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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 01221/2026 del 20/01/2026

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il contendere nasce dalla domanda dell'avv. Giovanni Contu per il pagamento dei propri compensi (complessivi euro 147.407,07) maturati per la difesa del dott. Antonio Satta nei giudizi di responsabilità erariale davanti alla Corte dei conti. Dopo il rifiuto di Satta, Contu lo ha citato; Satta ha chiamato in causa il CIPNES per essere tenuto indenne (azione di rivalsa). Il Tribunale di Cagliari e la Corte d'appello hanno accolto la domanda di Contu e la chiamata in causa di Satta verso il CIPNES, ritenendo applicabile l'art. 3, comma 2-bis, D.L. n. 543/1996 e disponendo il rimborso da parte del CIPNES. Il CIPNES ha quindi impugnato in Cassazione sostenendo, tra l'altro, la non applicabilità dell'interpretazione autentica (art. 10-bis D.L. 203/2005), l'esigenza del preventivo pagamento dei compensi e del parere di congruità dell'Avvocatura dello Stato, nonché la mancata concordanza sul nominativo dell'avvocato (comune gradimento).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del CIPNES. La decisione è stata motivata sul punto che: a) i soggetti sottoposti al giudizio della Corte dei conti (anche amministratori di enti pubblici economici) possono ottenere il rimborso delle spese legali ai sensi dell'art. 3, comma 2-bis, D.L. n. 543/1996; b) l'interpretazione autentica di cui all'art. 10-bis D.L. n. 203/2005 (attribuendo alla Corte dei conti il potere di liquidare le spese) non esclude la possibilità che, quando la Corte dei conti non abbia liquidato o non abbia liquidato in modo soddisfacente, il prosciolto chieda il rimborso all'amministrazione di appartenenza e, se necessario, agisca in sede giurisdizionale ordinaria per l'ulteriore o diversa liquidazione (richiamando il principio delle Sezioni Unite n. 31137/2024); c) il parere di congruità dell'Avvocatura dello Stato resta previsto quale elemento tecnico-amministrativo utile nella fase amministrativa, ma non costituisce condizione di procedibilità per l'azione giudiziale e non è vincolante: il giudice può comunque valutare la congruità delle spese; d) la previsione del cosiddetto 'comune gradimento' (art. 67 DPR 268/1987) non è presupposto per il rimborso ex art. 3 D.L. 543/1996 e, in ogni caso, non era contestato alcun concreto motivo che rendesse inidonea la nomina dell'avv. Contu. La Corte ha quindi respinto il ricorso, compensando le spese processuali tra le parti.

Norme richiamate

  • D.L. 23 ottobre 1996, n. 543, art. 3, comma 2-bis (conv. L. 20 dicembre 1996, n. 639)

    In caso di definitivo proscioglimento ... le spese legali sostenute dai soggetti sottoposti al giudizio della Corte dei conti sono rimborsate dall'amministrazione di appartenenza.

    La Corte ha ritenuto applicabile la disposizione anche agli amministratori di enti pubblici economici soggetti al giudizio contabile; la norma non subordina il rimborso all'assenso preventivo dell'amministrazione sul nominativo del legale.

  • D.L. 30 settembre 2005, n. 203, art. 10-bis, comma 10 (interpretazione autentica)

    Le disposizioni dell'art. 3, comma 2-bis, ... si interpretano nel senso che il giudice contabile, in caso di proscioglimento nel merito e con la sentenza che definisce il giudizio, ai sensi e con le modalità di cui all'art. 91 c.p.c., liquida l'ammontare degli onorari e diritti spettanti alla difesa del prosciolto, fermo restando il parere di congruità dell'Avvocatura dello Stato...

    La Corte ha precisato che, pur attribuendo alla Corte dei conti competenza di liquidazione, tale previsione non esclude che il prosciolto chieda alla propria amministrazione il rimborso o, in mancanza di soddisfazione, agisca in sede giudiziale ordinaria; l'attribuzione non è esclusiva alla Corte dei conti.

