. Per accertamento, contestazione e applicazione delle sanzioni si applicano la legge n. 689/1981 e la legge regionale n. 21/1984; l’autorità competente all’irrogazione è la Regione Emilia-Romagna.

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