  • D.L. 25 marzo 1997, n. 67, art. 18, comma 1 (conv. L. 23 maggio 1997, n. 135)

    Le spese legali relative a giudizi ... promossi nei confronti di dipendenti di amministrazioni statali ... sono rimborsate dalle amministrazioni di appartenenza nei limiti riconosciuti congrui dall'Avvocatura dello Stato, sempreché tali giudizi si siano conclusi con sentenza o provvedimento che escluda la responsabilità.

    Il parere di congruità dell'Avvocatura ha carattere tecnico-discrezionale e costituisce il riferimento nell'ambito della procedura amministrativa di rimborso; tuttavia il parere non è vincolante in sede giurisdizionale e può essere sindacato per vizi di motivazione o di fatto.

  • D.P.R. 13 maggio 1987, n. 268, art. 67

    L'ente ... farà assistere il dipendente da un legale di comune gradimento, a condizione che non sussista conflitto d'interessi.

    Questa previsione (originaria per il comparto enti locali) non è applicabile come presupposto necessario al rimborso ex art. 3 D.L. 543/1996; inoltre il DPR è stato in gran parte abrogato/ridefinito dalla contrattazione collettiva, per cui va verificata l'eventuale previsione pattizia applicabile.

  • D.L. 31 maggio 2009, n. 78, art. 17, comma 30-quinquies (conv. L. n. 102/2009)

    All'art. 10-bis, comma 10, ... dopo le parole: 'procedura civile', sono inserite le seguenti: 'non puo' disporre la compensazione delle spese del giudizio'.

    L'integrazione vieta la compensazione delle spese del giudizio in quel contesto, chiarendo limiti alle modalità di liquidazione.

  • Codice di procedura civile, art. 91

    Norme sulla condanna alle spese e sulla loro liquidazione.

    Richiamato come criterio procedurale per la liquidazione delle spese da parte del giudice (modalità di statuizione).

Massime di principio

  • Gli amministratori di enti pubblici economici sottoposti a giudizio contabile possono ottenere il rimborso delle spese legali ex art. 3, comma 2-bis D.L. 543/1996: la disposizione riguarda la responsabilità di chi gestisce risorse pubbliche, indipendentemente dalla qualifica formale.
  • L'interpretazione autentica del 2005 (art. 10-bis D.L. 203/2005) attribuisce alla Corte dei conti la possibilità di liquidare le spese, ma non esclude che il prosciolto chieda il rimborso all'amministrazione e, se insoddisfatto, agisca in sede giurisdizionale ordinaria per ottenere una diversa o ulteriore liquidazione.
  • Il parere di congruità dell'Avvocatura (previsto dall'art. 18 D.L. 67/1997) è un elemento tecnico-amministrativo importante nella fase amministrativa di rimborso e orienta la valutazione del quantum, ma non costituisce una condizione di procedibilità per l'azione giudiziale né è totalmente vincolante per il giudice che può sindacarne la motivazione.
  • La mancata acquisizione del parere da parte dell'amministrazione non impedisce al prosciolto di agire giudizialmente; l'amministrazione non può opporre l'omessa richiesta di parere come escamotage per sottrarsi al rimborso quando è convenuta in giudizio.
  • La previsione del 'comune gradimento' del legale non è un requisito automatico per il rimborso delle spese nei giudizi di responsabilità erariale disciplinati dall'art. 3 D.L. 543/1996; se si invoca tale requisito occorre fondarlo su norme pattizie (CCNL) o disposizioni specifiche applicabili.
  • Prassi consigliata: il soggetto prosciolto dovrebbe prima esperire la richiesta amministrativa di rimborso (richiedendo il parere di congruità ove previsto), ma se questa è omessa o insufficiente può promuovere giudizio ordinario per il rapporto sostanziale con l'amministrazione al fine di ottenere il rimborso o l'integrale liquidazione delle spese.

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